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Aggiornato: 2 ore 47 min fa

A 94 anni costruisce una piscina per tutti i bambini del vicinato

Sab, 07/20/2019 - 15:00

Un anziano vedovo ha trovato l’antidoto giusto alla sua tristezza: riempire il vuoto con i rumori e le risate dei bambini

Non sopportava più la solitudine e il silenzio della sua casa, dopo la morte della moglie: per questo motivo Keith Davison, 94 anni, ha cercato l’antidoto giusto a tutta quella tristezza. L’uomo, un anziano giudice in pensione, ha deciso di costruire una grande piscina nel suo giardino di Morris, in Minnesota, per accogliere tutti i bambini del quartiere e permettere a rumori, risate e grida di riempire quel vuoto.

La storia ha commosso in tanti ed è stata raccontata da vari media locali. Keith ha perso la moglie Evy a causa di un cancro nell’aprile del 2016, pochi giorni prima del loro 66esimo anniversario di matrimonio. Da quel momento in poi, l’uomo ha trovato difficile rimanere in casa da solo: “Non immaginate cosa si provi. Si piange tanto. È normale che sia così perché lei non è qui”, ha spiegato l’uomo. Nonostante abbia tre figli, Keith non ha nipoti, nessuno che possa rallegrare quella tristezza.

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Uno scontro epocale tra la cultura mansueta e quella aggressiva

Sab, 07/20/2019 - 12:00

La pensiamo diversamente. Siamo una minoranza anche nel movimento progressista ad aver capito che per migliorare il mondo serve calma, lavoro metodico, comprensione del punto di vista degli altri e la diffusione della passione.
Siamo quelli che non credono all’efficacia delle punizioni e dei brutti voti per “far rigare dritto” figli e studenti.
Siamo quelli che quando leggono certe notizie prima di tutto si chiedono: “È vero? È proprio così?”
Siamo quelli che credono di far parte di una collettività solidale anche se a volte non sembra.
Siamo quelli che credono nella sostanziale amorevolezza umana e considerano i criminali persone che hanno perso la loro umanità: sono solo macchine e pure rotte.
Abbiamo capito che la cooperazione è indispensabile anche con chi non la pensa come te. E abbiamo capito che per cooperare serve sviluppare l’elasticità mentale e la comprensione. Nessun matrimonio regge se non si accetta la diversità di chi ami. Nessun grande progetto riesce se non vuoi unire anche chi la pensa diversamente.

E’ difficile capire che anche chi è in contrasto con te può essere prezioso. Ed è difficile cercare di valorizzare gli aspetti positivi anche di un tuo avversario.
Certo quando hai di fronte le armate di Hitler c’è poco da valorizzare…
Però anche quando affronti il male assolto (quello vero) devi saper riconoscere che non sono tutti malvagi alla stessa maniera. Durante il nazismo ci furono molti Schindler, grandi e piccoli. Molti nazisti e fascisti che aiutarono chi cercava di salvare ebrei, zingari, russi, serbi, omosessuali… La più grave malattia della cultura oggi dominante è l’incapacità di capire il peso delle sfumature.
Ho avuto la fortuna di avere un nonno, il padre di mio padre, che salvò parecchi ebrei e una volta arrestato dai fascisti venne rilasciato grazie a un complotto di fascisti umanitari che giurarono sulla sua innocenza.
E quando la Resistenza vinse, mio nonno prese su la mitraglietta e con altri quattro iniziò a girare fermando i plotoni di esecuzione che stavano fucilando gente che magari era fascista ma non si era mai macchiata di crimini…
Nessun grande progresso dell’umanità è possibile se non si riesce a coinvolgere anche alcuni avversari.

Esattamente quel che non sta succedendo oggi in Italia, con una classe politica uniformemente dedita all’insulto, sempre incapace di riconoscere quel che c’è di buono nello schieramento avverso. Gente che nei comizi non parla mai d’amore e di mansuetudine. Hanno scoperto che la maggioranza degli elettori premia i più rissosi e ci danno dentro, con risultati alterni… A volte vince un rissoso a volte vince un altro rissoso.
Le recenti sceneggiate hanno mostrato quanto la rissosità sia un pericolo primario per il nostro paese.

