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Dalle donne Algonquin la canzone dell’acqua

People For Planet - 4 ore 59 min fa

 

La canzone dell’acqua delle donne indiene Algonquin è stata scritta da Irene Wawatie Jerome per il raduno Grandfather William Commanda’s 2002 Circle of All Nations. Questa “water song” esprime gratitudine per l’acqua e fa crescere la consapevolezza e la connessione delle donne con questo grande dono di Madre Natura. La canzone è semplice da imparare «e la nostra speranza – dicone le donne Algonquin – è che milioni di donne la cantino, crescendo nella loro consapevolzza e connessione con l’acqua».
La canzone è stata registrata con il permesso delle famiglie Wawatie e Commanda e del Circle of All Nations Foundation and the Elders in Canada.

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L’auto solare tutta italiana che attraverserà il deserto americano

People For Planet - 6 ore 21 min fa

“Emilia 4” è il nome dell’auto solare a quattro posti tutta made in Italy che sarà molto probabilmente l’unico veicolo europeo a partecipare all’American Solar Challenge 2018 in programma a luglio nel Nebraska, dove dovrà affrontare un percorso di circa 3.460 Km , divisi in varie tappe, fra Nebraska e Oregon, a una velocità media di 60 Km orari.

Quattro posti, 6 mq in pianta, meno di 300 kg di peso, 120 km/h di velocità massima e 200 km di autonomia grazie ai raggi del sole.
Il progetto intende dimostrare come il sole possa rappresentare una valida alternativa ai combustibili tradizionali. È convinzione infatti, sia dei progettisti che realizzatori di Emilia 4, che adottando opportuni accorgimenti progettuali e costruttivi, è possibile trasformare il solare nella più importante fonte di energia per la mobilità urbana ed extraurbana, in grado di contrastare l’inquinamento urbano ed il riscaldamento globale.

La vettura è stata realizzata dal Team Onda Solare in meno di due anni, un progetto strategico dell’università di Bologna, che coinvolge enti pubblici, professionisti e imprese, ma soprattutto, come essi stessi si definiscono, un gruppo affiatato, entusiasta ed eterogeneo, composto da tecnici e professionisti attivi nel settore della mobilità alternativa e dell’energia pulita, ingegneri, studenti e docenti di istituti d’eccellenza, superiori ed universitari, tutti uniti da una passione comune: realizzare veicoli da competizione ad energia solare e portarli a misurarsi e a gareggiare in giro per il mondo nelle varie competizioni specifiche per questo tipo di veicoli “solari”.
Onda solare ormai ha un’esperienza più che decennale nel settore e rispetto ai modelli precedenti- (Emilia 3, presentata nel 2013-la nuova vettura ha un design nuovo, impiega materiali quali resine/fibre “green” o ibridate e ha inserito freni al carbonio. Il risultato è stato ottenuto anche grazie a sponsor quali Enel Green Power, Avio, l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e il fondo UE per lo sviluppo regionale della Regione Emilia-Romagna.

Onda Solare è stata l’unico team italiano a prendere parte in Australia al World Solar Challenge 2013, ad Abu Dhabi nel 2015, alla Carrera Solar Atacama in Cile nel 2016 (seconda classificata) all’Albi Echo Race nel 2017 in Francia, dove ha conquistato il primo posto.

Il progetto si è sviluppato in quattro fasi principali:
– si parte da un design nuovo ed accattivante (anche frutto di una gara internazionale di idee) e si continua con la creazione dei modelli CAD 3D (software per la progettazione tridimensionale) di insieme, l’esecuzione dei tanti dettagli funzionali per ciascun componente, le verifiche strutturali e di fluidodinamica;
– si passa poi alla prototipazione dei modelli in scala, utilizzando tecniche e materiali più e meno tradizionali, alle prove in galleria del vento, all’ottimizzazione multi-obiettivo delle geometrie anche attraverso lo sviluppo di appositi codici open source;
– si arriva infine alla costruzione del veicolo grazie a tecniche innovative: impiego di resine/fibre “green” o ibridate, di grandi stampi polimateriali fresati in CNC (Computer Numerical Control), di soluzioni di hybrid manufacturing (la lavorazione ibrida ha molteplici vantaggi, tra cui una notevole riduzione del tempo di lavorazione totale, la diminuzione del materiale di scarto e la riduzione del tempo dedicato alla preparazione del materiale, ad esempio per le operazioni di forgiatura e fusione).

