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Libri

i Libri scritti da Dario Fo

Dario Fo, Giuseppina Manin con Stefano Boeri hanno presentato alla Feltrinelli di Milano "Un clown vi seppellirà"

Una chiave di lettura della storia della politica italiana fino a Beppe Grillo senza tralasciare le attuali lotte in Tunisia, Egitto e Istambul.

dario fo, giuseppina manin e stefano boeri
(mi-Lorenteggio.com) Milano, 13 giugno 2013 - Questa sera, alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, è stato presentato il libro "Un clown vi seppellirà" (Guanda, 2013, 115 pp, 12.50 Euro) scritto a quattro mani  dal Premio Nobel  Dario Fo e dalla giornalista Giuseppina Manin, un dialogo a due voci sulla storia politica dell'Italia fino ai nostri giorni.
 
leggi l'articolo completo su mi-lorenteggio.com

Dario Fo presenta 'Un clown vi seppellirà'

dario fo

Dario Fo a poche settimane dalla scomparsa della moglie Franca Rame sarà giovedì 13 giugno, alle 18.30, presso la libreria Feltrinelli (piazza Piemonte 2) in occasione della presentazione del suo libro "Un clown vi seppellirà" (Guanda, 2013, 115 pp, 12.50 Eur).

Il libro, scritto a quattro mani con la giornalista Giuseppina Manin, è un'ironica riflessione sullo stato attuale della politica italiana, dalla figura di Beppe Grillo ai tentativi di nuove alleanze governative. Interviene l'ex assessore alla Cultura, Stefano Boeri. L'ingresso all'evento è libero.

fonte: milano.mentelocale.it


IL GRILLO CANTA SEMPRE AL TRAMONTO - di B. Grillo, G. Casaleggio, D. Fo - Ed

IL GRILLO CANTA SEMPRE AL TRAMONTO
Dialogo sull'Italia e il MoVimento 5 Stelle
Chiarelettere, Reverse 2013

In uscita l'11 febbraio 2013
pagine 208
euro 13,90
ean 9788861904293
formato brossura 12,8 x 19,8

"L'attuale sistema politico ed economico non sta più in piedi. Siamo costretti a pensare a un mondo nuovo. Parliamo di civiltà non di politica. Dobbiamo riprogettare il mondo... Non è meraviglioso?"
Beppe Grillo

"Un'idea non è di destra né di sinistra. È un'idea, buona o cattiva."
Gianroberto Casaleggio

"Siamo costretti, dato che c'è la crisi, a immaginarci un pensiero nuovo, sia di politica sia di economia, un pensiero!"
Dario Fo

"A nord del futuro."
Paul Celan


Dario Fo intervista Grillo e Casaleggio

beppe grillo e casaleggio

Lo sfondo è una passeggiata sul porto del Pireo ad Atene per discutere, confrontarsi e proporre soluzioni contro la crisi. Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno composto una conversazione a tre dal titolo “Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 Stelle”, edito da Chiarelettere e disponibile in libreria a partire dall'11 febbraio.

leggi l'articolo di Luca Michetti su you-ng.it


Dario Fo interpreta Ruzzante, «il mio più grande maestro insieme a Molière»

dario fo

Esce per Einaudi un cofanetto che raccoglie i video e i testi dello spettacolo che il comico Premio Nobel porta in giro da oltre vent'anni. Traduzione a fronte in italiano firmata dalla Rame. E di Ruzzante-Beolco dice: «È il più grande autore di teatro prima di Shakespeare»

leggi l'articolo su diariodelweb.it


“Il Paese dei Misteri Buffi” di Dario Fo e Giuseppina Manin

articolo di Barbara Bianchini

il paese dei misteri buffi dario foA una settimana dalla sparizione, i mass media informano la nazione a reti unificate: Berlusconi è scomparso! I segnali di disperazione e di crollo psicofisico erano rintracciabili nello stile di vita condotto dal Cavaliere nelle ultime settimane, giorni in cui sembrava irriconoscibile. Silenzioso. Cupo. Aveva per giunta smesso di inveire contro i tanto “amati” giudici rossi. Nessun comunicato stampa o videoconferenza. Il nulla.

