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le Mostre di Pittura di Dario Fo

Le opere di Dario Fo in mostra a Biella: DARWIN L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI

30 ottobre – 8 dicembre 2016
Palazzo Ferrero – Palazzo Gromo Losa
Corso del Piazzo 25-24, BIELLA
Mostra personale di DARIO FO

DARWIN L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI

Ho voluto raccontare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Perché? Perché siamo ignoranti. Siamo in troppi a non sapere da dove veniamo e perché. Troppi hanno contrastato le teorie darwiniane per motivi religiosi, e tuttora ciò avviene. Darwin fa ancora andar fuori dai gangheri chi non crede nella scienza e si rifugia nell’oscurantismo.

Dario Fo

 

Biella sarà la seconda città in Italia, dopo Cesenatico, a ospitare la mostra personale di Dario Fo dedicata alla vita di Charles Darwin. E sarà la prima a ospitare un evento che celebra la figura del Maestro, scomparso il 13 ottobre scorso all'età di 90 anni. Il premio Nobel per la letteratura aveva da tempo scelto il linguaggio di tele e pennelli per raccontare storie. In questo caso si tratta di quella del padre dell'evoluzionismo, narrata attraverso dipinti anche di grandi dimensioni che trasformano in un gigantesco fumetto la vicenda spesso sconosciuta di uno dei più grandi ricercatori degli ultimi secoli. Un racconto che si avvale dei più disparati espedienti plastici e cromatici: dipinti, sculture, pupazzi, sagome, bassorilievi e figure intagliate. Il tutto nella speranza di suscitare attraverso il fantastico l’attenzione e lo stupore di ognuno e riuscire a trasportarlo nell’immaginario nei luoghi più inaspettati del nostro mondo.

La mostra sarà allestita nelle due sedi di Palazzo Ferrero e Palazzo Gromo Losa al Piazzo, sarà aperta al pubblico da domenica 30 ottobre a giovedì 8 dicembre 2016. L'esordio è stato a Cesenatico, città di adozione del maestro, che sulla riviera romagnola ha trascorso per anni le sue vacanze insieme all'amata moglie Franca Rame.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Città di Biella e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e avrà un fine nobile: Dario Fo infatti aveva scelto di mettere in vendita i quadri esposti. Il ricavato alimenterà le attività della Onlus “Il Nobel per i disabili”, che il Maestro ha fondato con Franca Rame e il figlio Jacopo investendo il denaro ricevuto dall'Accademia di Stoccolma, con cui vennero acquistati come prima cosa settanta furgoncini per il trasporto dei disabili, distribuiti in tutta Italia.

Fonte di ispirazione di questa Mostra è stata la curiosità e la sete di sapere che ha portato Dario Fo a confrontarsi con un personaggio fondamentale per capire il progresso e la storia dell’uomo. «Cominciai a interrogare gli scienziati che si erano offerti di svezzarmi nella scienza» ha raccontato il maestro in una lettera inviata a fine settembre al sindaco Marco Cavicchioli, mentre preparava la mostra. «Venendo a conoscere i punti nevralgici dell’evoluzionismo rimasi stupefatto. Ero su un tram, e in mezzo a un gran gruppo di passeggeri esclamai: “Sono un ignorante!”». Dario Fo ricostruisce attraverso i carteggi che Darwin intrattenne con i suoi contemporanei e le testimonianze dell’epoca, oltreché attraverso i libri che uscirono in risposta e anche in polemica con le sue teorie, il percorso accidentato dei suoi studi, facendo emergere la ricchezza e il fascino di un personaggio unico. E se Fo non ha rinunciato alla scrittura per narrare la storia di Darwin (è appena uscito per Chiarelettere il libro “Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?”), il racconto prende forma e colore anche attraverso i dipinti. «Non c'è più differenza per me fra il pitturare, disegnare e raccontare o interpretare un ruolo in scena» ha raccontato il maestro. «E quando, nell'allestire uno spettacolo, mi ritrovo in crisi e non mi riesce di rimediare un ritmo o uno svolgimento consono a quello che vorrei raccontare, l'unica soluzione per me è procurarmi un grande foglio di carta, dei colori, penne e pennelli».

L’allestimento della mostra è stato realizzato con l’impiego della cosiddetta bottega, una forma organizzata di collaborazione artistica che risale al Rinascimento. I componenti la bottega sono Enrico Bartolini, Sara Bellodi, Jessica Borroni, Michela Casiere, Margherita Pigliapochi, Luca Vittorio Toffolon, Jacopo Zerbo.

