democrazia rappresentativa... di chi?

In Italia esiste da tempo un elettorato di centrosinistra privo di rappresentanza. E' formato da cittadini che hanno diverse esperienze e diversi orientamenti politici ma sono uniti da alcune convinzioni comuni che le vicende degli ultimi anni hanno rafforzato. Non hanno condiviso la scelta della maggioranza di centrosinistra di scassare la Costituzione insieme al centrodestra nella Commissione Bicamerale, tra il '96 e il '98. Non hanno capito perchè il centrosinistra, in cinque anni di legislatura tra il '96 e il 2001, non ha fatto una seria legge sul conflitto d'interessi e una legge per regolare le reti televisive analoga alle altre vigenti in tutta Europa. Hanno subito come una ferita alla democrazia la caduta del governo Prodi nel '98.
Non hanno capito perchè nel 2001 il centrosinistra ha dato per scontata una sconfitta evitabile e ha rinunciato a battersi aprendo la strada a un'anomalia che nessun paese democratico avrebbe tollerato.
Non hanno apprezzato dopo il 2001 la debolezza dell'opposizione e la ripetuta assenza dei suoi parlamentari quando era possibile fermare leggi incostituzionali.
Hanno dato vita a una mobilitazione di massa senza precedenti per la libertà di informazione e l'autonomia della magistratura.
Hanno riempito il Palavobis a Milano il 23 febbraio 2002, un mese dopo erano tutti insieme ai tre milioni del Circo Massimo a Roma, e il 14 settembre hanno colmato piazza San Giovanni .
Hanno animato nei mesi e anni successivi enormi manifestazioni contro la guerra preventiva.
Non hanno capito perchè i partiti, invece di accogliere e rafforzare la mobilitazione popolare, si sono ingegnati per fermarla, ingabbiarla, deluderla. Hanno assistito increduli all'inerzia del centrosinistra di fronte alla truffa della nuova legge elettorale.
E ora assistono sbigottiti all'arruolamento di numerosi, imbarazzanti transfughi dal centrodestra cui vengono attribuiti gratis ruoli di rilievo.

Sono i cittadini che vogliono difendere la Costituzione, ricostruire la salute istituzionale del paese, affermare la supremazia dell'interesse pubblico sull'utile privato, rinnovare lo stato sociale, affrontare con idee nuove il difficile tema del lavoro, rafforzare la difesa dei beni comuni, garantire la laicità dello stato, costruire un'Europa strumento di pace. Considerano la libertà e il pluralismo dell'informazione, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura condizioni necessarie e insostituibili per la democrazia.

A questi cittadini è stato ora impedito di contribuire alla selezione della propria classe dirigente: è stato negato lo strumento delle primarie, è stato vietato il tentativo di liste indipendenti.
Tra questi cittadini molti sono sempre più tentati dall'astensionismo, altri andranno a votare solo per senso del dovere. E per senso del dovere coloro che andranno a votare cercheranno di convincere chi ancora non vuole farlo. Questi cittadini non si identificano in alcun partito, anche se nel passato molti vi hanno militato, e faranno fatica a mettere la croce sul simbolo di partiti in cui non hanno più fiducia. Avrebbero molto pi volentieri votato per la coalizione ma è stato loro impedito.
Voteranno per necessità . Voteranno solo per battere il peggior governo dell'età repubblicana, per cancellare l'anomalia che ha inquinato la politica italiana.
Questi cittadini non saranno rappresentati nel futuro parlamento. I partiti del centrosinistra riceveranno il loro voto ma non potranno vantarlo come un'adesione incondizionata ai loro programmi.
Questi cittadini delusi e impegnati sanno che dovranno da soli rianimare le loro energie e trovare nuovi strumenti per manifestarle. E vogliono esprimere questa convinzione prima del voto perchè non ci siano dubbi sul senso del loro impegno civile. Faranno tutto il possibile perchè prevalga il centrosinistra, ma dopo le elezioni eserciteranno tutta la loro vigilanza critica affinch&eacuto; la vittoria elettorale non venga svuotata da trattative e compromessi col centrodestra.

Sollecitiamo tutti coloro che vivono questo profondo disagio a dare il loro personale, insostituibile contributo a un'opera di conoscenza reciproca, a una rete di relazioni paritarie per dare origine a una nuova fase di protagonismo civile e politico. E così forse si potrà dare rappresentanza politica ai moltissimi che anche dopo le elezioni continueranno ad esserne privi.