Emilia 4 è quindi pronta per sfidare le vetture concorrenti realizzate da atenei prestigiosi di Giappone, Germania e Stati Uniti, che godono di budget milionari grazie alla sponsorizzazione di multinazionali quali Panasonic, Yamaha e Ford e questo è già un merito.

Ma soprattutto questa auto ha il proposito di essere la prima italiana a energia solare che auspica di essere omologata per circolare su strada, e questa è  la sfida più importante.

Fonti:

http://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2018/06/14/news/emilia_4_l_auto_solare_tutta_italiana-198920349/

https://www.tomshw.it/emilia-4-auto-solare-italiana-consuma-come-phon-95007

http://ondasolare.com/lassociazione

Fonti immagini: infomotori.com e millionaire.it

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Choose Water, la bottiglia biodegradabile in venti giorni

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 04:57

Oggi vi presentiamo Choose Water’s Plastic-less Bottle una campagna crowdfunding su Indiegogo che sta riscuotendo grande successo e ha già raggiunto e superato l’obiettivo prefissato di  25mila sterline (all’incirca 28 mila €), iniziata da James Longcroft l’inventore britannico della bottiglia d’acqua monouso senza plastica che può decomporsi entro tre settimane.

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Le 6 diete più assurde (e pericolose)

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 04:54

Molte delle diete pubblicizzate su Internet non solo sono assurde e deliranti ma addirittura pericolose per la salute di chi le attua.

L’unico vantaggio è quello economico per chi le propone, che si tratti di libri, tisane, preparati, ecc.

Certo è che a farsi un giro nel Web si scopre che il mondo delle diete è ampio e variegato e se alcune sono decisamente pericolose e disequilibrate, altre sono solo sconcertanti,  altre ancora divertenti perché magari, perché no, funzionano…

Vediamone alcune:

1 – La dieta visiva
Prima di sedersi a tavola bisogna indossare occhiali dalle lenti azzurre. Il colore azzurro smorza il giallo e il rosso degli alimenti rendendoli così meno appetitosi e quindi inducendo la persona a mangiare di meno. Innocua.

2 – Senza olfatto
Prima di iniziare a mangiare ci si tappa il naso per non sentire l’odore del cibo. Anche in questo caso si inibisce un po’ il gusto e si smette di mangiare appena sazi. Se ci pensate è quello che ci accade quando siamo raffreddati: il cibo non ha sapore e quindi è meno appetibile. Innocua.

E fin qui tutto bene, in fondo mettersi occhiali colorati o tapparsi il naso non procura un gran danno se non alla nostra immagine quando andiamo al ristorante, e in fondo perdere peso val bene una figuraccia.

Più andiamo avanti nella ricerca, però, e più incontriamo soluzioni che sono anche pericolose come ad esempio:

3 – La dieta del batuffolo di cotone
Prevede di mangiare cinque batuffoli di cotone (o di carta di giornale) precedentemente immersi in un succo o in un frullato. L’idea è che il cotone riempie lo stomaco e passa la sensazione di fame e quindi si dimagrisce. Può anche darsi… ma qualcuno dovrebbe spiegare a chi la propone che né il cotone, né la carta da giornale sono commestibili e anche senza essere specialisti della materia si può immaginare che alla lunga, e forse anche alla corta, una dieta di questo genere provochi danni allo stomaco o all’intestino.

4 – La dieta del gelato
Prevede di mangiare 3 kg di gelato al giorno. Preferibilmente da farsi in estate, ché in inverno si rischia l’assideramento interno. Che sia una dieta completamente sconclusionata da punto di vista nutrizionale appare evidente.

Altre diete del genere prevedono per esempio l’ingestione di un chilo di ghiaccio al giorno, o l’assunzione di soli liquidi: frullati proteici, estratti o anche sola acqua.

Questi “regimi alimentari”, chiamati anche “detox”, sono di solito estremamente efficaci nel breve periodo, fanno dimagrire molto in pochi giorni con una controindicazione non da poco: nello stesso breve periodo i chili persi si riprendono e di solito anche con qualche interesse.

Poi ci sono le pratiche alimentari decisamente pericolose, in particolare:

5 – La dieta della Tenia
La leggenda racconta che questa “pratica” sia stata la responsabile del forte dimagramento in pochissimi mesi di Maria Callas. Pare che la cantante lirica abbia ingerito una Tenia (il verme solitario) da una coppa di champagne. Il parassita si attaccò così alle pareti intestinali “mangiando” tutto quello che arrivava, impedendone l’assorbimento da parte dell’organismo.