 

 

ORARI DI APERTURA
sabato e domenica 10,00-13,00 e 14,30-18,30
Aperture straordinarie: 31 ottobre, 1° novembre, dal 5 all'8 dicembre

INAUGURAZIONE

INGRESSO LIBERO
Sabato 29 ottobre, ore 16,00 Palazzo Gromo Losa, corso del Piazzo 24, BIELLA

SU PRENOTAZIONE
- Ore 17.00 Palazzo Gromo Losa, inaugurazione mostra con momenti musicali a cura dell’Accademia Perosi
- Ore 21.00 Palazzo Ferrero, spettacolo “Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?”

INFO
- Fondazione Cassa di Risparmio di Biella 015.0991868 - spazio.cultura@fondazionecrbiella.it

- Città di Biella, ufficio cultura 015.2529345 – cultura@comune.biella.it

- Ufficio stampa Compagnia Teatrale Fo-Rame Margherita Pigliapochi 339.4184080 - info@francarame.it

- Ufficio stampa Città di Biella Giampiero Canneddu 340.3484133 – ufficiostampa@comune.biella.it Carla Fiorio 366.6591859 – carla.fiorio@comune.biella.it

- Ufficio stampa Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Elena Tura | Federica Chilà 015.2520432 elena.tura@fondazionecrbiella.it | federica.chila@fondazionecrbiella.it

SCUOLE
È possibile prenotare visite guidate animate da attori (Sara Bellodi, Michela Casiere, Mario Pirovano, Jacopo Zerbo) per i ragazzi nelle seguenti date:
- Lunedì 21 e martedì 22 novembre, due rappresentazioni al giorno, una alle ore 9.00 e una alle ore 11.00
- Lunedì 28 e martedì 29 novembre, due rappresentazioni al giorno, una alle ore 9.00 e una alle ore 11.00
Info: Città di Biella, ufficio cultura 015.2529345 – cultura@comune.biella.it


Lettera di Dario Fo al Sindaco Marco Cavicchioli in occasione dell'allestimento della mostra su Darwin a Biella

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Dario Fo al Sindaco di Biella, Marco Cavicchioli. 

In questi giorni la Compagnia Teatrale Fo Rame sta lavorando tra Biella e Milano per il nuovo allestimento della mostra dedicata a Darwin, inaugurata per la prima volta questa estate al Palazzo del Turismo Primo Grassi a Cesenatico.  

 

Caro Marco,  

mi spiace di non averti potuto conoscere quando, nel 1974, venimmo con tutta la compagnia a Biella per un incontro davvero epico, giacché allora tu eri un bambino, avevi appena cinque anni. Nessuno poteva immaginare fin da allora che dopo quarant’anni saresti divenuto il sindaco di una delle città più vive del Piemonte. Ma di certo, qualche anno dopo quell’evento, ti avranno raccontato delle manifestazioni che, con Franca e l’intera nostra compagnia, abbiamo promosso insieme a tutta la tua città per ricordare la storia a dir poco straordinaria svoltasi nelle valli del biellese agli inizi del Trecento. Di sicuro, chi stava raccontandoti avrà partecipato a quella scalata che portò qualche migliaio di abitanti, provenienti da tutte le valli del Piemonte, fin sul picco del monte Rubello per ricordare la resistenza dei dolciniani, che lottavano contro duchi e i vassalli che, alleati col clero, imponevano da secoli la servitù della gleba, privando tutti della libertà d’azione e di pensiero.

Con Franca ci eravamo impegnati per far conoscere ad ognuno l’epopea di un popolo che, sotto la guida di Fra Dolcino e di Margherita, detta la monaca, riuscì per anni a contrastare con le armi e l’aiuto di un’enorme quantità di contadini e montanari quell’infame potere che li soggiogava.

Personalmente, approfittando dell’allestimento della mostra su Darwin, sarei felice di riproporre quei tempi gloriosi, parlando ai cittadini del tuo comune delle lotte che i loro avi erano riusciti a mettere in campo, anche a costo di un finale a dir poco tragico.