Prima che il potere delle oligarchie costruisca un nuovo conformismo: parlate, scrivete, fate sentire la vostra voce.

Dario Fo, Pancho Pardi

Attenti alla tracotanza

L’8 marzo su Repubblica, pagine milanesi, appare un’intervista condotta dalla giornalista Giuseppina Piano a Bruno Ferrante, candidato dell’Unione a sindaco di Milano, rimasto unico in lizza contro Letizia Moratti.
A proposito della annunciata riunione da lui indetta per la definizione del programma per la nuova gestione del Comune, la giornalista chiede all’ex prefetto: “Anche gli altri partecipanti alle primarie, Fo, Moratti e Corritore, saranno invitati a discutere del progetto?”
Al che Ferrante risponde testualmente: “Loro non c’entrano con la stesura del programma. Gli interlocutori sono i partiti.”
“Che ruolo possono ancora avere, allora?”, incalza la Piano.
“Questo lo vedremo.”
Punto e basta.

In poche parole, dopo aver partecipato alle primarie, tre dei candidati sono posti fuori dalla porta. Il designato unico, Ferrante, deciderà cosa farne, che ruolo assegnare loro o se eliminarli dal contesto politico del centro-sinistra. E con loro ignorare anche i circa trentamila elettori che hanno scelto di appoggiare i tre, ora esclusi.
Insomma si scopre che le regole vengono dettate dal candidato vincente, appoggiato da otto partiti del centro-sinistra.
Questa è una novità! Da che codice nasce questa prassi? Soprattutto, se ricordiamo che all’inizio della campagna per le primarie tutti i quattro concorrenti si erano impegnati a sostenere ognuno il vincitore della competizione. Ma mi chiedo: “Come ci è possibile sostenere un designato senza conoscere e aver collaborato alla stesura del progetto stesso?”
Dovremo marciare in fila come e dove deciderà l’“eletto”, senza discutere del programma e della strategia per renderlo attivo? Ciechi e muti!
Ma ci troveremo in buona compagnia: una folla di votanti che ci hanno appoggiato e che come noi ora si vedono esclusi.
Inoltre dobbiamo risolvere un rebus, la cui la soluzione proprio non riusciamo a indovinare. Come intendono questi strateghi della coalizione considerare i voti raccolti da noi tre esclusi che, come osservano tutti i commentatori politici, saranno determinanti per un’eventuale vittoria del centro-sinistra? Ci viene il dubbio che il disegno di Ferrante e qualcuno dei partiti che lo sostengono suoni più o meno così: “Ignoriamo palesemente i tre, Fo, Moratti e Corritore, li lasciamo in bambola, sospesi… come dire a bagnomaria. Ad un certo punto saranno messi nella condizione di rinunciare, lasciando orfani tutti gli elettori che li hanno scelti. Senza riferimento, costoro forzatamente si ritroveranno a dover scegliere il candidato sindaco dell’Unione: prendere o lasciare!”

Ecco, è qui che il machiavello si fa stupido! E anche incosciente! Vuol dire disprezzare la dignità e l’intelligenza degli elettori.
Umberto Eco, sempre su Repubblica, l’otto marzo avverte l’Unione con un’accorata esortazione: “Attenti, che i delusi propensi a non votare fra la gente di sinistra stanno crescendo.” E io mi permetto di aggiungere: “Non disgustate quelli che credete vostri elettori sicuri.”
Tutti i dirigenti dell’Unione, a partire da Prodi fino a Bertinotti, sono d’accordo nel considerare determinante la vittoria del centro-sinistra nel Comune di Milano. Milano è infatti la chiave di volta di una trasformazione sia politica che culturale che si proietterà in tutto il Nord Italia.
È strano che quei dirigenti non si stiano rendendo conto del pericolo autolesionista che sta procurando la strategia di Ferrante e dei suoi sostenitori nei nostri riguardi. Specie dopo la manovra messa in atto da Berlusconi, che ha convinto Ombretta Colli a ritirarsi dalla competizione lasciando nella destra il campo libero alla sola Letizia Moratti. Gli ultimi sondaggi indicano che Ferrante e la Moratti si trovano staccati l’uno dall’altra da una percentuale di soli cinque punti a favore dell’ex prefetto. Quindi anche l’osservatore più lento in matematica capisce che il nostro più che probabile 10% di elettori diventa assolutamente determinante per il successo della sinistra.
Antonio Gramsci, a proposito di tattica e strategia nella politica, avvertiva: “Non dimenticate di considerare le situazioni nel loro generale. Ma guai se vi addormentate chiudendo gli occhi davanti al particolare.” E aggiungeva: “Osservate le situazioni con umiltà, evitate la scorciatoia della spocchia e tracotanza.”