Il razzismo, le guerre, la follia del sistema sono prodotti dell’aggressività.
Un atteggiamento verso la vita che devasta famiglie e nazioni.
Da sempre sostengo che il mondo sta migliorando. Troppo lentamente, ma sta migliorando (vedi questa infografica animata – qui il grandioso documentario di Gapminder, sottotitolabile in italiano “Niente panico, la fine della povertà”).
Ma certamente assistiamo a una recrudescenza della rabbia.
Si tratta di un passaggio storico drammatico: negli ultimi 10 anni siamo stati travolti da cambiamenti tecnologici enormi. Il modo di comunicare, avere relazioni, lavorare, comprare, viaggiare, fare e consumare cultura è cambiato radicalmente. E chi studia il cervello ci dice che è un’entità che adora la ripetizione, perché quando si trova in una situazione nota si rilassa e ci premia con meravigliose scariche di droghe naturali.
Se invece ci troviamo in una situazione nuova entriamo in agitazione perché la mente identifica tutto quello che non riconosce come un potenziale pericolo, e partono le adrenaline, le anfetamine che le nostre ghiandole sono capaci di produrre in gran quantità.
Quando miliardi di persone non riconoscono più gli elementi della quotidianità si scatenano reazioni ansiogene a catena.
La guerra è dentro la testa della gente e Trump diventa presidente promettendo di riportare gli Usa al glorioso passato.

Servirebbe che le persone che hanno superato lo stadio iroso della crescita umana si rendessero conto che sono meravigliose portatrici di futuro.
Nel nostro modo di pensare ci sono gli anticorpi a questa ondata di follia distruttiva. Ma ora sarebbe assolutamente necessario che ci incontrassimo, dobbiamo unire le nostre voci, collaborare.
Non so se sarà possibile promuovere veramente un salto di qualità nelle coscienze. Forse richiederà ancora tempo attraversare questo periodo di crisi. Ma sento forte il bisogno di tentare di arginare questa follia.
Noi, come gruppo di amici senza bandiere, stiamo provandoci in molti modi.
La nostra azione è incentrata sul racconto di esperienze positive e sulla realizzazione di iniziative che diffondano la passione.
E stiamo cercando di connettere chi sta lavorando nella stessa direzione.
Stradaalternativa.it permette lo scambio automatico di contenuti tra blog etici, ecologici, solidali e artistici. Un servizio gratuito che potrebbe finalmente connettere molti produttori di cultura mansueta.

Da 20 anni ormai siamo impegnati nella diffusione della cultura della positività. Il pensiero positivo non funziona molto, ma funziona invece in modo potente il pensiero negativo, e i media sono impegnati a diffonderlo a piene mani, dando al contempo grande spazio alla cultura della rissa.

E ci rendiamo conto della repulsione che questo modo di pensare e agire provoca nella maggioranza rancorosa. Abolire i vitalizi privilegiati è senz’altro giusto e si risparmierebbero 150 milioni di euro ma con la vendita delle medicine sfuse, cioè nella quantità ordinata dal medico, si risparmierebbero 500 milioni. E un’inchiesta di Gian Antonio Stella sul Corriere ci spiega che solo razionalizzando i servizi base degli ospedali (farmaci, mense, pulizie e lavanderia, cancelleria) si otterrebbero altri 700 milioni di euro di risparmio. E così pochi ne parlano…
Con Ecofuturo Festival abbiamo raccolto un dossier che dimostra che l’efficienza energetica potrebbe portare al sistema Italia un risparmio di 200 miliardi di euro vedi “Ecotecnologie per un ecofuturo”. Lo abbiamo presentato in 3 incontri alla Camera e al Senato e al Parlamento di Bruxelles.

La domanda è: riusciremo a fare rete?
Riusciremo a diffondere un po’ di passione per il ragionamento pacato e razionale?
Riusciremo a usare le maniere tenere per cambiare il mondo?
Improbabile.
Ma eventi improbabili accadono continuamente, ogni volta che le persone di cuore decidono di non abbassare la testa, di non tacere, di non restare isolati.

Forse qualcuno penserà che con tutta la violenza che c’è in giro serve qualche cosa di meno morbido di una carezza.
Ma c’è modo e modo. La mansuetudine è morbida ma non è incapace di agire con energia e forza.