Il giorno prima della scomparsa, Silvio era ad Arcore. Voleva scendere nel suo Mausoleo, curato dallo scultore Pietro Cascella, un amico di Craxi a cui aveva dato l’incarico di creare un luogo concepito, non tanto per l’eterno riposo, quanto immaginifico di una prospettiva di vita eterna ivi potenzialmente contenuta, grazie all’istallazione di un marchingegno di alta tecnologia capace di ibernare esseri umani. Silvio è un bravo massone rispettoso delle tradizioni.

Ad Arcore dunque l’ultimo avvistamento e, sempre lì, la ricomparsa ma non di uno, bensì di tanti “aspiranti” Silvio Berlusconi. Come ottenere allora la prova inconfutabile dell’identità del Cavaliere, dal momento che del DNA dello scomparso non v’è traccia alcuna nelle banche dati? Una verifica coniugale, a questo punto, sembrerebbe d’obbligo, come nel caso dello “smemorato di Collegno” del ’26. Chi meglio della moglie, nella fattispecie, delle mogli, delle veline, letterine, ministre, imprenditrici e minorenni avrebbe potuto offrire miglior testimonianza?

Il Bel Paese è travolto e stravolto da un’alta concentrazione di sesso libero fra gli aspiranti Silvio e le donne pronte a riconoscere gli impostori. E poi, agli italiani piace scommettere e allora perché non approfittare di questo bizzarro scenario per riempire le casse dello Stato? Perché no?!? Una lotteria a premi attraverso cui scegliere il proprio Berlusconi nazionale. Il jackpot "Salva Italia" si accende. La gente sempre più in malora pur di giocare e lo Stato che risana i suoi debiti senza alcun rischio, né impegno. «Meno male che Silvio c’è…», quasi si sente il coro.

Così, ne Il Paese dei Misteri Buffi (Guanda, 2012), con ventisei “giullarate”, Dario Fo e Giuseppina Manin ripropongono al popolo italiano nuovi misteri, mantenendo stilisticamente la forte connotazione di satira politica che nel’69 Fo portò in scena, recitando come unico attore, nel Mistero Buffo.

Il Cavaliere stesso diventa un giullare presso la corte di Minosse che lo ha convocato per dei lavori di ristrutturazione con il desiderio di trasformare l’Inferno «in un mondo dell’effimero in sfacelo», poiché è nel sistema globale che Minosse riconosce la nuova dimora dell’eterno dolore. Tanti i punti di vista offerti. Moro, Andreotti, Mario Cal e Don Verzè, Machiavelli e Galilei, sono solo alcuni dei personaggi incontrati dal Cavaliere nel regno degli Inferi, che rappresentano il pretesto narrativo per trattare temi importanti come la P2, la collusione fra Stato e Mafia, lo smaltimento dei rifiuti a Napoli e il caos che travolge il mondo moderno, vittima della cattiva gestione delle nuove tecnologie. Silvio buffone nell’Ade e cantastorie d’eccezione per i suoi compagni di cella perché la prigione, udite udite, è il luogo angusto in cui è finito una volta distribuiti i premi della lotteria distrai–Italia e l’apparato giudiziario ha ripreso la sua missione.

La figura del giullare del medioevo, in un’opera di E. Faral, degli anni Novanta, descritto e inteso come «affabulatore, il cantore che rallegra festini, nozze, veglie… il buffone che fa lo scemo e che dice scempiaggini», viene ne Il Paese dei Misteri Buffi attualizzata e riproposta da Fo e Manin, connotata da una forte coscienza politica e opposizione nei confronti del potere. In questa chiave di modernità va focalizzato Silvio narratore, paradossalmente anch’egli contro il potere, spesso da lui stesso esercitato e incarnato.

Trovandosi in una cella con trenta letti e sessanta detenuti, il Cavaliere commenta: «“E poi vorrei sapere chi è il responsabile di questa folle ammucchiata… È una situazione incivile!”», quasi ad accattivarsi la tenerezza del lettore – questo piccolo uomo, poco credibile, beffeggiato e vittima di un sistema da lui stesso avallato in precedenza per i suoi comodi.

Il Paese dei Misteri Buffi è un testo semplice, scorrevole e piacevole, capace di raggiungere sia il lettore che per la prima volta getta uno sguardo sulla situazione socio-politica della nostra nazione, sia quello aggiornato che viene accompagnato, con ironia e sarcasmo, in un revival tutto italiano.

(Dario Fo – Giuseppina Manin, Il Paese dei Misteri Buffi, Guanda, 2012, pp. 208 , euro 15)

fonte: flaneri.com