E’ estremamente pericoloso ingerire un parassita come la Tenia. Nausea, stanchezza, diarrea o costipazione sono alcuni degli effetti di questa strana ospitalità, e ancora peggio: se le larve arrivano al cervello i danni possono essere davvero gravi, basti pensare che la neurocisticercosi – l’infezione causata dalla Tenia – è responsabile del 30% dei casi di epilessia in Asia e Africa (http://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/taeniasis-cysticercosis)

In conclusione, se le altre non funzionano potete provare:

6 – La dieta della preghiera
Cioè, bisogna pregare ogni giorno che si perda peso. E non mangiare mentre si prega, ovviamente.

 

 

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Piccolo spazio di relax quotidiano

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 02:54

Un drone filma un paio di balene grigie in migrazione mentre si corteggiano e vengono affiancate da un gruppo giocoso di pacifici delfini dai lati bianchi. I delfini saltano e “surfano” davanti ai due animali da 30 tonnellate. Nel frattempo, le balene, apparentemente divertite dall’attenzione dei delfini, girano e nuotano il “dorso”. Se si pensa che quasi 1.000 delfini e balene muoiono ogni giorno, in tutto il mondo, per mano dell’uomo, è plausibile pensabile che questo è uno spettacolo imperdibile.

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I porti chiudono ma sempre più italiani aprono le loro case

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 02:24

È un’altra Italia quella raccontata dai dati di Refugees Welcome. L’associazione che promuove l’accoglienza in famiglia dei rifugiati negli ultimi otto giorni ha registrato un aumento di oltre l’80% nelle iscrizioni alla piattaforma. «È come se avessimo assistito ad un’esplosione della società civile. Tra le motivazioni per cui decidono di fare questo passo, molti riportano il bisogno di attivarsi in un momento di fortissima chiusura da parte del governo», spiega Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, che oltre all’aumento delle iscrizioni ha ricevuto anche un forte incremento nella richiesta di volontariato.

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Milena Gabanelli sui migranti

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 02:14

 

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Donald Trump vuole diventare l’Erode dei tempi moderni?

People For Planet - Sab, 06/23/2018 - 02:01
Al confine con il Messico, da indicazioni dell’amministrazione Trump, le guardie di frontiera per giorni hanno separato i bambini messicani dai genitori senza documenti. Diversi reportage raccontano che i bambini vengono lasciati da soli in gabbie di ferro, numerati (ci sono foto di bimbi con un numero appiccicato sul braccio) e lasciati lì, soli, senza parenti, per essere mandati in centri detentivi appositi, in attesa di decidere se saranno o meno rimpatriati. E’ di poche ore fa la notizia che Trump ha optato per fare marcia indietro, dopo le prese di posizione di molti politici e della società civile, firmando un decreto esecutivo che prevede che minori e genitori rimangano assieme, ma che pare non dia indicazioni maggiori, soprattutto per i bambini già detenuti, più di duemila. Diversi articoli raccontano che i militari stanno continuando a organizzare veri e propri campi di detenzione. C’è una registrazione audio, che sconsiglio di ascoltare ai deboli di cuore, in cui si sentono questi bambini piangere terrorizzati e i funzionari scherzare dicendo “c’è un concerto, qui!”. Trump è un mostro, ma anche chi mette in pratica le sue indicazioni dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Torna in mente “La zona grigia” di cui parlava Primo Levi, quella che lui vide crearsi quando era prigioniero in lager: quella zona intermedia di collaborazionisti, di persone che, per salvarsi in qualche modo o ottenere un piccolo vantaggio, non protestano ma si adeguano ai diktat e aiutano i peggiori uomini del mondo a mettere in atto i loro piani. Probabilmente, come anche Levi faceva notare, sono comportamenti che l’animo umano è tentato di produrre in tutte quelle situazioni collettive in cui un vertice ha il potere e comanda e una base deve ubbidire. Ma quello che si capisce anche è che senza questa zona grigia nessun mostro avrebbe potere. Senza persone che accettano come fosse una cosa ineluttabile ciò che accade, o che si adeguano ai comandi di un superiore che chiede di fare qualcosa che va contro tutte le leggi e l’umana pietà, queste cose non succederebbero. Una delle più grandi prerogative dell’essere umano è la possibilità di scegliere coscientemente come comportarsi. Se questa scelta non viene esercitata, seguire la massa, il gregge o il capobranco più potente ci avvicina sempre di più agli animali. Anzi, più correttamente: a robot senza coscienza.

