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La Baltic Way: la catena umana di 600 km che segnò l’indipendenza dei Paesi baltici

People For Planet - 1 ora 10 min fa

È un evento incredibile ma spesso dimenticato: oltre due milioni di lettoni, lituani ed estoni si presero per mano nell’agosto del 1989 formando una linea che unì Tallinn, Riga e Vilnius, per protestare ed esprimere la loro voglia di autodeterminazione

Il 23 agosto 1989, diversi milioni di residenti delle repubbliche baltiche sovietiche – Estonia, Lettonia e Lituania – organizzarono la più grande protesta pacifica mai avvenuta nell’Urss. Prendendosi per mano, formarono una catena umana che collegava le tre capitali baltiche: Tallinn, Riga e Vilnius. Con una lunghezza di oltre 600 chilometri, la catena umana è entrata nel Guinness dei primati come la più lunga della storia.

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Diabete, ansia e depressione: ecco le malattie che si scovano sui diari di Facebook

People For Planet - 3 ore 10 min fa

Su Facebook si scrivono molte cose: dallo stato d’animo attuale, a questioni che riguardano problematiche lavorative, passando per eventi importanti come il raggiungimento di un titolo di studio o la nascita di un figlio. I post in rigoroso ordine cronologico scorrono dal più al meno recente, tanto che la bacheca di ciascun iscritto si chiama “diario”. E proprio dall’analisi dei diari di Facebook, secondo un gruppo di ricercatori della Penn Medicine University di Filadelfia e della Stony Brook University (Stati Uniti), si può capire molto dello stato di salute delle persone. In particolare, spiegano gli autori di uno studio pubblicato su Plos One, l’analisi del linguaggio impiegato mostra che l’identificazione di determinati gruppi di parole può essere utilizzata in modo significativo per individuare – o anticipare – la presenza di alcune problematiche mediche.

Diabete, depressione e psicosi

In particolare dalla ricerca emerge che ansia, diabete, depressione e la tendenza ad alcune psicosi sarebbero le questioni di salute identificabili tramite lo studio dei post e dei commenti su Facebook. «Il nostro lavoro è ancora prematuro – spiega Raina Merchant, prima autrice dello studio, direttrice del Centro di salute digitale e docente di Medicina d’emergenza alla Penn Medicine University – ma poiché i post sui social media riguardano spesso sentimenti, scelte ed esperienze di vita, la nostra speranza è che le intuizioni ricavate dai testi esaminati possano essere utilizzate per conoscere meglio le condizioni di salute delle persone».

Tre modelli d’analisi

Utilizzando una tecnica di raccolta automatica dei dati, i ricercatori hanno analizzato il diario di Facebook di quasi mille pazienti che hanno accettato di collegare le loro cartelle cliniche elettroniche ai loro profili del social network più famoso. I ricercatori hanno quindi sviluppato tre modelli d’analisi per esaminare le condizioni di salute dei partecipanti allo studio: il primo analizzava i post scritti sul social network, un altro utilizzava dati demografici (come età e sesso) e l’ultimo combinava i due set di dati. Dopo aver comparato le previsioni effettuate dai tre modelli, i ricercatori hanno scoperto che 10 delle 21 condizioni di salute esaminate risultavano individuate con maggiore accuratezza tramite l’analisi dei post su Facebook.

Drink e alcol, preghiere e diabete

Se dall’analisi dei post il nesso con alcuni disturbi in alcuni casi era piuttosto intuitivo – le parole “drink” e “bottiglia” sono ad esempio risultate predittive di atteggiamenti tendenti al’abuso di alcol – altre correlazioni non erano invece così immediate: per dare un’idea, le persone che più spesso menzionavano nei loro post parole come “Dio” o “pregare” avevano una probabilità 15 volte maggiore di avere il diabete rispetto a coloro che usavano meno questi termini, e parole che esprimevano ostilità – come “stupido” – fungevano da indicatori dell’abuso di droghe e della presenza di alcune  psicosi. «Il linguaggio che utilizziamo sui social media – spiega l’autore senior dello studio, Andrew Schwartz – cattura aspetti potenti della nostra vita che possono essere molto diversi da quelli acquisiti attraverso i dati medici tradizionali».

Info utili per migliorare l’assistenza

Questo lavoro dimostra che in futuro potrebbe essere sviluppato un sistema in grado di analizzare i post dei social media per fornire ai medici ulteriori informazioni al fine di perfezionare l’assistenza sanitaria nei confronti dei pazienti che usano frequentemente Facebook e simili.

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Le app che permettono di localizzare il telefono se ti perdi o cadi in un burrone

People For Planet - 3 ore 10 min fa

Dopo il caso di Simon Gautier, ecco un modo sicuro per farsi geolocalizzare quando si chiama da cellulare per chiedere aiuto. Il presidente nazionale società 118 Balzanelli: “Se l’Italia avesse applicato la direttiva Ue recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi, e forse con esiti ben diversi”

Geolocalizzazione, questa sconosciuta. Il caso di Simon Gautier, il francese di 27 anni trovato morto in un burrone dopo nove giorni di ricerche, ha reso evidente a tutti che l’Italia non è ancora in grado di localizzare con esattezza una chiamata di emergenza effettuata con un cellulare. In attesa che il Paese si doti della tecnologia Advanced Mobile Locator, che sfrutta la tecnologia Gps per indicare alle centrali operative la posizione precisa del chiamante, l’unica alternativa che rimane al cittadino per assicurarsi di essere trovato, anche senza connessione dati, si chiama ‘112 Where Are You’ (Dove sei ndr), l’app ufficiale del Nue 112 che però è valida solo per circa il 43% della popolazione italiana.

