Dario e Franca: CHE MALE TI FO?

“Il grottesco avanza, basti pensare al ministro Gelmini che si dice soddisfatta della nuova legge per cultura e scuola perché seppellisce il 68”. Ma per Dario Fo si tratta di “una imbecillità incredibile, come se fosse facile eliminare uno dei fatti più grandi della cultura europea: il movimento studentesco, la presa di coscienza delle donne e quindi degli uomini, la dignità del lavoro, i diritti umani, il divorzio, l’aborto. Il ’68 è stato una rivoluzione fondamentale, il centro focale dell’Europa”. 84 anni, Nobel per la letteratura nel ’97, Fo scalpita da ragazzino e s’indigna da saggio, soprattutto, freme per ritornare in scena con Franca Rame e il suo cavallo di battaglia: Mistero buffo è sul palco del Teatro Nuovo di San Babila a Milano, fino al 16 gennaio (biglietti 22 ).

41 anni dopo, dunque, Mistero buffo torna a teatro.

L’abbiamo deciso con Franca, le uniche volte che ci capitava di riportarlo in scena era durante le manifestazioni in fabbriche occupate o in via di smantellamento, per tirare su un po’ di fondi a favore degli operai oppure durante le lotte degli studenti in Sicilia, Calabria, Puglia, Roma, Milano, dove ora stiamo facendo qualcosa al Politecnico. Ci siamo chiesti, non è il caso di provare dopo 41 anni a rimetterlo in piedi? In molti l’hanno dimenticato, altri non l’hanno mai visto se non in homevideo.

Come è nato e cresciuto?

E’ nato a cavallo fra anni ’60 e ’70, la prima esibizione è stata nel ‘68 a Porta Romana. C’era tensione, momenti di grande entusiasmo e clima di lotta, anche molto dura. Per la prima volta accanto al mondo operaio entravano in campo gli studenti, consci di essere pure loro degli sfruttati. Si è sviluppato progressivamente, abbiamo incominciato a prendere dal teatro satirico e grottesco, con andamenti erotici. In breve, scurrilità civile, e poi spettacoli legati a storie non solo italiane.

Tantissimo materiale, ogni sera sarà uno spettacolo diverso?

Ogni sera ci sarà qualcosa di nuovo, perché ci diverte la reazione del pubblico. Io e Franca abbiamo superato gli 80: se gli spettatori hanno la nostra stessa età, la memoria frana, come possono ricordare tutto? Viceversa, i giovani lo conoscono tramite cassette e dvd: puoi trovare 15enni che lo recitano a memoria.

Ma qualcosa è cambiato.

Vecchi pezzi hanno acquisito un’attualità impressionante, viceversa, momenti tragici della storia di 50 anni fa, già ricordati per la loro efferatezza, oggi sono diventati grotteschi, sarcastici. Comicità e tragedia stanno l’una dentro l’altra: non a caso, Aristofane prendeva spunti tragici per la commedia. Cose che facevano scalpore 40 anni fa oggi passano inosservate: Berlusconi e le leggi inventate, le ruberie e le frodi, ministri costretti a lasciare lo scranno perché impelagati in truffalderie infinite. Ai tempi della Dc, sarebbe stato uno scandalo enorme, disgustoso, per non parlare di Mani Pulite, quando saltò il tappo e insieme il governo. Al contrario, oggi tutto si ripete ma non succede niente: la colpa è dei giudici aggressivi, che perseguitano e non lasciano lavorare in pace Berlusconi.

Reazioni?

Il grande pubblico dice: “Ma, sì, lasciamolo fare. E’ normale che si debba distrarre; imperatori e non, rubano tutti, l’importante è che sia disponibile con noi”. Poveri illusi, Berlusconi e gli altri sono spiritosi, ma non ti lasciano vivere, ti annegano, come dimostrano i contratti Fiat, veri e propri atti di sciacallaggio industriale.

Qual è il problema?

La cultura della disinformazione, l’addormentamento della coscienza, far credere che il mondo sia fatto di lotteria e colpi gobbi, con la speranza che un giorno tocchi a te e ti cambi la vita. Il sogno è un uomo ricco e felice, capace di lavorarsi bene le leggi e avere i santi in Paradiso: la corruzione e l’accettazione della corruzione sono una follia culturale.

E la sinistra?

La sinistra è drogata, imbesuita dalla situazione politica: troppi si sono assuefatti a conciliare, addomesticare e medicare, sperando di avere aggiustamenti per tutti. Si lavano le mani, fanno come Pilato, non si prendono responsabilità, stanno a vedere, con una parola d’ordine: “io non c’entro”.

La speranza sono gli studenti?

Sono un fatto collettivo, la loro cocciutaggine è giusta, da applausi.

Oltre a loro, il vuoto?

No, ci sono uomini su cui puntare. Vendola è una persona di tutto rispetto, con un seguito importante. E Di Pietro sballa, scentra, sceglie con superficialità i suoi aiuti e collaboratori, che poi si scopre essere degli infami, dei baluba che corrompono e si fanno corrompere. Ma anche lui ha delle cose positive, non è da buttare. Ma il problema non è individuare un uomo, ma una forma ideale di società.

Mistero buffo allude ai nuovi potenti?

Senza alcuno sforzo, perché quando in scena è la storia di un potente che compie gesta tracotanti subito la gente lo becca, indovina che quello è uguale e preciso a… C’è una tale effervescenza in giro che per intendere bastano solo poche indicazioni. D’altronde, i giullari per evitare la censura si rifacevano a persone ed eventi antichi: i nostri testi funzionavano a meraviglia 40 anni fa e così oggi. L’infamia, l’ipocrisia, il trucco e la truffalderia del potere sono gli stessi, non c’è sforzo di attualizzazione.

Non è che rimpiange il passato, la Dc?

Per carità, non rimpiango né Andreotti né Fanfani: abbiamo lottato contro la censura, subivamo violenza, i teatri venivano bruciati, quando parlavo di mafia venivo insultato e mi facevano capire che sarebbe andata male anche fisicamente. Non è cambiato nulla, salvo che oggi il potere è più spudorato.

Anche nell’America di Obama?

Obama sta portando avanti un lavoro duro e difficile, perché l’opposizione è spietata e usa tutti i mezzi. Bush l’ha messo in trappola, lasciandogli un’orrenda macchina da sfasciare: l’aggressione criminale condotta nel Medio Oriente. Ma Obama riesce ancora a farcela, speriamo non vada di nuovo al potere la destra, che ha la colpa di tutto, a partire dalla crisi economica.

Potenti per potenti, di papi ne ha passati in rassegna tanti, da Paolo VI a Wojtyla.

Oggi tocca a Ratzinger. Con piccole indicazioni, squarcerò il velo sullo Ior, perché le parole di Ratzinger (le norme antiriciclaggio europee imposte alla banca della Santa Sede, ndr) non fanno altro che levare di mezzo un ulteriore scandalo, perché nella Chiesa ormai ce n’è uno a settimana, compresi quelli sessuali. Si cerca di tamponare, ma sui fianchi ci sono ferite terribili.

Teatro a parte, che cosa si augura per il 2011?

Mi aspetto una presa di coscienza della nazione intera: spero che i soliti felici e contenti, con il cervello imbottito di ipocrisie e imbecillità, si sveglino e partecipino alla vita civile. Hanno la testa dentro la sabbia, è ora che la tirino fuori.

Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano,05 gennaio 2011 - http://diksa53.blogspot.com/2011/01/dario-fo-il-ritorno-di-mistero-buffo...