Ma tornando ad oggi, in molti mi vanno chiedendo perché, tutto a un tratto, io mi sia gettato a raccontare la vita di Charles Darwin, uno scienziato fuori da ogni regola ammirato dai liberi pensatori più famosi di quel tempo. Tutto è nato in conseguenza di un’aggressione messa in atto nel 2009 da un gruppo di facinorosi reazionari che, nel giorno stesso in cui si commemorava la nascita, avvenuta due secoli prima, dello scienziato inglese, lanciarono pietre contro le vetrate del Museo di storia naturale, di certo tra i simboli più gloriosi della città di Milano. Una delle direttrici del museo si rivolse a me perché intervenissi con uno spettacolo nel quale facessi conoscere l’importanza della teoria dell’evoluzione, che negli ultimi due secoli aveva sconvolto tutta l’Europa e perfino le americhe, nonché l’oriente intero.

“Ma non sono preparato a realizzare un discorso di quelle dimensioni!” ribadii spaventato. E la risposta fu: “Ti diamo tempo un mese, e noi ricercatori dell’università ci impegniamo a nostra volta ad aiutarti per tutte le informazioni di cui abbisogni”.

Così cominciò la scommessa, e devo dire che il risultato di quell’intervento recitato, che aveva per titolo Dio è nero, fu imprevedibile. Un gran numero di ragazzi, che avevano partecipato a quella rappresentazione, si dissero entusiasti e sconvolti, e i direttori del museo mi incoraggiarono a procedere in quella direzione per realizzare non solo un gioco satirico ma approfondire il problema fino a svelare quei fondamenti scientifici che avevano rovesciato di netto la verità sulle origini degli esseri umani e di tutte le creature, a cominciare da un unico progenitore, un verme.

Cominciai a interrogare gli scienziati che si erano offerti di svezzarmi nella scienza. Venendo a conoscere i punti nevralgici dell’evoluzionismo rimasi stupefatto. Ero su un tram, e in mezzo a un gran gruppo di passeggeri esclamai: “Sono un ignorante!”. Tutti mi guardarono stupiti, soprattutto quando arrivai a ribadire: “Un ignorante in mezzo a un popolo di disinformati come me!”.

E di qui cominciò un vero e proprio studio-inchiesta, non solo sulla vita di questo straordinario ricercatore ma soprattutto riguardo ai suoi metodi di analisi, le sue scoperte spesso casuali ma quasi sempre frutto di approfondimento e soprattuto dell’uso dell’intuito. Ribadiamo che ci troviamo agli inizi dell’ottocento e questo nostro straordinario ricercatore non era in grado di servirsi di mezzi tecnologici come gli impianti per l’analisi del DNA e la Tac, a cui ogni scienziato può ricorrere oggi nelle sue inchieste. Senza quegli strumenti come poteva leggere i particolari dei corpi viventi? E ancora, come poteva calcolare l’età dei fossili estinti milioni di secoli fa? Ebbene, Darwin è riuscito egualmente, anche privo di tecnologia, a convincersi e poi a convincere gli altri, di quanto fosse corretto il proprio ragionamento logico.

A proposito di informazione fra ricercatori, la quantità di lettere che Darwin e i suoi colleghi scienziati riuscivano a scambiarsi era a dir poco straripante. Sono rimasto fortemente impressionato nello scoprire che il numero collezionato da Darwin supera le 14.000 missive di cui una gran quantità non sono state ancora visionate.

Ogni tanto mi chiedo: “Ma come si è potuto, specie da noi in Italia, rimanere per tanto tempo privi di conoscenza rispetto alla nascita del movimento evoluzionista, che nell’intero pianeta aveva scardinato tutti i principi tradizionali sull’origine del genere umano e di tutti gli esseri viventi?”. Innanzi tutto non possiamo dimenticare la censura imposta in ogni scuola, compresa l’università, al tempo del fascismo. Poi, subito appresso, dopo la Liberazione, ecco i cattolici conservatori che fanno altrettanto, se non peggio. E tutto ha proceduto imperterrito fino ai tempi nostri, dove un sindaco e ministro dell’istruzione come Letizia Moratti (il che vuol dire banche, vescovi e petrolio) aveva tolto ogni sussidio al Museo di storia naturale milanese e all’università.

Come procedo di solito, cominciai col raccontare l’epopea di Darwin servendomi della pittura, dei bassorilievi, nonché costruendo pupazzi e burattini che, posti in primo piano nel racconto, facilitavano notevolmente la comprensione di quella incredibile rivoluzione. Ad un certo punto, quando avevo già preparato ben due diversi testi sull’argomento, mi resi conto che chi poneva maggiore attenzione a quella storia non erano le persone adulte ma i ragazzi. Così, coi miei collaboratori, decisi di raccontare quell’insolita avventura badando di farmi comprendere perfettamente dai giovani delle scuole medie, fino a coloro che si affacciavano nelle università.