Se invece si ha la possibilità di accedere a Internet i metodi per essere localizzati sempre e ovunque – anche se non dal 112 o dagli altri numeri del soccorso, ma dai propri contatti (si può ovviamente scegliere chi) – sono tanti: da Google Maps, con cui si può condividere a tempo indeterminato la propria posizione, alle varie chat come WhatsApp e Facebook Messenger. Molti smartphone permettono anche di condividere la propria posizione senza scaricare alcuna app, direttamente dalle preferenze del sistema operativo. E c’è anche Sms Locator, un sistema che invia un sms con un link da cliccare e inoltra subito le coordinate ai soccorritori.

L’APP DEL 112 E LE SUE FUNZIONI
‘112 Where are You’ è l’applicazione sviluppata dal Numero Unico Europeo 112 per incrementare la precisione della localizzazione delle emergenze. Grazie all’app, tra le prime a utilizzare già la tecnologia Aml, le centrali Nue possono riecevere dati più precisi sulla posizione del chiamante, cosa che non accade con una semplice chiamata. L’unica pecca è che la sua diffusione è legata a quella del servizio, per cui Lombardia, provincia di Roma con prefisso 06, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, Bolzano e in Sicilia in alcune aree (A questo link è possibile vedere dove si può usare l’app).

Disponibile per AndroidiOS e Windows, l’app consente di inoltrare una richiesta di aiuto alla centrale Nue 112 di competenza corredata dai dati sulla localizzazione. Oltre a questo, le funzionalità sono tante: mette a disposizione degli operatori i numeri Ice (In Case of Emergency), ovvero i contatti da chiamare in caso di necessità, consente di effettuare ‘chiamate mute’, utili in casi di un’emergenza in cui il chiamante non può parlare e, infine, permette di selezionare manualmente il tipo di servizio di cui si ha bisogno (ambulanza, vigili del fuoco o forze dell’ordine). 

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Com’è la situazione a 3 anni dal terremoto di Amatrice?

People For Planet - 7 ore 18 min fa
Fonte: La Repubblica

Dalla stampa nazionale:

A 3 ANNI DAL SISMA. SENZA CASE (E SENZA SPERANZA), AMATRICE RESTA NELLA POLVERE (…) Profondi rossi. Tre anni dopo, nulla è troppo diverso. Neanche la notte ad Amatrice, neanche a Pescara del Tronto o ad Arquata. E sono ancora troppi i profondi rossi. Come le zone, i centri storici spesso, che furono devastate e che stanno lì, tutte, come millenovantacinque giorni fa. Come gli occhi dei vecchi, che non si riaccendono. In Umbria, uno striscione scritto con lo spray è firmato dallo “Spi Valnerina”, che ha scritto «I terremotati pensionati vogliono ricostruire prima di morire».

Macerie. Sommati, Retrosi e via via le altre frazioni di Amatrice sono vuote e abbandonate. Da qualche parte, qui e là, un po’ di macerie sono state portate via, ma nei 138 Comuni del cratere creato dalle tre grandi “botte” che sbranarono il Centro Italia (il 24 agosto e il 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio 2017) il trenta, trentacinque per cento rimane dov’era. S’incontrano panni stesi alle finestre, stanze squarciate, letti e tavoli di cucina, docce affacciate sul vuoto, lampadari che sul vuoto oscillano, scarpe, tovaglie, coperte. Chilometri e poi chilometri, tornanti, tratti di Salaria, Lazio, Umbria e Marche, fino a Visso, Norcia, Camerino, passando per altre frazioni come Campi e Preci, fra casette (le “<+CORSIVO50> Soluzioni abitative di emergenza<+TONDO50>”) arrivate dopo due anni e che hanno già dato un bel po’ di problemi, verde di colline, cantieri, pochissimi, qui e là, cimiteri sempre sfasciati, animali, cavalli e mucche tornati a pascolare, avvilimento, tristezze, sensazione fra la gente d’esser stata lasciata sola e neppure più troppa rabbia. «Abbiamo avuto tre governi e tre commissari, ma non sappiamo ancora chi sono i nostri interlocutori», dice Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata. «Non sappiamo come andare avanti. Continua a leggere (Fonte: – AVVENIRE.IT DI Pino Ciociola)

TERREMOTO, ALLE 3.36 DEL 24 AGOSTO UN BOATO: “AMATRICE NON C’È PIÙ” (…) Alle 3.36, un boato nel centro Italia. Terremoto di magnitudo 6.0 nella zona tra Lazio, Marche e Umbria. La terra trema per 142 interminabili secondi, devastando i paesi di Accumoli  (Rieti), Amatrice (Rieti), Arquata del Tronto e la frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno).