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Autobus gratuiti in Estonia

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 09:36

Non solo turismo, bellezze naturali e patrimonio culturale: l’Estonia è nota anche per la spinta costante alla digitalizzazione e all’innovazione, che nel 2013 ha convinto la capitale, Tallinn, ad avviare una sperimentazione per rendere gratuita l’intera rete di trasporto pubblico. Un provvedimento che ha riscosso un grande successo, contribuendo a ridurre traffico, inquinamento e incidenti, e che ha spinto il governo ad allargare la sperimentazione all’intero Stato.

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Si può finalmente vendere l’energia autoprodotta

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 09:19

Stanotte il Parlamento Europeo ed il Consiglio UE – l’altro co-legislatore europeo – hanno raggiunto l’accordo sulla direttiva per le energie rinnovabili che guiderà lo sviluppo del settore fra il 2020 ed il 2030. Il target di rinnovabili da raggiungere a livello UE entro quella data è pari al 32%, con la possibilità di alzarlo ulteriormente (ma non di abbassarlo) nel 2023. Un ottimo risultato, dato che sia la proposta legislativa della Commissione Europea sia la posizione iniziale del Consiglio UE erano ferme ad un misero 27%.
La direttiva riconosce il diritto dei cittadini e delle comunità per l’energia ad autoprodurre, autoconsumare, stoccare l’energia rinnovabile, e a vendere quella in eccesso ad un prezzo pari come minimo al valore di mercato.

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Le ricette di Angela Labellarte: biscotti della mamma

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 03:31

Ingredienti

Farina 500 gr.
Zucchero semintegrale 150 gr + zucchero per spolverizzare
Olio EVO 100 gr.
Uova 2
Latte tiepido 100 ml.
Lievito per dolci 1 bustina (14/16 gr)
Buccia di 1 limone non trattato


Preparazione

Mescolate la farina setacciata con lo zucchero e con il lievito e ponete il tutto su una spianatoia. Aggiungete la buccia del limone non trattato e fatta una fontana al centro aggiungete l’olio e le uova. Iniziate a mescolare e man mano aggiungete il latte tiepido fino a ottenere un impasto omogeneo senza comunque lavorarlo troppo.
Date ai biscotti la forma che preferite (qui abbiamo prima fatto dei salsicciotti e poi li abbiamo tagliati in pezzi da 2 cm e leggermente schiacciati). Mettete i biscotti su una teglia da forno. Spennellateli con latte freddo e spolverizzateli con lo zucchero semintegrale.
Infornate in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti.
Questi biscotti sono perfetti per la prima colazione o per la merenda dei bambini e si conservano a lungo in una scatola di latta o in un vaso di vetro.

N.B.: al posto dell’olio si può utilizzare il burro.

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ph: Angela Prati

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Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 03:01

Sono parole di Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona.

“Tanta confusione a danno dei pazienti. Va puntualizzato che solo nelle farmacie si possono trovare medicinali e preparati curativi a base di cannabis: attenzione alle proposte poco chiare o ingannevoli”. Sono queste le parole con cui Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani) Verona, punta a distinguere le forme commerciali di canapa “di recente liberalizzazione che non presentano alcuna specificità di carattere farmaceutico ad uso medico”, la cosiddetta canapa light, “dalle varietà botaniche della pianta che possono avere effetti terapeutici/curativi”. E ribadisce che “la cannabis medicinale può essere erogata esclusivamente dalle farmacie ospedaliere e di comunità capillarmente distribuite sul territorio”, mentre “la cannabis acquistabile fuori dal canale delle farmacie non ha alcun effetto terapeutico definito”.

Thc e Cbd, nella cannabis terapeutica concentrazioni più alte
“Fare chiarezza sui preparati a base di cannabis ad azione terapeutica e sulla loro dispensazione è un nostro dovere, in primis per non creare false aspettative o insinuare dubbi nei pazienti veramente bisognosi di cure e nelle loro famiglie che vivono quotidianamente drammi reali”, continua Capri. “Una prima puntualizzazione deve essere fatta in merito alla concentrazione dei principi attivi quali il Thc (tetraidrocannabinolo) e Cbd (cannabidiolo), presenti in concentrazioni utili all’attività terapeutica solo nei medicinali. Infatti, mentre nei prodotti commercializzati nei punti vendita di recente apertura la concentrazione di Thc deve essere per legge inferiore allo 0,6%, nei medicinali preparati nelle farmacie la concentrazione è compresa mediamente tra 7 e 22% e la concentrazione di Cbd (cannabidiolo) raggiunge il 10%”. Non solo. Va inoltre precisato, continua la vicepresidente di Federfarma Verona, che “il rapporto Thc/Cbd nelle specie a uso medicinale è variabile, cosicché il medico può avere facoltà di specificare al farmacista che realizza il medicinale la composizione in Thc e Cbd in base all’effetto terapeutico che desidera ottenere per il singolo paziente”.