Bisogna portare avanti il lavoro, incontriamoci sabato

Cari amici,
avevo preso l’impegno di discutere e decidere insieme con voi come portare avanti quelli che negli incontri per le primarie abbiamo definito come punti importanti di un programma per cambiare Milano: dalla questione del traffico e dell’inquinamento al rifiuto della rapina del territorio con i grattacieli della Fiera, dell’Isola e delle aree ferroviarie dismesse, a una città diversa, nella quale anche le periferie siano centri vivi e autonomi.
Intendo rispettare questo impegno confrontandomi con tutti coloro che mi hanno sostenuto: Rifondazione Comunista, Miracolo a Milano, i Verdi con Fo, i Radicali di sinistra, gli Amici di Beppe Grillo, i comitati, le associazioni e le tante persone che in quei tre mesi ho incontrato e mi hanno aiutato a conoscere e capire fino in fondo i problemi della nostra città.
Intendo raccogliere l’appello che mi è stato rivolto dai sostenitori di non disperdere il patrimonio di idee, di proposte, di competenze, di disponibilità a portare avanti concretamente gli obiettivi del nostro lavoro comune.
Per tutto ciò vi propongo di incontrarci sabato 11 alle ore 10 all’ARCI di via Bellezza .
La vostra presenza è determinante per via di alcune gravi difficoltà che rischiano di rendere vano l’impegno di noi tutti. In poche parole alcune forze politiche con le quali abbiamo iniziato il nostro cammino a partire dalle primarie si stanno muovendo e comportando in modo ostile nei riguardi della nostra partecipazione alla lotta per riuscire a far sì che il Comune di Milano sia finalmente strappato alle destre e gestito dalla coalizione democratica di centro-sinistra.
Per questa ragione insistiamo perché passiate parola e siate presenti in gran numero a questo incontro.

... alcuni sono "più dell'Unione" degli altri

Breve carteggio di 3 mail intercorso tra Paolo Cagna Ninchi (coordinatore di Miracolo a Milano) e Pierfrancesco Maiorino (segretario cittadino DS milano).


Caro Pierfrancesco
le primarie si sono concluse il 29 gennaio, oramai un mese fa e mi pare, ma posso essere stato distratto, che l’Unione, della quale facciamo parte a pari titolo con tutti gli altri, non si sia riunita per discutere - come è avvenuto nella fase preparatoria delle primarie - di come affrontare la campagna per battere la Moratti, definire il programma che si dovrebbe fondare sulle linee guida frutto del lavoro del Cantiere. La nostra lista, che insieme con gli altri soggetti dell’Unione, ha partecipato al processo
di formazione delle primarie e degli accordi che le hanno regolate, ha sostenuto la candidatura di Dario Fo, il suo lavoro di indagine e di proposta. Quel lavoro ha ottenuto un rilevante riconoscimento nel voto e merita un confronto sul merito e sul metodo della campagna elettorale per le amministrative di maggio, costituendo un pezzo determinante per il successo
elettorale. Per questo ci sembra utile sollecitare un confronto all’interno dell’Unione per capire nel merito e nel metodo come affrontiamo questa fase.
Scusa il linguaggio burocratico, ma sono sorpreso per il modo come in quella che si chiama Unione si regolano le relazioni e anche, non per inciso, della totale assenza di attenzione, anche banalmente formale per non dire educata, di quello che ora è il candidato di tutti nei confronti di chi ha partecipato alle primarie e di cui comunque ha bisogno per vincere.

Paolo Cagna Ninchi

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L' Unione si è riunita e si sta riunendo. Ovviamente e giustamente su iniziativa di Ferrante. Alle riunioni partecipano i soggetti politici che si presenteranno alle elezioni non altre forme o formazioni che appartengono al passato. Dunque è ovvio che se intendete partecipare con una vostra lista farete parte del tavolo, altrimenti no. Semplice, credo.

Pierfrancesco.