Dopo meno di un’ora, alle 4.33, un’altra scossa di magnitudo 5.3 farà tremare Norcia, la cittadina di San Benedetto. In attesa dei soccorsi, le dirette televisive danno voce ai sindaci dei paesi più colpiti. ”C’è gente sotto le macerie, al momento la cosa più importante è sgomberare le strade di accesso per far arrivare i mezzi di soccorso”, è l’appello del sindaco di Amatrice . ”Vedo crolli dappertutto, siamo inermi, non abbiamo mezzi, c’è gente sotto le macerie”, dice con voce rotta il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci.“ Terremoto, nel 2016 la scossa che rase al suolo Amatrice

Dopo poche ore, le immagini dall’alto dei Vigili del Fuoco mostreranno senza scampo tutta la devastazione provocata dal sisma“ Continua a leggere (Fonte: L’Amazzonia brucia, Bolsonaro gode: ora è lui la più grande minaccia per il Pianeta – TODAY.IT)

Fonte immagine: www.lavoripubblici.it

Cuore, assolti latte intero formaggi grassi e uova

People For Planet - 9 ore 48 min fa

Latte, formaggi e yogurt prodotti con latte intero così come le uova non aggravano il rischio di malattie di cuore o ictus, mentre la carne rossa dovrebbe essere limitata a non più di tre pasti a settimana. Sono le raccomandazioni aggiornate della Fondazione per il Cuore in Australia su questi alimenti dopo che un gruppo di esperti ha condotto un’estesa rassegna di ricerche australiane e internazionali. Dati alla mano infatti non vi sono evidenze che sia necessario limitarne il consumo per le persone sane.

La Heart Foundation in passato raccomandava a tutti di limitarsi ai prodotti caseari con ridotto contenuto di grassi, ma ora la raccomandazione è limitata a chi soffre di ipertensione, malattie cardiache o diabete tipo due. Secondo le nuove linee guida, non vi è un limite raccomandato per il consumo di uova per adulti sani, mentre per chi soffre di diabete tipo due il limite è uno al giorno.

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Quarant’anni di “Apocalypse Now”…

People For Planet - 11 ore 11 min fa

“Apocalypse Now” capolavoro assoluto di sua maestà Francis Ford Coppola compie 40 anni e si propone agli estimatori anziani e giovani in una versione che il regista annuncia definitiva per durata e scelta.

Presentato in anteprima nella versione restaurata al Tribeca festival negli USA, poi al Festival del cinema ritrovato di Bologna alla presenza del regista che ha incantato centinaia di giovani con le sue parole, arriva ora nelle sale americane, e in autunno in quelle italiane. 183  minuti di “Final Cut” che dovrebbe dare un assetto definitivo al film summa sul Vietnam, metafora dell’esistenza umana e della follia della guerra desunto dalla letteratura di Conrad rielaborata da John Milius.

Ne durava 153 di minuti la prima versione originale massacrata dalle prime recensioni e portata incompleta a Cannes dove a sorpresa trionfa vincendo la Palma d’oro e salvando una produzione titanica che registra tifoni assassini, incidenti di ogni sorta e un montaggio durato anni. Sarà consenso di critica e di pubblico universale con sequenze memorabili e dialoghi celebri entrati nell’immaginario collettivo con una colonna sonora capace di mettere nella stessa compilation “La cavalcata delle Valchirie” di Wagner e “The end” dei Doors.

Nel 2001 Coppola tornerà a Cannes per presentare la versione Redux di ben 202 minuti che viene distribuita di nuovo nelle sale per poter far ammirare gli episodi che erano stati tagliati nella travagliata vicenda produttiva di un film monumento. A distanza di anni e per il quarantennale Coppola ha sentenziato che era una durata troppo lunga quella di Redux e ha elaborato la versione definitiva del film. 

Il suono di Walter Murch e le immagini di Vittorio Storaro premiati all’epoca con l’Oscar sono stati rimasterizzati e digitalizzati in 4 K ricavati dal negativo originale con il lavoro di un maestro del cinema che rielabora sempre ossessionato dalla perfezione. Coppola sta infatti lavorando a un nuovo restauro del capolavoro del muto, il “Napoleon” di Abel Gance di cui ha ritrovato sequenze inedite, che con la partitura musicale scritta dal padre Carmine fu un evento indimenticabile dell’Estate romana dell’assessore Nicolini segnando una delle più felici stagione della cinefilia italiana.

In questa nuova versione rivedremo certamente i monologhi del colonnello Kurz, il viaggio sul fiume, i deliri psichedelici, risentiremo l’odore del napalm e squadreremo con emozione una cast stellare che declina Marlon Brando, Martin Sheene, Robert Duvall, Denis Hopper, Harrison Ford quest’ultimo nella parte del colonnello Lucas (dichiarato omaggio all’omonimo regista che si occupò della sceneggiatura e che doveva essere l’autore del film).

Sarà «Il miglior Apocalypse Now possibile», parola di Francis Ford Coppola.

Combatte l’ansia e migliora la memoria: 5 motivi per apprezzare il silenzio

People For Planet - Gio, 08/22/2019 - 15:00

In estate e soprattutto in vacanza aumenta la voglia di socializzare e divertirsi. Ecco allora che, complici il bel tempo e le temperature calde, ci si lascia trasportare da cene all’aperto con gli amici, tra chiacchiere e musica, a tutto vantaggio del buonumore e del benessere mentale (del resto, i benefici della socializzazione sulla salute del cervello sono noti da tempo: gli anziani che hanno una regolare vita sociale, ad esempio, corrono minori rischi di incappare nel declino cognitivo).