Gesù, che in quanto a mansuetudine non era secondo a nessuno, ha mostrato che esser mansueti non vuol dire tirarsi indietro quando c’è da rovesciare i banchi dei mercanti nel Tempio.

Vedi anche: Il Manifesto di People For Planet
Apriamo il dibattito sull’effetto positivo dell’uso dei placebo sui conti e la salute
Questo Parlamento potrebbe approvare leggi di buon senso proposte dai cittadini?
Ecofuturo 2019

Foto di Pavlofox da Pixabay

Benvenuti sulla Luna!

Sab, 07/20/2019 - 07:45

Il 20 luglio 1969 la missione spaziale Apollo 11 atterra sulla Luna. A bordo gli astronauti Neil Armstrong, comandante della missione, Buzz Aldrin e Michael Collins, pilota, l’unico che non metterà piede sulla Luna.
Il 21 luglio Armstrong esce dalla navetta e diventa il primo uomo a camminare sulla Luna.

Il racconto dell’allunaggio del 20 luglio di Tito Stagno, giornalista

Il video originale della missione!

La diretta Rai: “Ha toccato”… “No, non ha tocccato”

Foto di Robert Karkowski da Pixabay

Al via in Gran Bretagna la prima linea ferroviaria solare

Sab, 07/20/2019 - 07:30

Pannelli solari collegati direttamente alla rete ferroviaria per fornire l’energia di trazione: è il progetto pilota condotto dall’operatore britannico South Western Railway e  Riding Sunbeams

Questo agosto la Gran Bretagna inaugurerà la sua prima linea ferroviaria solare: nel sud dell’Inghilterra, presso la stazione di Aldershot, 135 pannelli fotovoltaici inizieranno a produrre energia immettendola direttamente nella rete d’alimentazione. L’iniziativa è in mano all’operatore britannico South Western Railway (SWR) che assieme all’impresa sociale Riding Sunbeams sta cercando di realizzare il sogno dell’organizzazione per il cambiamento climatico 10:10. Nel 2017, infatti, l’ente aveva prodotto assieme ai ricercatori dell’Imperial College di Londra uno studio su potenzialità e vantaggi dei treni fotovoltaici in UK. A due anni di distanza dalla pubblicazione e dopo aver dato vita alla Riding Sunbeams, la 10:10 è pronta trasformare quel sogno in realtà con il primo progetto pilota a livello nazionale.

“First Light”, questo il nome dell’iniziativa, avrà per ora dimensioni molto limitate: i 135 pannelli solari sono già stati installati su terreni abbandonati vicino alla linea ferroviaria di Aldershot e collegati a un trasformatore ausiliario sul sistema di trazione. Con una potenza di picco di appena 30 kW, i moduli potranno al massimo alimentare le luci e le apparecchiature di segnalazione, ma in questa prima fase la produzione non è importante. SWR e 10:10 utilizzeranno i dati di questa linea ferroviaria solare sperimentale per progettare e testare sistemi in grado di fornire direttamente energia fotovoltaica alla rete di trazione CC.

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Brutti, sporchi e cattivi: puntata 5

Sab, 07/20/2019 - 07:00

La fiction delle telestreet. Di Claudio Metallo e Carlo Reposo.

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Cosa succede al nostro corpo nello Spazio? (VIDEO)

Sab, 07/20/2019 - 06:45

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Area 51, oltre un milione di persone pronte ad invadere la base segreta

Ven, 07/19/2019 - 21:05

Nato su Facebook come uno scherzo, ora l’appuntamento del 20 settembre con il “Storm Area 51. They Can’t Stop All of Us”,  vedere se davvero là ci sono Ufo e alieni, inizia a preoccupare l’esercito.

L’appuntamento è fissato il 20 settembre, e l’evento si chiamerà “Storm Area 51. They Can’t Stop All of Us”. Sul web vola questa nuova pazza idea: invadere in migliaia la zona militare super controllata dell’esercito americano nel deserto del Nevada dove le leggende metropolitane vogliono siano tenuti nascosti alcuni alieni, le loro astronavi e le armi batteriologiche segrete, e vietate.