Ma quello sterzare così deciso verso un pubblico composto in gran parte da spettatori così giovani creava difficoltà soprattutto sul piano dei costi e della organizzazione. Era nostro dovere offrire quella specie di lezione gratis. In poche parole, la storia di Darwin così proposta determinava una condizione di perdite economiche non indifferenti. Il tutto aggravato dalla burocrazia, che negli istituti scolastici, è risaputo, produce difficoltà sempre più insuperabili.

A questo punto indicemmo un’assemblea nella quale si venne a discutere del che fare. Prima di tutto scoprimmo che, oltre a un pubblico adulto fortemente interessato, ci trovavamo con una platea gremita di ragazzi coi loro insegnanti, e perfino delle organizzazioni operaie che, come per magia, si presentavano dichiarando che era loro diritto arricchirsi di una cultura degna di quel nome. Ma la scoperta determinante fu quella dell’importanza che soprattutto il pubblico dei giovani dava al racconto teatrale che un gruppo di noi aveva scelto come forma espressiva da aggiungere alla pittura. Questo significava che gli spettatori quasi al completo gradivano sì la mostra pittorica, ma ancor più sentivano il bisogno della narrazione diretta e spesso improvvisata dal nostro gruppo di fabulatori.

Inoltre, un particolare che ognuno sottolineava con applausi e risate era l’aver inserito durante il racconto una specie di dibattito rapido e improvviso che imponeva ai presenti di uscire dalla condizione di spettatori inerti e trasformarsi a loro volta in critici attivi. Questo all’istante faceva nascere una forma di presentazione pittorica/figurativa, plastica e narrativa fuori da ogni convenzione. Come sempre è il pubblico che intuisce e sceglie le nuove forme di rappresentazione. Infatti le mostre dove si espongono opere di grandi movimenti artistici spesso vanno quasi completamente deserte. E vuoi sapere qual’è la ragione? La mancanza di un dialogo e l’impossibilità dei visitatori di chiedere informazioni ai responsabili competenti della mostra. Non bastano perciò né le didascalie poste a lato del dipinto né la solita spolverata introduttiva condotta dal critico di turno. Solo il coinvolgimento creato da una esibizione dialogata di attori ricchi di senso della narrazione può trascinare gli spettatori, ai quali ci si rivolge in un linguaggio facile e ricco di humor.

Questo nuovo metodo noi lo abbiamo proposto per la prima volta nell'ultimo allestimento a Cesenatico. Due mesi consecutivi di prove e sperimentazioni che ci hanno fatto convinti che val sempre la pena di rischiare, come è successo a noi, di superare il budget che ci eravamo proposti e finire in fastosa perdita, ma con la soddisfazione di aver mirato giusto e ottenuto un grande successo.

 

Era mio dovere chiarirti le nostre scelte,  con l'augurio che si possa fare ancor meglio nella città di Biella.

Ci vediamo fra poco per poter smantellare gli ultimi dubbi.  

Un abbraccio

Dario Fo


DARWIN - L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI dal 5 agosto al 15 settembre 2016 a Cesenatico

5 agosto – 15 settembre 2016

Palazzo del Turismo “Primo Grassi”

viale Roma 112, CESENATICO

Mostra personale di DARIO FO

DARWIN

L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI

Ho voluto raccontare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Perché? Perché siamo ignoranti. Siamo in troppi a non sapere da dove veniamo e perché. Troppi hanno contrastato le teorie darwiniane per motivi religiosi, e tuttora ciò avviene. Darwin fa ancora andar fuori dai gangheri chi non crede nella scienza e si rifugia nell’oscurantismo. 

 

 

Dario Fo presenta per la prima volta in assoluto la vita di Charles Darwin in un racconto commentato da dipinti anche di grandi dimensioni trasformando in un gigantesco fumetto la storia spesso sconosciuta del più grande ricercatore degli ultimi secoli.

Una narrazione che si avvale dei più disparati espedienti plastici e cromatici: dipinti, sculture, pupazzi, sagome, bassorilievi e figure intagliate. Il tutto nella speranza di suscitare attraverso il fantastico l’attenzione e lo stupore di ognuno e riuscire a trasportarlo nell’immaginario nei luoghi più inaspettati del nostro mondo.