Eppure, se si vuole favorire la propria salute psichica è importante imparare ad apprezzare il silenzio. Intendiamoci: nulla contro il ritrovarsi con gli amici tra una risata e l’altra (non può che far bene). Ma i neuroscienziati che hanno preso parte a ICONS (International conference on the neurophysiology of silence), la prima conferenza internazionale sulla neurofisiologia del silenzio, per avere una buona salute mentale invitano a riscoprire il silenzio. Una situazione ambientale troppo spesso sottovalutata che, invece, porta diversi vantaggi tra cui la riduzione dell’ansia e il miglioramento della memoria.

Cinque in particolare sono le ragioni emerse durante il convegno ICONS – organizzato in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e l’Haifa University di Israele dalla Fondazione Patrizio Paoletti, da vent’anni impegnata nella ricerca neuroscientifica e psicopedagogica – per “allenarsi” al silenzio.

1. Migliora la memoria

Secondo uno studio diretto da Imke Kirste della statunitense Duke University, due ore di silenzio al giorno solleciterebbero lo sviluppo dell’ippocampo, la regione del cervello collegata alla formazione della memoria. Il silenzio, inoltre, aiuta a concentrarsi e rimanendo concentrati la nostra memoria guadagna punti giorno dopo giorno.

2. Riduce l’ansia

L’effetto anti-ansia è stato spiegato Adam Hanley, ricercatore all’Università dello Utah (Usa), che ha condotto tre studi sperimentali volti a indagare gli effetti su corpo e mente derivanti dal silenzio indotto dalla meditazione. Il risultato? Alcuni gruppi di persone in procinto di sottoporsi a interventi chirurgici hanno riportato sollievo dal dolore, riduzione del desiderio di antidolorifici e livelli più bassi di ansia.

3. Potenzia l’immaginazione

Il silenzio è un grande alleato dell’immaginazione: basti pensare a quando dopo un input sonoro come una canzone, che poi si interrompe improvvisamente, spesso si continui lo stesso a cantarla tra sé e sé. L’apparente mancanza di input, dunque, sembra essere essa stessa un input, che consente alla nostra mente di “ricavarsi lo spazio giusto per fare le sue cose, per tessere ciò che siamo”, spiegano i ricercatori.

4. Aumenta la capacità di elaborare le emozioni altrui

Olga Capirci, ricercatrice dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha presentato uno studio secondo cui l’assenza dei suoni consente alle persone sorde di percepire ed elaborare in modo più profondo le emozioni degli altri. Osservare in silenzio le persone mettendo da parte l’opportunità di comunicare verbalmente – ha spiegato la studiosa – può dunque aiutarci a comprendere meglio le emozioni che passano dalle espressioni dei volti, spesso influenzate dalle parole.

5. Facilita l’ascolto di se stessi

Infine nel corso del convegno Moshe Bar, neuroscienziato di fama internazionale, ha spiegato che il silenzio ha anche il merito di renderci più presenti a noi stessi e a quello che ci circonda: “Attraverso la meditazione e il silenzio è possibile godere delle piccole cose che sono intorno a noi e che molto spesso si danno per scontate”, mentre al contrario i rumori “ci allontanano dalla conoscenza di noi stessi”.

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Tesla lancia il noleggio dei pannelli fotovoltaici anche in Italia

People For Planet - Gio, 08/22/2019 - 15:00

Tesla ha lanciato una nuova modalità di accesso all’impianto fotovoltaico: il contratto mensile. Si paga soltanto una piccola rata mensile senza vincoli a lungo termine, e la pagina di prenotazione è disponibile anche in Italia.

Tesla ha lanciato un nuovo servizio di noleggio degli impianti solari. In pratica, invece di pagare subito tutto l’impianto, si paga una piccola rata da 50 dollari al mese senza contratti a lunga scadenza. Semplicemente, l’impianto produce energia elettrica finché si paga.

È una rivoluzione copernicana del settore, che fino ad oggi ha visto l’utente dover affrontare un costo di avvio dell’impianto piuttosto alto. Tesla invece, con l’obiettivo di far tornare a crescere la controllata SolarCity, ha deciso di lanciare questo progetto, economicamente decisamente aggressivo. 

La pagina di prenotazione del servizio è disponibile anche per l’Italia e richiede una caparra (restituibile) di 100€, oltre ai dati della carta di credito. I formati di impianti disponibili sono tre: Small, Medium e Large. Il primo è da 3,8 kW e produce in media dagli 8 agli 11 kWh al giorno, il secondo è da 7,6 kW e ne produce dai 16 ai 23 kWh. Infine il terzo è da 11,4 kW e produce in media dai 24 ai 34 kWh al giorno.

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L’Amazzonia continua a bruciare: complotto di governo o psicosi ambientalista?

People For Planet - Gio, 08/22/2019 - 11:07
Fonte: TG2000

Dalla stampa nazionale:

La foresta amazzonica brucia a un ritmo doppio rispetto dello scorso anno. A denunciarlo è l’Istituto Nazionale per la ricerca spaziale (Inpe) che, immagini satellitari alla mano , ha parlato di un aumento dell’83% rispetto al 2018. Il grido d’allarme arriva qualche settimana dopo il licenziamento del capo dell’agenzia Ricardo Galvao per volere del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Lo riporta la Bbc.