Uno scherzo, forse, ma sta di fatto che ormai si parla di oltre un milione e 200 mila disposti ad aderire all’invasione più improbabile della storia. L’idea della folle corsa verso il mistero è nata per giocare su Facebook, ma ora la carica alla zona meno accessibile del pianeta, e per questo ha alimentato da sempre la narrazione cinematografica e dei romanzi di fantascienza, ora rischia di diventare luogo di un raduno pop e dissacrante. 

Il gruppo che ha lanciato l’evento, in un periodo dove lo spazio è di attualità, è stato fondato un giovane web designer, e con un intento semplice: vedere l’effetto che avrebbe fatto. E l’effetto sembra esserci stato, e molto oltre le sue aspettative, visto che hanno risposto in più di un milione, un numero che non poteva non allarmare le forze armate.

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Chernobyl, si suicida uno degli eroi del disastro nucleare dopo aver visto la serie tv

Ven, 07/19/2019 - 16:00

Nagashibay Zhusupov, uno dei liquidatori del reattore, si è tolto la vita a 61 anni: “Ha rivissuto le umiliazioni subite”

La serie capolavoro di Hbo dedicata al disastro nucleare di Chernobyl avrebbe portato al suicidio di Nagashibay Zhusupov, uno degli eroi liquidatori del reattore.

L’uomo, infatti, si sarebbe tolto la vita a 61 anni in seguito alla visione dello sceneggiato, che gli ha fatto rivivere quegli anni da incubo e le umiliazioni subite.

Zhusupov nel 1986 intervenne in prima persone per limitare il più possibile le radiazioni del reattore numero 4 della centrale, dopo la sua stessa esplosione.

A lui, che fu uno degli eroi del disastro, era stato peraltro negato dallo Stato l’alloggio popolare, che era stato invece assegnato agli altri veterani, costringendo lui e la sua famiglia a stabilirsi in un dormitorio. Zhusupov si è suicidato buttandosi dal quinto piano di un palazzo ad Aktobe in Kazakistan.

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Dalla Guerra Fredda a oggi, 60 anni di missioni lunari

Ven, 07/19/2019 - 13:00

Sono oltre 100 le missioni organizzate verso il nostro satellite. Dalla grande corsa tra Stati Uniti e Unione Sovietica al recente interesse di Pechino, passando per il disinteresse degli anni ‘80.

Il 21 luglio del 1969, esattamente 50 anni fa, l’uomo metteva piede sulla Luna (LO SPECIALE).
Lo sbarco di Neil Armstrong e Buzz Aldrin nel corso della missione Apollo 11 rappresentava il culmine di una corsa, scientifica, tecnologica e politica, verso il nostro satellite.
Il culmine, appunto. Perché la gara per raggiungere il corpo celeste e le relative spedizioni, che per decenni ha visto come concorrenti solo Stati Uniti e Unione Sovietica, era iniziata ben prima di quella data. Ed è continuata anche in seguito. Anzi, dopo qualche decennio di stasi, sembra ora vivere una nuova fase di interesse. 

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Foto di PIRO4D da Pixabay

Sesso: gli alimenti “alleati” del desiderio per lui

Ven, 07/19/2019 - 10:02

Non solo scoiattoli e super-Pippo, con le sue ‘magiche’ noccioline: nocinocciole e mandorle sembrano rivelarsi un insospettabile alleato del desiderio sessuale, almeno di quello maschile. E’ quanto emerge da uno studio spagnolo supportato da dall’International Nut and Dried Fruit Council (Inc). Il lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Nutrients‘, si è posto come obbiettivo quello di evidenziare come una dieta ‘arricchita’ dal consumo di 60 grammi di frutta secca in guscio possa portare a un significativo miglioramento del desiderio sessuale.
Questo è il più grande studio clinico randomizzato, ad oggi, che analizza l’effetto dell’integrazione di noci sulla funzione erettile e sessuale in soggetti senza disfunzione erettile“, ha dichiarato Mònica Bulló, ricercatrice dell’Universitat Rovira i Virgili (Spagna), che ha condotto la ricerca insieme ad Albert Salas-Huetos. Il trial, svoltosi nell’arco di 14 settimane, ha coinvolto 83 uomini tra i 18 e i 35 anni, che non presentavano questa patologia. In tutto 43 ‘cavie umane’ hanno seguito una dieta in stile occidentale, integrata dal consumo giornaliero di 60 g di frutta in guscio al naturale (30 g di noci, 15 g di mandorle e 15 g di nocciole); i restanti 40, identificati come gruppo di controllo, hanno seguito la stessa dieta, escludendo però la frutta secca in guscio per tutta la durata dello studio.