Cannabis terapeutica, ecco chi può avere la prescrizione
“L’uso medico della cannabis costituisce un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard come nei casi di sclerosi multipla per il trattamento della spasticità e in poche altre ben definite gravi patologie”, conclude Capri. “La prescrizione viene fatta dal medico quando riconosca la necessità dell’utilizzo anche in casi non riconducibili alle indicazioni prescrittive sopra menzionate, su consenso informato del paziente. La discrezionalità di accesso alla terapia con medicinali a base di cannabis è quindi di competenza esclusiva del medico”.

 

INDICE INCHIESTA CANAPA

Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza

Cannabis light “bocciata” dal Consiglio superiore di sanità

Ma questa è marijuana?!? Sì ma senza THC! (VIDEO)

Cannabis per uso terapeutico: realtà dal 2006. Ma serve la prescrizione medica

Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo: come agiscono

Lo giuro, non è una canna vera! (VIDEO)

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

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Ikea vieta la plastica monouso entro il 2020, e non solo

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 02:57

Ikea vieterà i prodotti di plastica monouso nei suoi negozi e nei suoi ristoranti dal 2020, anno entro il quale punta a usare solo materiali rinnovabili e riciclabili per i suoi prodotti.
Insieme alla graduale eliminazione della plastica non riciclata, l’azienda implementerà altri cambiamenti sulle materie prime che vanno da una colla più verde nei pannelli truciolari e più cibo vegetariano nei suoi ristoranti.

“Diventare veramente circolari significa soddisfare i mutevoli stili di vita delle persone, prolungare la vita di prodotti e materiali e utilizzare le risorse in modo più intelligente – sostiene Lena Pripp-Kovac, Sustainability Manager del gruppo svedese. Per mettere in pratica questi principi progetteremo tutti i prodotti fin dall’inizio per essere riutilizzati, riparati, riqualificati per altri usi, rivenduti o riciclati”.
“Il cambiamento sarà possibile solo collaborando e coltivando l’imprenditorialità – aggiunge il CEO del gruppo Torbjörn Lööf – Siamo impegnati nel guidare questo processo lavorando tutti insieme, dai fornitori di materie prime fino ai nostri clienti e partner”.

L’iniziativa ‘verde’ rientra quindi in una più ampia strategia di sostenibilità, in cui il colosso si impegna a lavorare sulle materie prime e in maniera più ampia, a fare consegne a domicilio a zero emissioni entro il 2021, ad aumentare l’offerta di piatti vegetariani in mense e ristoranti, a usare solo energia rinnovabile e materiali riciclati entro il 2030.

L’obiettivo sarà quello di ridurre l’impatto climatico dei negozi e di altre attività dell’80% in termini assoluti entro il 2030 rispetto al 2016. Attualmente il 60% della gamma IKEA si basa su materiali rinnovabili, mentre quasi il 10% contiene materiali riciclati.

Un piano che sortirà effetti positivi anche per le nostre imprese dell’indotto e fornitrici, dato che l’Italia è uno dei principali fornitori di mobili, componenti e impianti del gruppo svedese, portando questa aumentata sensibilità anche nelle richieste di fornitura e sensibilizzando anche i partner.

Positivo il commento di Giuseppe Ungherese, della campagna Inquinamento di Greenpeace sull’iniziativa annunciata dalla multinazionale – ovvero l’eliminazione entro il 2020 di tutta la plastica monouso presente nei suoi prodotti venduti in tutto il mondo, ma anche il ripensamento delle sue produzioni secondo i principi dell’economia circolare, con l’obiettivo di utilizzare solo energia rinnovabile e materiali riciclati entro il 2030.