(…) Secondo la Nasa, l’agenzia spaziale americana, la situazione non è così allarmante. Anzi. Mentre gli incendi sono aumentati in Amazzonia e Rondonia sono diminuiti negli Stati Mato Grosso e Parà. Chi avrà ragione? Dati alla mano l’Inpe conta 72mila incendi tra gennaio e agosto 2019, nel 2018 erano stati 40mila. Da giovedì scorso si sono contati 9,500 incedi, soprattutto in Amazzonia. Il presidente Bolsonaro ha parlato di psicosi ambientalista ma Galvao ha difeso il lavoro della sua agenzia: «Posso essere licenziato ma non si può attaccare l’Inpe. Vista la solidità scientifica delle nostre ricerche da oltre 30 anni mai avrei pensato che sarebbe intervenuto addirittura il presidente della Repubblica».Continua a leggere (Fonte L’Amazzonia brucia, record d’incendi: sono cresciuti dell’83% – CORRIERE.IT di Monica Ricci Sargentini)

  • (…) Dalla NASA arriva infatti un’immagine che mostra chiaramente dal satellite il fuoco che divampa nella foresta. La foto risale al 13 agosto.

Continua a leggere (Fonte: L’Amazzonia brucia: l’immagine ripresa dal satellite – NOTIZIE.VIRGILIO.IT)

  • (…) La deforestazione dell’Amazzonia brasiliana ha superato la soglia dei di tre campi da calcio al minuto, secondo gli ultimi dati del governo. Dal punto di vista areale a luglio sono scomparsi 1.345 kmq, un terzo in più rispetto al precedente record mensile sotto l’attuale sistema di monitoraggio del sistema satellitare Deter B, iniziato nel 2015. Solo in agosto si sono verificati 71.497 incendi di medie e grandi dimensioni, sostiene l’Institut Nacional d’Indagacions Espacials (INPE), un centro di ricerca specializzato in analisi fotosatellitari (il direttore dell’INPE Ricardo Galvão, è stato licenziato da Bolsonaro proprio per le sue ricerche sugli incendi). Dati fuori scala, che mostrano come si stia spingendo rapidamente la più grande foresta pluviale del mondo verso un punto di non ritorno entro il quale si rischia di compromette l’intero ecosistema. Condannando piante e animali alla scomparsa.

Per il mondo ecologista brasiliano, allevatori e agricoltori hanno colto la palla al balzo e non sapendo quanto a lungo durerà il governo di Jairo Bolsonaro, dichiaratamente climanegazionista e fin dal primo giorno promotore dell’espansione delle aree agricole in Amazzonia, stanno cercando di acquisire e disboscare foreste pluviali quanto più rapidamente possibile. «La “notte” di San Paulo è la cartina tornasole di questa follia», continua Paulo. Terreni che spesso vengono sottratte a comunità indigene, violandone i diritti fondamentali. «Oggi i difensori della terra sono a rischio. Gli omicidi sono aumentati esponenzialmente». Pochi giorni fa a Brasilia per protestare contro l’ecocidio sono sfilate le “Margherite”, oltre 2000 donne indigene. Ma Bolsonaro ribadisce: nemmeno un centimetro di terra in più alle comunità indigene. Continua a leggere(Fonte: L’Amazzonia brucia, Bolsonaro gode: ora è lui la più grande minaccia per il Pianeta – LINKIESTA.IT di Emanuele Bompan)

NASA: scoperti tre nuovi pianeti fra cui una nuova ‘super Terra’

People For Planet - Gio, 08/22/2019 - 09:11

Sono stati infatti scoperti ben tre nuovi mondi, fra cui una ‘super Terra’ dalle caratteristiche uniche!

Diversi mesi fa la NASA annunciò la scoperta di una nuova “super Terra”, Pi greco Mensae Cdi raggio doppio rispetto al nostro pianeta, con una massa 4,5 volte superiore e distante 60 anni luce da noi.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie al TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), telescopio spaziale ideato per ricercare pianeti extrasolari nell’ambito del Programma Explorer della NASA.
Le sorprese che il TESS ha in serbo per noi però non sono affatto finite.

Tramite un tweet di qualche giorno fa, la NASA ha infatti annunciato di aver individuato grazie al TESS tre nuovi corpi celesti, situati a livello del sistema GJ 357 orbitante intorno a una stella nana piccola e fredda (di tipo spettrale M).

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Se cercate un paradiso sostenibile andate in vacanza a Lidö

People For Planet - Gio, 08/22/2019 - 07:00

Il set di questa missione è quello dell’isola di Lidö, nell’arcipelago svedese, dove giorno dopo giorno sono state introdotte 18 soluzioni sostenibili per renderla carbon neutral e tagliare del 78% le emissioni di CO2.

Combustibili ricavati da fonti rinnovabili, pannelli solari, biogas, infissi smart per gli edifici, sistemi di riscaldamento e rinfrescamento a impatto ridotto, in più tante idee per garantire ai turisti in visita un soggiorno confortevole e allo stesso tempo sostenibile. Non è un caso se le Zero Cabin e lo Zero Menu sono due pilastri del progetto.

Il progetto Zero Island si inserisce in un lavoro più ampio, la Journey to Zero iniziative. Come spiegano da Neste, tutto parte in realtà dall’obiettivo già fissato a livello nazionale secondo cui la Svezia sarà fossil-free entro il 2045. Considerando questa tappa già scritta nero su bianco, l’azienda si è dedicata a valutare il successo di alcune soluzioni per diminuire l’impatto ambientale di ogni cittadino nella vita concreta. Il luogo di sperimentazione è stato appunto l’isola di Lidö, dove sono stati apportati cambiamenti tanto progressivi quanto radicali lungo l’arco di un anno.