La mostra sarà allestita al Palazzo del Turismo “Primo Grassi” di Cesenatico che accoglierà a partire da venerdì 5 agosto a domenica 6 novembre 2016 la grande avventura dello scienziato padre della teoria dell’evoluzione.

Dario Fo continua a stupirci per la curiosità e la sete di sapere che lo porta a misurarsi con storie e personaggi sempre nuovi ma fondamentali per capire il progresso e la storia dell’uomo e ricostruisce attraverso i carteggi che Darwin intrattenne con i suoi contemporanei e le testimonianze dell’epoca, oltreché attraverso i libri che uscirono in risposta e anche in polemica con le sue teorie, tutto il percorso accidentato dei suoi studi, facendo emergere la ricchezza e il fascino di un personaggio unico.

Dal fantastico viaggio intorno al mondo a bordo della Beagle alla consacrazione della comunità scientifica, fino alle polemiche e ai contrasti con la Chiesa.

Dario Fo da molti anni trascorre le estati nella sua casa di Sala di Cesenatico dove, insieme alla sua compagna di una vita Franca Rame, ha scritto alcune fra le sue più importanti opere teatrali. Questa casa si trasforma in un laboratorio creativo all’interno del quale l’artista realizza i suoi dipinti insieme ai giovani della sua bottega.

Cesenatico è stata ed è per Dario Fo un luogo di riposo e di ispirazione ed è fiera di annoverare questo grande uomo di teatro fra i suoi cittadini onorari.

A settembre la storia di Charles Darwin raccontata da Dario Fo diventerà un libro, DARWIN. MA SIAMO SCIMMIE DA PARTE DI MADRE O DI PADRE? edito dalla casa editrice Chiarelettere.

L’allestimento di questa mostra è stato realizzato con l’impiego della cosiddetta bottega, una forma organizzata di collaborazione artistica che risale al Rinascimento.

I componenti della bottega sono Enrico Bartolini, Jessica Borroni, Michela Casiere, Margherita Pigliapochi, Luca Vittorio Toffolon, Jacopo Zerbo.

 

ORARI DI APERTURA

5 agosto > ore 10-24

dal 6 agosto all’11 settembre > ore 15-24

dal 12 settembre al 15 settembre > ore 14-19

INGRESSO LIBERO

Info: IAT 0547673287

 

CONFERENZA STAMPA

4 agosto > ore 11

Palazzo del Turismo Primo Grassi

viale Roma 112, CESENATICO

 

- Ufficio stampa Compagnia Teatrale Fo-Rame:

Margherita Pigliapochi 3394184080 - info@francarame.it

- Ufficio stampa Palazzo del Turismo:

Margherita Montanari 3281004145 -

m.montanari@cesenatico.it

Stefano Spada 3281004145 – s.spada@cesenatico.it


Dal 24 luglio al 30 settembre: Le opere di Dario Fo in mostra a Quarto d'Altino - Venezia

 

Valorizzare Altino e il suo patrimonio storico-archeologico, portando il premio Nobel Dario Fo e le sue opere nella sede museale tra fine luglio e settembre: è questo l’obiettivo del progetto sviluppato dal Comune di Quarto d’Altino in partenariato con il Polo Museale del Veneto – Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Altino, il patrocinio dei Comuni di Roncade, Casale sul Sile, Marcon e Mogliano Veneto e grazie alla collaborazione di tante realtà del mondo dell’associazionismo e produttive del territorio.

 

Il Progetto ha preso avvio lunedì 18 luglio, con un corso di pittura di una settimana, tenuto, a titolo gratuito, dal Maestro Enrico Berico, che si svolgerà presso Villa Marignana Benetton a Mogliano Veneto: destinatari sono sedici giovani artisti del territorio veneziano e trevigiano, di età compresa tra i 14 e i 30 anni, che saranno guidati ad apprendere le tecniche pittoriche di Dario Fo sui bozzetti realizzati per il Johan Padan, spettacolo teatrale scritto dallo stesso Fo. Al termine del corso, le tele realizzate dai giovani artisti verranno trasferite presso il Museo di Altino, dove verranno completate e firmate da Dario Fo, per essere poi esposte presso le sale della sede museale dal 24 luglio al 30 settembre; all’inaugurazione della mostra sarà presente lo stesso Fo. Il ricavato dalle offerte libere per visitare la mostra e dalla vendita dei gadgets sarà donato al Comitato Il Nobel per i disabili Onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale fondata da Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo a sostegno delle persone affette da disabilità fisiche o mentali.