«La decisione di Ikea di rimuovere la plastica monouso dai suoi negozi è un passo importante nella giusta direzione. È giunto il momento anche per altre multinazionali di fare lo stesso e di ridurre drasticamente la quantità di plastica usa e getta immessa sul mercato. Ogni minuto che passa, nei mari del Pianeta finisce l’equivalente di un camion pieno di plastica, un quantitativo inaccettabile di rifiuti che ha raggiunto anche località remote come l’Antartide, l’Artide e il punto più profondo dell’oceano, la Fossa delle Marianne. Ikea ha dunque deciso di intervenire nel modo giusto, andando a ridurre l’inquinamento da plastica alla radice, anche se ci auguriamo che l’iniziativa non si limiti semplicemente alla sostituzione con bioplastiche o altri materiali comunque dannosi per l’ambiente», afferma Ungherese nel comunicato.


Fonti:

http://thenexttech.startupitalia.eu/66573-20180611-ikea-verso-la-circolarita-entro-2020-solo-materiali-rinnovabili
https://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/comunicati/Plastica-Greenpeace-Bene-annuncio-Ikea-altri-grandi-marchi-seguano-lesempio/

Foto di copertina:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:IKEA_Flags_Alam_Sutera,_Indonesia_RT.jpg
By Rantemario [CC BY-SA 4.0], from Wikimedia Commons

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Salviamo le api…

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 02:46

Le api ci danno un servizio inestimabile, di valore ambientale e di valore strategico per la società, sono parte di un modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, un pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. La produzione agricola necessita in modo vitale dell’impollinazione. Le difficoltà e perdite che il settore vive in tutto il mondo sono causate da vari fattori concomitanti: le malattie delle api, l’indebolimento del loro sistema immunitario, il cambio climatico, le modificazioni d’uso del suolo e l’aumento delle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere per le api (i fiori!), nonché l’uso di prodotti fitosanitari tecniche agricole non sostenibili. Con il rischio che l’Apis mellifera divenga una specie in via di estinzione, insieme con tutti gli insetti impollinatori.
Da Lifegate.

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Cannabis light “bocciata” dal Consiglio superiore di sanità

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 02:44

Si vieti di vendere la cannabis light.

E’ questo, in sintesi, il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità (Css), l’organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della salute, in riferimento ai “prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa” a basso contenuto di Thc acquistabili in diversi punti vendita (tabaccherie, canapa shop, ma anche distributori self service) in tutta Italia. Il Css spiega che “non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light'”, e che pertanto devono essere  attivate, “nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.

Livelli di Thc non trascurabili

Secondo il Css, come riporta in un articolo l’Adnkronos, “la biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni (0,2%-0,6%, le percentuali consentite dalla legge, ndr) non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine”.

Rischi ancora da valutare

E ancora, continua Adnkronos, secondo il Css non pare in particolare “che sia stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, neonato, guida in stato di alterazione)”.

Dossier più ampio

Come spiega Roberta Siliquini, presidente del Consiglio superiore di sanità, i pareri espressi in merito alla cannabis light fanno parte di un dossier più ampio sull’argomento che può dar luogo anche a ripercussioni legislative: tocca ora al ministro della Salute trasmetterlo ad altri soggetti, secondo quello che riterrà più opportuno fare.

Per saperne di più vedi gli articoli e i video della nostra Inchiesta sulla Canapa:

Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza

Ma questa è marijuana?!? Sì ma senza THC! (VIDEO)

Cannabis per uso terapeutico: realtà dal 2006. Ma serve la prescrizione medica

Tetraidrocannabinolo e cannabidiolo: come agiscono

Lo giuro, non è una canna vera! (VIDEO)

Canapa light, ecco come è nato il fenomeno dell’erba che non “sballa”

Canapa legale: cosa dice la circolare del Ministero sulla cannabis

Le proprietà nutritive della canapa (VIDEO)

Le stupefacenti proprietà nutritive della canapa nell’alimentazione quotidiana

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Non è la solita pubblicità progresso

People For Planet - Ven, 06/22/2018 - 02:10

I buoni motivi sono almeno tre e ce li spiega con ironia e intelligenza Jacopo Verardo, 15 enne disabile, giocatore di hockey in carrozzina nella squadra dei Friul Falcons. È stato lui a ideare e interpretare, per Parent Project Onlus, lo spot “Non è la solita pubblicità progresso”.

CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA

 

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A che gioco stiamo giocando?

People For Planet - Gio, 06/21/2018 - 05:10
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“Fui assalito da un desiderio spasmodico di rischiare; forse dopo aver provato così tante sensazioni, l’animo non si sente sazio ma eccitato da esse, ne chiede sempre più altre, sempre più intense, fino alla totale estenuazione”: sono parole di Dostoevskij, scritte nell’ormai lontanissimo 1866 e ancora tragicamente attuali.