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Caro Maiorino,
mi scuso per essermi rivolto a te, forse l'ho fatto per un'antica simpatia,prendo quindi atto che d'ora innanzi ci si deve rivolgere a Ferrante per il lavoro dell'Unione di Milano (ma quale Unione: quella delle primarie della quale facevamo parte anche noi o un'altra?) e quindi invio anche a lui per conoscenza questo messaggio.
A proposito di cose che appartengono al passato, a me non risulta che la lista di Miracolo a Milano, non sieda più in consiglio comunale, né che abbia mai dichiarato di non volerci più sedere nel futuro.
Un paio di domande.
Prima di tutto che senso ha decidere che solo le forze che presentano liste fanno parte dell'Unione? Al di là della stupidità politica, deduco da ciò che dici che evidentemente c'è un elenco: avete inviato un questionario a tutti con la domanda: "Volete far parte della nuova Unione? presentatevi alle prossime elezioni comunali. Rispondete entro 5 giorni ché poi ci si riunisce". Noi non l'abbiamo ricevuto, peccato, e inoltre pensavamo che le liste si devono presentare nei termini stabiliti dalla legge, non da Maiorino o da Ferrante.
Poi, chi ha deciso per noi che non ci presenteremo alle prossime elezioni?
Non penso che questa scelta tocchi ad altri che a noi e solo a noi. Per questo, ma non solo, magari anche per un atto di cortesia - se ancora usa da quelle parti - in ogni caso per correttezza e anche per banale buonsenso politico poteva essere opportuno, che so, un cenno, un colpo di telefono, un sms, una e-mail, persino una telefonata, ma anche solo un colpo di tosse.
In ogni caso prendo atto della tua comunicazione che considero inaccettabile e del tutto insoddisfacente per la ragione suddetta: fino a prova contraria noi ci siamo e non abbiamo deciso di non esserci. La scelta di convocarci o meno acquista quindi un evidente significato.

Paolo Cagna Ninchi

Franca si candida al Senato!!!

di Jacopo Fo

Grazie ai molti che hanno incoraggiato Franca www.francarame.it e anche grazie a chi ha votato e commentato il nostro sondaggio si è ormai arrivati alla decisione: Franca si candiderà in Lombardia e Emilia Romagna, come capolista, all'interno delle liste dell'Italia dei Valori di Di Pietro, come indipendente, insieme ad alcune persone provenienti dalle liste civiche che come saprete non sono state accettate dall'Unione.
Questo piccolo gruppo di candidati offrirà la possibilità di un voto diverso pur all'interno dello schieramento di centro sinistra.
Un modo per cercare di portare a votare anche chi è stufo di un certo modo di far politica a votare.
Se Franca verrà eletta metterà al centro del suo impegno l'analisi degli sprechi dello stato e la razionalizzazione del sistema giudiziario (certezza della pena, basta con i cavilli che invalidano le condanne, lotta ai reati di truffa, corruzione, manipolazione del mercato azionario, reati finanziari e umanizzazione delle carceri.
Nei prossimi giorni, ovviamente, vi racconteremo tutti gli svuluppi. Intanto spero che questa notizia vi dia gioia e felicità.
Se vuoi saperne di più:

www.jacopofo.com/?q=node/844

www.jacopofo.com/?q=node/874

Risultati sondaggio "Candidiamo Franca Rame"