Al termine del corso di pittura, il 23 luglio, nella piazza S. Eliodoro di Altino, l'attore Mario Pirovano interpreterà il Johan Padan.
 

Le opere di Dario Fo dal 27 maggio al 14 giugno 2016 in mostra a Roma

 

 

mostra roma dario fo

 

"Ho iniziato a dipingere da bambino. Mia madre, che conosceva la passione che avevo per la pittura, quando non voleva che andassi in giro a far ragazzate con i compagni che come me sentivano il “richiamo della foresta”, stendeva sul tavolo di cucina una mazzetta di fogli bianchi, rovesciava una quantità di pastelli e matite colorate e, invitandomi all’orgia diceva: “Vai, bel testòn, spatègame una frappàta de belle figure!” E io, via che mi buttavo a spantegàre colori sul foglio bianco, a rincorrere, con giravolte di righe, immagini che montavano una dietro l’altra come se le avessi stampate a memoria. Man mano che entravo nel gioco degli incastri e stendevo spazi, piani di colori, mi prendeva uno sballo d’incanto. ..."

 

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 27 maggio al 14 giugno e visitabile tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.30

Le opere, ospitate negli spazi della galleria Monogramma al 102 di Via Margutta a Roma, sono una selezione dei numerosi dipinti realizzati da Dario Fo tra il 2011 e il 2014 e che sono stati utilizzati come copertine e illustrazioni dei suoi libri o per le scenografie degli ultimi spettacoli teatrali.

 

Per maggiori informazioni tel. +39 06 32650297  

Ufficio Stampa Monogramma:

Gianluca Morabito +39 348 0537611

www.monogramma.it

 

 


Razza di Zingaro diventa una mostra: le opere di Dario Fo esposte al MiArt Gallery a Milano

 

Dal 13 maggio al 12 giugno Mi Art Gallery ospita la mostra "Razza di zingaro" del premio Nobel Dario Fo, che porta lo stesso titolo del volume edito da Chiarelettere, in cui il premio Nobel ricostruisce la vera storia di Johann Trollman, un pugile sinti della Germania nazista.

Circa una quarantina le opere esposte, tutte ispirate al libro “Razza di zingaro”. Testo nel quale Fo racconta la storia del pugile sinti Johann Trollmann, dal talento eccezionale, la cui vita professionale e privata viene stroncata dal nazismo.

La necessità di proseguire in un percorso culturale che preservi la memoria, rende questa mostra attuale e testimonianza preziosa di ciò che non può essere dimenticato, ma anche un modo per rivolgere lo sguardo e “per parlare indirettamente del presente che non vogliamo vedere”.

Il maestro compie attraverso la pittura un atto espressivo che accompagna, segue e precede i suoi scritti, le rappresentazioni e le centinaia di commedie firmate Fo e Rame.

Tra le opere esposte negli spazi di Miart Gallery, una fra tutte esprime il dolore universale delle separazioni violente “Ultimo dialogo fra Olga e Rukeli: se vuoi salvare la vita tua e del nostro bambino divorzia da me”: attraverso un segno deciso e delicato al tempo stesso, il maestro ferma sulla tela un abbraccio disperato e impotente.

Al centro delle sue rappresentazioni Dario Fo descrive l’uomo impegnato nelle sfide della vita, i figuranti danzano, si rincorrono e si confrontano su un ring regolato da rispetto e lealtà.

Come in una rappresentazione teatrale, i quadri di Fo mostrano gli scenari, i ritratti, i movimenti dei personaggi che animano il racconto scritto, nato da un'inchiesta di Paolo Cagna Ninchi. "Il libro è stato realizzato dopo un'inchiesta condotta da un mio amico e - ha ricordato Fo - mi sono messo subito di buzzo buono, tanto che gli ho chiesto di tornare in Germania per trovare altre informazioni su questo pugile che ha iniziato giovanissimo a fare boxe senza saperne nulla ed è entrato in una scuola dove ha sconvolto i maestri perché danzava sul ring ed era una novità completa. Tutti quelli della vecchia guardia non ne volevano sapere, ma lui vinceva sempre perché andava oltre le regole". La mostra è visitabile dalle 11 alle 19.

 

 

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