Attuali al punto che all’interno del “Contratto per il Governo del Cambiamento” il Movimento 5 Stelle ha previsto una serie di interventi restrittivi riguardanti il gioco d’azzardo per contrastare il fenomeno della ludopatia (patologia legata al gioco): si parla di divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni, aumento della distanza minima dei punti di gioco dai luoghi sensibili come scuole e centri di aggregazione giovanile, obbligo all’utilizzo di una tessera personale per prevenire l’azzardo minorile; imposizione dei limiti di spesa; tracciatura dei flussi di denaro sospetti e altro ancora.

Gioco o non gioco?

E’ notizia di qualche mese fa quella del sacerdote di Spinea (Ve) indagato per appropriazione indebita in quanto ha usato i soldi della parrocchia per giocarseli al Casinò. Parliamo di una bella cifra: 500mila euro.

Il caso ha fatto scalpore perché si tratta di un sacerdote e i soldi erano quelli delle elemosine, destinati ai poveri della parrocchia; altrimenti sarebbe stata una delle mille storie di ludopatia che nel nostro Paese sono all’ordine del giorno e non fanno quasi più notizia.

Tutti abbiamo visto nei vari bar, tabaccherie, ecc. persone di qualsiasi età o ceto sociale con il naso alzato verso il monitor che dava le estrazioni del Lotto oppure abbiamo sentito il rumore delle slot machines costantemente in funzione.

Non c’è niente di male a giocare al Superenalotto, alzi la mano chi non ha mai fantasticato su quello che avrebbe comprato dopo una vincita milionaria o non ha mai acquistato un gratta e vinci.

Ben altro discorso è quando si parla di quello che sul sito del Ministero della salute è indicato come Disturbo da Gioco d’Azzardo, una patologia che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare o fare scommesse in denaro: la “ludopatia” è un vero e proprio disturbo psichiatrico che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito tra i “disturbi delle abitudini e degli impulsi”.

La lingua inglese distingue due significati per la parola “gioco”: play, in cui spiccano la capacità e l’abilità del soggetto, e gambling, in cui prevalgono l’azzardo e il fine di lucro.

Come da letteratura internazionale esistono 3 tipi di giocatori:

Tipo 1: giocatori con normale struttura di personalità, condizionati nel comportamento, ossia contaminati solo dal gioco d’azzardo.

Tipo 2: giocatori emotivamente vulnerabili (con disagi precedenti, altre dipendenze, disturbi d’ansia, ecc.).

Tipo 3: giocatori impulsivi antisociali. Ogni giocatore problematico o patologico prima di ammalarsi era un giocatore sociale, occasionale o abituale, che giocava per puro divertimento. E quando cade nella dipendenza da azzardo ogni giocatore non ha più possibilità di scelta e controllo, e quindi di giocare in modo responsabile. La perdita di controllo caratterizza il disturbo.

Secondo alcune stime del Ministero della Salute, (che ha anche istituito un Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave) più della metà degli italiani gioca: una percentuale compresa tra l’1,3% ed il 3,8% della popolazione rientra nel novero dei giocatori “problematici” e un’altra che varia tra lo 0,5% e il 3,2% rappresenta invece il gruppo dei cosiddetti giocatori “patologici”. “Una emergenza sociale in piena regola” così la definisce il Codacons “dipendenza patologica da gioco, malattia che porta i giocatori alla rovina, distruggendo affetti, attività economiche e intere famiglie”.

Per l’Associazione Movimento No Slot “l’azzardo è un’industria e un business che invece di creare valore lo brucia, lo consuma desertificando legami sociali e dissipando il risparmio. (…) Anche quello legale, offerto dallo Stato, va perciò chiamato con il suo nome che non è “gioco” e non è “abilità”. L’azzardo è azzardo, genera crescente povertà, sofferenza. Ed è, in modo sempre più manifesto, una questione di salute pubblica, di legalità e di malessere familiare e sociale”.

I numeri del gioco d’azzardo legale

Qualunque slot machine, ogni punto scommesse, tutte le possibilità di gioco on-line, ciascuna estrazione del Lotto, ecc., esistono perché autorizzate da una concessione pubblica. I fatturati e i profitti delle aziende concessionarie crescono in proporzione all’aumento di consumo di azzardo. E il dilagare dell’offerta di gioco lecito moltiplica le possibilità di cadere nella dipendenza patologica: la sfida alla fortuna può rappresentare per molti italiani, bersagliati da continui stimoli pubblicitari, una potenziale via d’uscita dalle loro difficoltà.