da jacopofo.com

Ringrazio i 232 eroi comunisti che hanno partecipato al sondaggio.
Ovviamente non era solo un gioco. In famiglia stiamo discutendo animatamente sulla questione e ci serviva un parere. E ce l'avete dato. E molto interessante. L'85% delle persone si sono dichiarate entusiaste. E questo ha fatto molto piacere a mia mamma...
Ma il dato politicamente molto interessante è che il7% di chi segue questo blob pensa di non andare a votare. Di questi circa il 40% voterebbe però se ci fosse un candidato veramente degno come la mia mamma... La cosa è importante perchè ci permette una quantificazione grossolana di quanti siano le persone di sinistra che non andranno a votare perchè schifate: tante. Possiamo prevedere che alle prossime elezioni saranno intorno ai 10 milioni i non votanti (percentuali degli anni scorsi intorno al 15% degli aventi diritto) divisi in apolitici totali, delusi di sestra, delusi di sinistra, delusi di centro. Sempre muovendosi in modo spannometrico possiamo perciò ipotizzare che almeno un milionicino di delusi dalla sinistra potrebbe essere convinto ad andare a votare se ci fosse un segnale veramente positivo.
E questo risponde anche a molti dei commenti al sondaggio: come sto ormai ripetendo da giorni credo che Berlusconi farà di tutto (attenti!!!) e che comunque lo scarto con la sinistra sarà infimo. E non credo che in due mesi si possa convincere molta gente di centrodestra a spostarsi a sinistra. Quindi quel milione di delusi di sinistra, che già odiano Silvio, possono determinare la differenza tra vittoria e sconfitta.
E sul fatto che l'Italia, con altri 5 anni di Bellicapelli si troverebbe sparata nel Medio Evo della tolleranza per l'illecito ho scritto e disegnato abbastanza.
Questo è il motivo per cui credo che in questo momento candidare Franca sia importante.
Comunque la decisione verrà presa sulla base di tutta una serie di altre considerazioni. Capirete che come figlio preferirei da un certo punto di vista, che non si candidasse perchè è un vero sacrificio... Comunque...Vedremo.
(Per inciso mi rendo conto che questo blog è ormai una saga famigliare, ma dovete capire che la mia vita è sempre statata così. Tutto mischiato... Che casino...)

In ogni caso io tenterò di fare tutto quel che posso in altre direzioni. Ad esempio con iniziative come il video "Se avessi saputo che avrebbero rieletto Berlusconi!", durata 100 secondi, prodotto in 12 diversi formati, dall'alta definizione al formato per telefonini, spedibile via e-mail... Sta avendo un successo notevole (rispetto ai nostri pochi mezzi) scaricato 3000 volte in 5 giorni, ieri sera veniva scaricato una due volte al minuto...(una vera libidine stare a guardare il contatore...).

Comunque non so se il mio modo di vedere è un'isteria individuale o è condiviso da molti. E abbiamo deciso di verificare anche questo.
E' chiaro che se dobbiamo partecipare alla battaglia dobbiamo avere pure le forze e i mezzi per farlo.
Per questo abbiamo rilanciato la sottoscrizione per Cacao.


Sapere se le persone sono disposte a tirare fuori qualche soldo è un ottimo modo per valutare la determinazione...
Quindi se avete 100 mila euro in più e volete veramente veder piangere Silvio, fateci un vaglia, faremo brillare i vostri soldi!
Se non avete centomila euro pazienza. Centolire ce le hai?
( www.alcatraz.it/soci.html)

Questa questione dei soldi va posta chiara. Cacao si regge sull'idea di finanziare un'attività di controinformazione umana proponendo prodotti ecologici e amorevoli (Alcatraz, Commercioetico.it ecc). Ma disgraziatamente quest'idea, di finanziare quel che ti piace con la tua spesa, ancora viene condivisa da pochi (anche se aumentano, a oggi più di 10.000 persone hanno comprato tramite Commercioetico.it). Ecco che specie in momenti di crisi come questo serve ricorrere alla vecchia colletta. Noi più che lavorare gratisi o con lo stipendio autoridotto del 75% non si riesce a fare.

Comunque vedremo anche questo. E vedremo che si può fare con i mezzi che ci darete.
In ogni caso ce la metteremo tutta. Perchè veramente non vogliamo farci altri 5 anni con questo signore.

PS
Nella mia visione fantapolitica del mondo immagino sempre che molte associazioni aderiscano alla proposta "Finanzia la tua associazione diffondendo merci ecologiche." Allo stato attuale sono meno di dieci i gruppi che sfruttano questa possibilità.
Ugualmente NESSUNA scuola, gruppo o singolo ha sfruttato la proposta che facciamo ormai da due anni (!) di venire gratis a Alcatraz in cambio della diffusione di un pacchetto di prodotti ecologici www.alcatraz.it/redazione/news/show_news_p.php3?NewsID=2220

Dario, continua!

Abbiamo partecipato con grande impegno e passione alle primarie dell’Unione per la scelta del candidato sindaco di Milano, e seguito e sostenuto, in forme e modi diversi, Dario Fo nella sua generosa, convinta e coinvolgente scelta di candidarsi. Riteniamo che il risultato importante ottenuto da Dario sia una grande occasione offerta a chi crede che sia possibile cambiare radicalmente la gestione di una città complessa come Milano e quindi anche le forme e i contenuti della politica.