Quello di Neste non è un nome sconosciuto. Nell’indice Corporate Knights 2019 delle 100 società più sostenibili figura al terzo posto ed è la tredicesima volta che compare in questa lista. Ma la storia di quest’azienda è più lunga e controversa, trattandosi della compagnia petrolifera di stato svedese, fondata nel 1948 e negli ultimi decenni diventata anche bersaglio di Greenpeace per l’acquisto di olio di palma – necessario alla produzione di biodiesel – proveniente dalla deforestazione dei polmoni verdi di Malaysia e Indonesia. Poi il cambio di rotta, l’introduzione del MY Renewable Diesel e una serie di progetti che ne hanno cambiato i connotati (la storia aziendale si può leggere qui).

Zero Island impone di ripensare il modo di viaggiare e di vivere le esperienze turistiche e, allo stesso tempo, dimostra come sia possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Tuttavia, non c’è spazio per la noia e la scomodità per chi arriva a Lidö: le Zero Cabin vanno per la maggiore su piattaforme come AirBnb e lo Zero Menu offre la possibilità di scoprire i prodotti locali grazie ai piatti preparati dallo chef Jonas Svensson, che oltre ad essere buoni generano una carbon footprint (emissioni di gas serra) pari a un quarto rispetto a un piatto equivalente.

Con l’isola divenuta climate neutral il progetto comunque non si ferma: sarà un luogo dove educare le persone a scelte responsabili e sostenibili, dove sperimentare le Zero Vacations e, addirittura, dove sposarsi per la prima volta a impatto zero con le nozze Zero Weddings.

https://www.neste.com/releases-and-news/climate-change/nestes-zero-island-project-cuts-emissions-lido-78

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Nell’Artico ‘nevicano’ microplastiche

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 15:00

L’Artico è considerato uno degli ultimi ambienti incontaminati del mondo, ma una ricerca dimostra che non è più così.

Dopo aver trovato microplastiche nelle acque e sui fondali dell’Artico, ora il team di ricercatori dell’istituto tedesco Alfred Wegener, guidati da Melanie Bergmann e Gunnar Gerdts, ha scoperto che queste particelle inquinanti si trovano anche sullo strato più superficiale delle neve dei ghiacciai. Un dato che avvalla l’ipotesi secondo cui le microplastiche possono essere trasportate nell’atmosfera coprendo grandi distanze, come in passato è stato appurato per il polline. Questa scoperta preoccupa i ricercatori anche per un altro motivo: se le microparticelle sono nell’aria, allora è molto probabile che possiamo respirarle.

Continua a leggere e guarda il video su REPUBBLICA.IT – A cura di Valentina Ruggiu

Quanto si stanno sciogliendo davvero i ghiacciai della Groenlandia?

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 13:00

La notizia che in Groenlandia si siano sciolte, in un solo giorno, undici miliardi di tonnellate di ghiaccio ha creato grande allarme tra gli esperti e nell’opinione pubblica. Ma qual è la situazione reale? I dettagli 

Secondo quanto riportato da Agi, quasi il 60% della calotta glaciale groenlandese ha perso, il 31 luglio 2019, un millimetro di spessore di ghiaccio, subendo il peggior scioglimento – complice l’ondata di caldo record di quei giorni in Europa – dal 2012.

Ma quanto è importante la calotta glaciale groenlandese e qual è attualmente la situazione? Andiamo a vedere i dettagli.

Come avevamo scritto in un nostro precedente articolo sul tema, sono 15 milioni i chilometri quadrati coperti dai ghiacci sulla Terra, circa il 10% delle terre emerse, e se questa massa di ghiaccio si sciogliesse integralmente il livello dei mari si alzerebbe di circa 70 metri.

La maggior parte si trova nello strato glaciale (ice sheet) che ricopre l’Antartide e la Groenlandia, ma l’isola è seconda a grande distanza rispetto al continente antartico. Se si sciogliesse la calotta glaciale che ricopre il Polo Sud, secondo uno studio accademico del 2018 in proposito, il livello delle acque si alzerebbe infatti di 58,3 metri, mentre se si sciogliesse solo quella groenlandese i mari salirebbero di “solo” 7,4 metri. Terzi in classifica arrivano i ghiacciai alpini che, se si sciogliessero integralmente, farebbero innalzare le acque di 41 centimetri.

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I Casanova degli emoji

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 11:36

Uno studio su Plos dimostra che chi ne fa largo uso ha una vita sentimentale più attiva. Gli psicologi: “Aiutano a creare l’intimità con il potenziale partner”

Un tempo si spedivano i fiori. Poi, sono arrivati gli sms. Ora per avere un appuntamento basta qualche emoji. Anzi, chi più ne fa uso oggi sembra avere una vita sessuale più attiva. Lo dimostra uno studio della Kinsley Institute su abitudini e relazioni intessute attraverso i social media che – da Whatsapp a Tinder – sono ormai parte integrante della nostra vita sociale.

Così, studiando il corteggiamento digitale, gli psicologi esperti di “amore, sessualità e benessere” dell’Università dell’Indiana hanno visto che per la maggior parte delle persone intervistate un uso frequente degli emoji coincideva con un maggior successo nelle conquiste. Se la persona con cui parliamo è un potenziale partner, insomma, le faccine sembrano essere di grande aiuto nel far sbocciare un amore. O comunque nel creare i presupposti perché si passi ai fatti.

