Miracolo a Milano

Fo sindaco di Milano sarebbe un miracolo.
Una di quelle cose che succedono ogni tanto nella vita, una cosa bella.
Uno squarcio di luce nello smog, nella politica-economia, nell'apatia, nella mancanza di coraggio.

Un’alternativa al candidato intercambiabile di destra e di sinistra.
Al candidatopatinatoordinatoligioalpartito.
Alla candidatapatinatatruccataligiaalpartito.
Ai grattacieli e ai parcheggi.

I miracoli stanno già avvenendo nel mondo, in Cile con l’elezione della Bachelet e in Liberia con l’elezione di Ellen Johnson Sirleaf.
Milano deve tornare a sorprendere, a farci sognare.

Fo è una persona onesta e l’onestà deve essere la discriminante per le scelte politiche oggi in Italia.
Non ce ne restano altre.

Con Fo abbiamo la possibilità di entrare in Europa, di fare di Milano una città europea, con le biciclette per le strade, con i parchi per i bambini, con il ritorno alla gioia di vivere, con le mostre, con il cittadino al centro di ogni scelta per l’acqua, l’energia, la rete.

Fo fa paura alla destra e ai suoi immobiliaristi, alla sinistra e ai suoi equilibri interni di potere ammuffito.

Fo fa paura.
Di Fo non si parla.

Allora ne parlo io, attraverso le sue parole, con il suo bellissimo discorso elettorale: "Io non sono un moderato", che vi invito a diffondere.

Beppe Grillo


Assenza a Telelombardia

Alcuni amici, a proposito della mia decisione di non presenziare martedì sera al dibattito sulle primarie svoltosi a Telelombardia, mi hanno criticato: non è stile certo elegante né dimostrazione di spirito democratico il rifiutare qualche giornalista in ragione della sua appartenenza a un giornale piuttosto che ad un altro.

Al che credo mi basterà proporvi questo fatto.
A Milano sette, otto anni fa, durante uno scontro fra giovani del cosiddetto movimento e la polizia, un gruppo di sconsiderati tra i manifestanti diede fuoco ad alcune macchine parcheggiate lungo un viale. Qualche giorno dopo, sul quotidiano “Il Giornale” (o l“Indipendente”) diretto da Vittorio Feltri, lo stesso che oggi dirige “Libero”, fu pubblicata una lettera di un operaio, il quale, rivolgendosi direttamente a me, così si esprimeva: “…Durante quei disordini andò bruciata la mia macchina. Quel mezzo mi serviva per raggiungere ogni mattina il mio posto di lavoro alla periferia della città. Ora io, Signor Fo, le chiedo ‘cosa mi resta da fare?’. Lei che è un uomo della sinistra, vicino tanto agli studenti rivoluzionari che agli operai, dimostri coi fatti di essere solidale con chi ha sofferto un disastro che lo porta alla disperazione. Mi devo alzare alle cinque del mattino per raggiungere il luogo dove lavoro. Sarò prevenuto, ma non credo che lei vorrà davvero aiutarmi. Ad ogni modo attendo fiducioso. Lettera firmata.”
Quella lettera, è ovvio, mi ha lasciato piuttosto amareggiato, sconvolto. Ho telefonato immediatamente alla redazione del quotidiano, chiedendo di conoscere il nome dell’operaio danneggiato. Mi hanno risposto che il responsabile della pagina delle lettere non era presente e che sarei stato raggiunto telefonicamente il giorno appresso. Due giorni appresso mi rifaccio vivo, ma mi rispondono che la busta sulla quale erano il nome e l’indirizzo era andata perduta. Decido di rivolgermi alla polizia. Chiedo a un maresciallo se è in grado di fornirmi il nominativo del proprietario della vettura bruciata. In un primo momento il graduato mi risponde che non gli era possibile svelare il nominativo del danneggiato, ma appresso, quando gli leggo la lettera dell’operaio apparsa sul quotidiano, si decide a darmi qualche informazione: “I mezzi andati in fiamme sono tre: uno è un camioncino, l’altro è un furgone, la terza vettura non corrisponde ai dati da lei forniti e il proprietario della medesima è stato già rintracciato. È una donna impiegata al Comune. Mi dispiace per lei ma è evidente che quella lettera ha tutta l’aria di essere un falso.”
Scrivo al giornale per comunicare il risultato delle mie indagini. Mi rispondono in calce che la redazione non ha nessuna responsabilità della beffa pubblicata. “Se dovessimo indagare sull’autenticità di ogni missiva saremmo costretti ad assumere una nutrita squadra di investigatori.”
Nessuno mi può togliere dal cervello che in verità la lettera in questione sia stata architettata in redazione al solo scopo di buttarmi addosso fango a volontà.
Ecco perché credo di avere tutto il diritto di non sentirmi a mio agio all’idea di dover dialogare con un inviato del quotidiano diretto da Vittorio Feltri.
Non sto a elencare altri episodi egualmente scorretti e sgradevoli accaduti in questi ultimi anni.