Una possibilità praticata sulla città con l’indagine di Dario svolta con grande serietà e senza risparmiarsi con il coinvolgimento e il confronto diretto con le tante esperienze cresciute in questi anni, i comitati e le associazioni che hanno costruito non solo un fronte del No alla rapina del territorio, al soffocamento della città, ma anche un modo diverso di concepire lo sviluppo cittadino con proposte concrete, le analisi fatte insieme ad esperti con competenze in campi che vanno dal bilancio comunale al risparmio energetico, dalla città metropolitana al nuovo welfare urbano fondato sulla difesa dei beni comuni, tutte indirizzate a migliorare la qualità della vita.

Questo percorso, seguito da Dario Fo con l’attenzione di uno studente che ha la voglia e l’umiltà di imparare e interpretato con la sapienza della sua grande cultura, ha portato a un risultato nel voto che indica due punti molto importanti:

1. la determinazione con la quale Dario ha messo in primo piano i contenuti, il merito dei problemi di Milano e anche le differenze tra i candidati alle primarie ha reso questa scadenza un’occasione di dibattito vero favorendo una grande partecipazione al voto, ben superiore alle previsioni, segno che il confronto e nettezza delle proposte sono necessari per coinvolgere persone e aree sociali che se ne starebbero fuori da una politica gestita soltanto dalle dirigenze dei partiti che li ha allontanati e li allontana;

2. il risultato ottenuto da Dario raddoppia il consenso che gli derivava dalle forze politiche che lo hanno sostenuto, Rifondazione comunista, Miracolo a Milano e una parte dei Verdi; e questo dimostra che a Milano c’è un’area trasversale agli schieramenti che non trova espressione nelle forze politiche organizzate della sinistra, ma che è ricca di esperienza, di competenze, di capacità di mobilitazione in grado di produrre un processo unitario tra chi condivide contenuti e pratiche comuni. E che infine manifesta una grande e sentita volontà di partecipazione politica che però voglia e sappia rispondere concretamente ai problemi della materialità della vita quotidiana: temi rimasti per troppi anni senza risposte credibili e concrete.

Lo scontro politico che ci attende per l’elezione del sindaco di Milano non ha un esito scontato: occorrono quindi tutte le forze, le energie, i voti disponibili per cambiare il governo di questa città. Ma non solo: quello che pure non è scontato è il programma, il progetto di città con il quale ci si presenterà ai cittadini milanesi perché siano messi in grado di assumersi con cognizione di causa la responsabilità del voto..
In questa prospettiva il patrimonio di consenso costruito intorno a Dario – come pure quello raccolto da Milly Moratti e Davide Corritore - è determinante per vincere le elezioni, ma anche, se non soprattutto, per portare in consiglio comunale le istanze di quella parte di popolazione che è consapevole che la volontà di unità necessaria per sconfiggere il centro-destra e la sua politica da sola non basta ma va insieme alla radicalità dei contenuti se si vuole davvero togliere la città dalle mani dei grandi interessi che ne privatizzano i beni comuni, che la divorano con la speculazione edilizia, che ne cacciano i giovani condannati alla precarietà, aumentando l’area del disagio sociale che vede negati i diritti fondamentali, dalla casa alla cura della salute.

Noi siamo grati a Dario per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto e soprattutto per offrire l’occasione per rendere possibile l’unità di soggetti diversi, comitati, forze politiche, singoli cittadini attorno a un’idea di città solidale, sottratta ai poteri forti.
Per tutto ciò, con questo appello gli chiediamo di non disperdere questo patrimonio e di trovare l’energia per continuare, con la stessa generosità e passione, il suo impegno per Milano.
Noi, per parte nostra ci mettiamo a disposizione per trovare insieme forme e modi per realizzare nel voto di maggio la vittoria dell’Unione e la continuità nel nuovo consiglio comunale dei contenuti del suo progetto e della sua battaglia, dei suoi obiettivi e dei suoi valori, che sono anche i nostri.

Edda Boletti, Paolo Cagna Ninchi, Franca Caffa, Maria Campidoglio, Sergio Cusani, José Luis Del Roio, Bianca Dacomo Annoni, Davide Danti, Emanuele Gabardi, Giuseppe Maria Greco, Martinho Lutero, Mario Morganti, Giuseppe Natale, Amalia Navoni, Edda Pando, Basilio Rizzo, Ermanno Ronda, Pina Sardella, Luca Trada, Angelo Valdameri.