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Mimmo Lucano e l’esilio da Riace: “Non voglio carità, ma giustizia”

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 11:08

Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui”- A lanciare la raccolta firme, via Facebook, è il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese, per il quale vige il divieto di dimora nella città amministrata per tre mandati

Intervenire “urgentemente” per consentire a Mimmo Lucano “di poter tornare nel comune di Riace” per un ultimo saluto all’anziano padre malato. È la richiesta contenuta in una petizione su Change.org indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A lanciarla, via Facebook, il Comitato undici giugno, nato a sostegno dell’ex sindaco del comune calabrese. A sostegno di Lucano si schiera su twitter Nicola Zingaretti, segretario del Pd: “Caro Mimmo, ti sono vicino e mi unisco alla mobilitazione del Comitato Undici Giugno per garantirti quello che per me è un diritto umano, fare visita a tuo padre in fin di vita. Siamo con te”.

Nella petizione si ricorda come Lucano,primo cittadino per tre mandati consecutivi, “dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri , è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace poi, misura quest’ultima ancora efficace”. Continua a leggere (Fonte: Mimmo Lucano, petizione a Mattarella: “Possa tornare a Riace per salutare il padre in fin di vita”. Zingaretti: “Siamo con lui – ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

Dalla stampa nazionale:

Tanti gli appelli in favore di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace esiliato che non può tornare in paese per stare con il padre morente.

“Mimmo Lucano ha il diritto di poter tornare a Riace per riabbracciare per l’ultima volta suo padre anziano, malato e in fin di vita”, scrive su Facebook Roberto Saviano. “Mi unisco all’appello del “Comitato Undici Giugno” perché sia immediatamente consentito a Mimmo Lucano di rientrare nella sua città – continua lo scrittore – Mimmo è un uomo esiliato, tenuto lontano dalla sua terra e dai suoi affetti. Nel processo in cui è coinvolto, la Cassazione ha demolito l’ordinanza del Riesame, ma l’esilio è stato confermato e ora è di nuovo al vaglio della Suprema Corte”.

(…)C’è poi il tweet di Giuseppe Fiorello, protagonista della fiction sul modello Riace che è stata cancellata dalla Rai: “Camorristi, mafiosi, politici corrotti, evasori ai domiciliari o la libertà totale e, in alcuni casi addirittura sui banchi del parlamento, #mimmolucano invece non può nemmeno stringere la mano del padre nel momento più duro dell’esistenza umana, l’addio alla vita. Vergogna!”. Continua a leggere (Fonte Roberto Saviano: “Mimmo Lucano ha il diritto di riabbracciare il padre in fin di vita” – REPUBBLICA.IT)

  • “Riace non si arresta!” il video di People For Planet sulla manifestazione di sabato 6 ottobre 2018 contro l’arresto del Sindaco Domenico Mimmo Lucano alla quale hanno partecipato oltre 5.000 persone. (Fonte: Riace non si arresta PEOPLEFORPLANET.IT)

L’Italia trasformata in un “social media reality show”

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 10:59

NEW YORK TIMES (Usa) “Il caos si è trasformato in incertezza”. Finisce così il governo più “nazionalista, populista e anomalo” che l’Italia abbia conosciuto negli ultimi decenni.
I leader di Movimento 5 Stelle e Lega “hanno trasformato il Paese in un social media reality show”.  “Nel frattempo il Paese è diventato sempre più isolato in Europa e la situazione finanziaria si è progressivamente aggravata”: crescita zero e un debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro, con lo spread tra titoli italiani e tedeschi che è rimasto alle stelle per tutta la durata dell’esecutivo.
L’Italia “indebolita finanziariamente e sempre meno influente all’estero” si ritrova nel bel mezzo di un “disastro creato con le proprie mani”.

CNN (Usa): “In un discorso di un’ora, Conte ha lanciato un caustico attacco a Matteo Salvini, il ministro dell’Interno e leader della Lega, che era seduto giusto alla sua destra”

LIBERATION (Francia) “Giuseppe Conte sbatte la porta ma mantiene la posizione.” “Spinto lo scorso anno alla presidenza del Consiglio su proposta del M5S, questo professore universitario senza alcun mandato politico ha sempre sostenuto che questa esperienza alla guida della coalizione populista sarebbe stata temporanea e avrebbe quindi ripreso la sua vita professionale. Ma all’età di 55 anni, Conte potrebbe dover cambiare idea. Alla fine di luglio, solo pochi giorni prima della pausa decisa da Salvini, il governo Conte era ancora supportato dal 54% degli italiani, al presidente del Consiglio era stato personalmente attribuito il 58% delle opinioni favorevoli, prima di tutti gli altri politici. Assumendo il ruolo di arbitro, apparendo – con i suoi modi educati e il suo stile sobrio – come baluardo contro gli eccessi dei suoi due vice-premier anti-sistema, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Giuseppe Conte si è imposto all’opinione pubblica come una sorta di garante del governo. Soprattutto a livello internazionale, l’avvocato Conte ha lavorato regolarmente per rassicurare i partner di Roma, in particolare in Europa.”

LE MONDE (Francia): “L’Italia non ha più un governo. L’alleanza inedita tra il partito di estrema destra, la Lega, ed il movimento antisistema M5S vive dunque la sua ultima giornata alla guida dell’Italia”.