Dario Fo, 18 gen. 06


Perché siamo a fianco di Dario Fo

perché è stato al nostro fianco contro la strategia della tensione
che ha insanguinato il paese iniziando da Milano il 12 dicembre 1969

perché è stato al nostro fianco nelle lotte operaie degli anni ’70-80 portando la sua generosa solidarietà nelle fabbriche occupate e alle lotte per il lavoro

perché è al nostro fianco contro tutte le forme di razzismo:
della pelle, della religione, del sesso, dei sani contro i disabili

perché è al nostro fianco contro la guerra militare e contro la guerra
di civiltà, per una Europa dei diritti per tutti e non dei privilegi per pochi

perché è al nostro fianco contro le condizioni inumane delle carceri,
luogo di abbrutimento e non di reinserimento nella società

perché è al nostro fianco contro una cultura impoverita e un’informazione che deforma, contro la mercificazione dei saperi, per una scuola e una cultura per tutti

perché è al nostro fianco contro una gestione scellerata del territorio e dell’ambiente, per una città respirabile, restituita ai bambini e agli anziani

perché è al nostro fianco contro la privatizzazione dei servizi pubblici, per la difesa e la inalienabilità dei beni comuni - aria, acqua, terra, per consumi equi e solidali

perché è al nostro fianco per una città senza centro e periferie,
senza ghetti per emarginati dal benessere e senza centri di reclusione per migranti

perché è al nostro fianco contro la precarietà del lavoro e della vita
che scaccia i giovani dalla nostra città, per offrire loro sicurezza sociale
(dalla formazione alla casa) e speranza nel futuro

perché è al nostro fianco per costruire una prospettiva di unità della
sinistra che si riconosce in questi obiettivi e in questi valori

Silvano Agosti, regista;
Mario Agostinelli , Capogruppo Prc in Regione
Alessandro Amadori, esperto di comunicazione;
Luigi Allegri, docente;
Marco Baliani, attore Intervista;
Stefano Benni, scrittore;
Ferruccio Bertini, docente;
Rossana Bettinelli, Vicepresidente Italia Nostra;
Stefano Bini, architetto;
Claudio Bisio, attore;
Paolo Bolognesi, presidente Ass. familiari vittime della strage di Bologna;
Achille Bonito Oliva, critico;
Bruno Bosco, economista; Intervista
Sergio Brenna, urbanista;
Felice Cappa, regista;
Paolo Cento, Coordinatore Verdi; Intervista
Roberto Cerati, Presidente Casa Editrice Einaudi;
Nicola Cimmino, lavoratore della Scala;
Sergio Cusani, associazione Liberi;
Erri De Luca, scrittore;
José Luis Del Roio, Forum mondiale delle alternative;
Aldo Ferrara, docente; Intervista
Paolo Flores d'Arcais, giornalista;
Massimilano Fuksas, architetto;
Alfredo Galasso, avvocato;
Corrado Giannone, esperto di organizzazione Intervista;
Peter Gomez, scrittore;
Beppe Grillo, autore;
Sabina Guzzanti, autrice attrice;
Franco Laera, produttore;
Oreste Lionello, attore;
Ken Livingstone, sindaco di Londra; Intervista
Daniele Luttazzi, autore attore;
Curzio Maltese, giornalista;
Ferruccio Marotti, Dip. Arte e Scienze dello Spettacolo - La Sapienza, Roma;
Predag Matvejevic, scrittore;
Gianni Minà, giornalista;
Federica Morrone, scrittrice;
Giuseppe Natale, Comitato città metropolitana; Intervista
Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico; Intervista
Pancho e Maria Pardi, docenti Intervista;
Fabio Parenti, operatore sociale;
Massimo Pillera, giornalista
Francesco Piscopo, avvocato
Simona Pognant, Sindaco di Borgone (Valsusa)
Giorgio Riolo, presidente Associazione culturale Punto Rosso;
Margherita Rubino, docente;
Mauro Russo , Sindaco di Chianocco (Valsusa)
José Saramago, Premio Nobel per la Letteratura;
Paola e Donato Sartori, Museo delle maschere;
René Scheu, giornalista
Oliviero Toscani, fotografo; Intervista
Germano Trovato, tranviere;
Bruno Zanardi, docente.

Amici di Beppe Grillo;
Associazione culturale FareAnima
Associazione culturale Punto Rosso;
Associazione Liberi;
Associazione mamme antifasciste del Leoncavallo;
Lavoratori autorganizzati del teatro alla scala
Miracolo a Milano;
Partito della Rifondazione Comunista;
Radicali di sinistra;
Scuola di clown di Milano;
Verdi per Fo.


Il comitato tecnico-scientifico

Alessandro Amadori,
esperto di comunicazione;

Davide Biolghini, reti di economia solidale;

Bruno Bosco,
economista;

Sergio Brenna,
urbanista;

Comitato per la città metropolitana;

Aldo Ferrara,
Presidente Centro studi ambiente, economia e ricerca

Corrado Giannone,
esperto di organizzazione e tecnologia alimentare;

Giuseppe Natale,
formatore;

Maurizio Pallante,
esperto di risparmio energetico;

Edda Pando,
Associazione Todo cambia;

Fabio Parenti,
esperto di politiche sociali


Conferenza stampa

Venerdì 13 gennaio alle 11.30 Dario Fo presenta il comitato di sostegno, il comitato tecnico, la grande iniziativa del 21 gennaio al MazdaPalace

Venerdì 13 gennaio alle ore 11.30 alla Casa della cultura, in via Borgogna 3, Dario Fo presenta il suo comitato di sostegno, il comitato tecnico con il quale ha lavorato per elaborare le sue proposte per Milano, infine, la grande iniziativa che il candidato sindaco organizza al Mazda Palace sabato 21 gennaio che sarà iniziativa politica e insieme spettacolo, occasione di confronto con ironia e giocondità, per raccontare Milano, le furbizie di chi governa, il grigio in cui si galleggia e che cosa si propone per uscirne... con inattese sorprese tra gli ospiti.


Alternanza? Milano preferisce l'alternativa

"Noi preferiamo l'alternativa. Sì Dario può vincere come Vendola in Puglia e Lula in Brasile. Anche la Milano moderata può trarre giovamento da una svolta che dovrebbe condurre a una città costruita sul bilancio partecipato e nella quale le scelte amministrative non cadano più dall'alto"

Leggi l'articolo completo. (Il Giorno 12-01-2006 pag. 9)