L’Italia è un Paese in preda al gioco, capace nel 2016 di generare una raccolta (giocate) di 96,1 miliardi di euro. Di questi 76,70 sono vincite dei giocatori e 19,5 miliardi di euro sono perdite così ripartite: 10,5 miliardi di euro di introiti fiscali per lo Stato e 9 miliardi di ricavi per le aziende concessionarie.

La panoramica dell’offerta di gioco legale comprende 92 concessionari autorizzati al gioco a distanza per un totale di quasi 300 (299) canali internet, 3 canali televisivi e 11 canali telefonici. 418mila sono le slot machine presenti sul territorio italiano: 3 per ogni bar, 1 ogni 143 abitanti.

Non c’è popolazione in Europa che dissipi in azzardo quanto quella italiana: lo 0,85% del PIL. Il doppio di quella francese (0,41) e più del doppio di quella tedesca (0,31).Un Paese che paga enormi costi sociali, economici e sanitari, stimati nel 2012 tra i 5-6 miliardi di euro. (Dati tratti dalla pubblicazione: Mettiamoci in gioco, I costi sociali dell’azzardo, 2012)

Una curiosità: il Comune italiano nel quale si spendono più soldi nel gioco d’azzardo è Caresanablot, in provincia di Vercelli. I suoi 1.133 abitanti nel 2016 sono riusciti a giocare 24.228 euro a testa (ipotizzando che a giocare siano stati solo i residenti nel paese), come rivela la classifica messa a punto dal sito di Gedi-Quotidiani. Significa oltre 27 milioni di euro spesi in totale e più di 75 mila euro ogni giorno.  

Probabilmente la spiegazione è semplice: in paese c’è una grande sala slot e giochi dal nome scontato di Las Vegas, e Caresanablot è attraversato da una statale che collega le provincie di Vercelli, Novara e Biella e quindi facilmente raggiungibile dai pendolari del gioco.

Caresanablot è un caso estremo, ma non unico. Ci sono nove Comuni italiani in cui si spendono più di 10 mila euro all’anno a testa nel gioco d’azzardo e di questi cinque sono in Lombardia e tre in Piemonte. Ad accomunare queste località è prima di tutto l’alta densità di apparecchi per il gioco: a Caresanablot che ne sono 65 ogni 1.000 abitanti e ad Andalo Valtellino, terzo per soldi spesi da ogni abitante, addirittura 85,5 ogni 1.000 persone.

In cima alla classica regionale c’è la Lombardia seguita da Lazio, Veneto ed Emilia Romagna.

Se in tutta Italia i soldi persi al gioco sono stati nel 2016 quasi 19 miliardi e mezzo (circa 320 euro per ogni italiano, dai neonati agli anziani), nei primi sei mesi del 2017 (ultimo dato disponibile) il trend sembra confermarsi: 9 miliardi e 400 milioni.

La cifra negli ultimi undici anni è costantemente cresciuta, con un aumento del 60% dal 2006 al 2016. Le perdite provocate dalle slot machine sono aumentate invece del 170%.

(Nella seconda parte, di prossima pubblicazione, l’indagine si occuperà della pubblicità del gioco d’azzardo)

Ricerca e fonti a cura di Alessandra Colaiacovo 

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La ricerca dei tartufi e la sostenibilità ambientale (VIDEO)

People For Planet - Gio, 06/21/2018 - 04:49

Se si tagliano gli alberi muore l’habitat dei tartufi.
Ne abbiamo discusso con Alessandro Benvenuti, che nelle Marche ha creato tartufaie controllate e certificate, dove è impossibile disboscare.

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L’Oms toglie la transessualità dalla lista delle malattie mentali

People For Planet - Gio, 06/21/2018 - 04:35

LA TRANSESSUALITA’ non è più classificata dall’Oms come malattia mentale.
“L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle ‘condizioni di salute sessuale'”, spiega l’Organizzazione mondiale della sanità, sottolineando che “è ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender“.

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Carta fatta con la pupù degli elefanti

People For Planet - Gio, 06/21/2018 - 02:41

La carta ecologica al 100% prodotta da…. cacca di elefante! Un’idea sostenibile nel rispetto dell’ambiente, oltre ad aver sviluppato una nuova forma di micro credito e convivenza tra uomo e animale in questo piccolo Paese.

 

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