LE FIGARO (Francia): “Dopo un discorso accusatore e molto duro contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, definito ‘irresponsabile’, il premier Conte ha annunciato le sue dimissioni mentre l’Italia attraversa una crisi di governo”.

BBC (Gran Bretagna): “Dopo un feroce attacco al partner della coalizione, Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte ha detto che presenterà le dimissioni. Conte ha definito Salvini ‘irresponsabile’ per aver creato una nuova crisi politica in Italia per interessi personali e di partito'”.

GUARDIAN (Gran Bretagna): “Conte si è dimesso dopo aver attaccato Salvini come ‘opportunista’ per aver scatenato la crisi di governo che potrebbe avere ‘serie conseguenze’ per l’Italia. Conte, solitamente mite, ha alzato la posta contro Salvini nel weekend, accusandolo di slealtà e di essere ‘ossessionato’ con la chiusura dei porti ai migranti”.

EL PAIS (Spagna): “Il primo ministro italiano annuncia le dimissioni e chiama ‘irresponsabile’ Salvini per aver provocato la crisi di governo… Mattarella dovrà adesso avviare le consultazioni con i leader dei partiti per vedere se c’è la possibilità di formare un nuovo governo o, al contrario, se è necessario anticipare il voto, come chiede Salvini”.

EL MUNDO (Spagna): “Il premier italiano Giuseppe Conte ha annunciato in senato le sue dimissioni come capo del governo. Conte evita così di sottoporsi alla mozione di sfiducia che aveva sollecitato il vice premier Matteo Salvini per forzare la caduta del governo ed arrivare ad elezioni anticipate”.

DAILY SABAH (Turchia): “Il primo ministro Conte annuncia che si dimetterà, accusa Salvini per la crisi di governo in Italia”.

AL JAZEERA (Qatar): “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte attacca Salvini e annuncia che si dimetterà”.

BILD (Germania): “Il primo ministro Conte si dimette, governo nel caos”

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (Germania): “Il primo ministro Conte annuncia le dimissioni dopo un discorso molto critico contro Salvini, accusato di irresponsabilità”.

Fonte immagine: Faz.net

Pellicola alimentare? Se la conosci, non ti fa male

People For Planet - Mer, 08/21/2019 - 07:00

Alzi la mano chi non le usa: le pellicole trasparenti sono comodissime per isolare i cibi e mantenerli freschi più a lungo, permettono di riconoscere immediatamente cosa abbiamo incartato e controllarne lo stato. Non da ultimo, isolano dagli odori.

Tuttavia si tratta di plastica, uno dei materiali meno conosciuti per i suoi effetti sulla salute, anche perché alcune sostanze plastiche potenzialmente dannose possono migrare nel cibo a seconda del genere di conservazione, e dunque non a tutti sono chiare le mille regole da seguire per usarli in (presumibile) sicurezza. Ad esempio le pellicole possono rilasciare sostanze dannose al variare della temperatura (come quasi tutte le plastiche: motivo per cui sarebbe bene non metterle in lavastoviglie), oppure a seconda dei cibi che contengono, ad esempio i grassi (un discorso simile si applica all’alluminio). Generalmente le pellicole sono a base di polivinilcloruro (PVC), prodotte e utilizzate da decenni, ma a maggior rischio; oppure a base di polietilene (PE), relativamente più recenti, più costose, meno performanti e meno pericolose.

Il PVC, che ha un’aderenza perfetta, un’ottima resistenza, e una bassa permeabilità, può rilasciare cloruro di vinile, un noto cancerogeno, mentre gli ftalati, aggiunti al polimero durante la produzione per dare elasticità, sono interferenti endocrini che, in caso di contatto con alimenti oleosi o grassi, tendono a fuoriuscire migrando nel nostro alimento. Generalizzando molto, possiamo dire che la pellicola in PVC non è adatta per avvolgere burro, margarina, cioccolato, sottoli o formaggi. Nessun problema invece per alimenti conservati sotto sale o cibi acidi (al contrario dell’alluminio), e via libera al PVC anche per frutta, verdura e pesce.

La pellicola in PE è più sicura, ma meno aderente e flessibile, quindi isola meno gli alimenti ed è praticamente inutile per gli alimenti secchi. Si adatta bene a salumi, insaccati, formaggi e carni.

Ma come sappiamo se la pellicola che stiamo scegliendo è in PE o in PVC? Solo per la buona volontà delle aziende produttrici, che possono indicarlo o meno sulla confezione: infatti la legge non impone regole. Il nostro consiglio è di valutare l’acquisto delle pellicole – molto più care, ma lavabili e riutilizzabili davvero a lungo – a base di cere d’api, oggi prodotte in modo sostenibile da molte aziende.

Nessuna delle pellicole in plastica trasparente oggi in commercio può essere impiegata nel forno, ovviamente, dove molti di noi usano le carte da forno per cuocere i cibi senza farli aderire. La carta da forno è composta da polpa di cellulosa ricoperta da uno strato di silicone, che la rende impermeabile, antiaderente e resistente a temperature sino a 220°C. Oltre questa temperatura la carta si annerisce e può essere dannosa per la salute.  

Immagine di copertina: Fonte https://pianetadelleidee.altervista.org/2017/12/dove-si-butta-la-pellicola-gli-alimenti.html