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Foto di Jonny Lindner da Pixabay 

Agricoltura urbana Fuori dal Seminato

Ven, 07/19/2019 - 08:31

Conosciamo l’associazione Fuori dal Seminato nata nel 2015 a Portici (Napoli) per promuovere la creazione di orti urbani e l’educazione ambientale e alimentare.

“Attraverso gli orti ci impegniamo a moltiplicare spazi verdi in città e nelle scuole con funzioni allo stesso tempo educative e ricreative e promuoviamo lo scambio di buone pratiche all’insegna della Permacultura e di principi equità e inclusione.”

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http://www.fuoridalseminato.org/

Brutti, sporchi e cattivi: puntata 4

Ven, 07/19/2019 - 08:23

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Una nuova puntata ogni giorno!

Tutto quello che (non) volete sapere sull’uso che Faceapp fa delle vostre foto

Ven, 07/19/2019 - 08:00

Dietro la popolare app che invecchia il viso c’è una società russa, con server negli Usa e poche informazioni su come userà i dati. La privacy non rispetta il Gdpr

Dal vip al vicino di casa, sembra che la tentazione di condividere un nostro selfie con il filtro “nonno” sia irresistibile. Sui social network è montata in pochi giorni la Faceapp Challenge, complici le nuove funzioni di Faceapp, un’applicazione per modificare i tratti del viso, tornata alla ribalta per via del filtro che invecchia. L’intelligenza artificiale modifica i tratti del volto in modo sorprendentemente naturale. Circa 80 milioni di persone hanno già scaricato il programmino dal debutto a gennaio 2017.

L’uso che Faceapp fa di dati e foto, però, non è chiaro e i documenti ufficiali, sulla privacy e sulle condizioni d’uso, lasciano molti punti interrogativi.

Dove vanno a finire le foto

Quando elaborate un selfie con Faceapp, questo passa dai server dell’azienda, la russa Wireless Lab OOO, sede a San Pietroburgo. “Per generare questi filtri, come la faccia che invecchia, si usano reti neurali generative avversarie, che devono girare su computer potenti”, commenta a Wired Luca Sambucci, esperto di Eset, società di sicurezza informatica. La potenza di calcolo di uno smartphone, insomma, non basta. La prova del nove? “Se sei in modalità aereo, la app non funziona e ti segnala di collegarti a internet. Dimostra che l’immagine va sul loro server”, prosegue Sambucci.

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I Beatles non sono mai esistiti

Ven, 07/19/2019 - 07:00

Il 13 febbraio scorso mi arriva un messaggio da mia figlia Rosa, 14 anni, beatlesiana militante: “Segnati questo film. Dobbiamo vederlo”. Annesso il link che annuncia il nuovo film di Danny Boyle, “Yesterday”, basato sull’idea che all’improvviso il mondo perde qualsiasi ricordo o conoscenza della presenza dei Beatles sul nostro pianeta. Il regista di Trainspotting grazie a una sceneggiatura di Richard Curtis immagina una commedia in cui un aspirante musicista in seguito a un incidente in bicicletta scopre di essere l’unica persona che conosce i favolosi quattro musicisti. Occasione ghiotta per diventare una rockstar che lancia inediti hit come “Hey Jude” e “Let it be”.

Al lancio dei trailer chi ha capelli bianchi si ricorda subito di Massimo Troisi che in “Non ci resta che piangere” – vicenda di due contemporanei italiani (per i più giovani l’altro era Benigni) che finiscono nel Rinascimento – canta a cappella Yesterday per poter conquistare Amanda Sandrelli. 

Ho regalato a mia figlia un viaggio promozione a Liverpool e quindi senza dover aspettare l’uscita italiana nel prossimo settembre abbiamo visto “Yesterday” dove tutto ebbe origine. 

Dopo la visita sui luoghi beatlesiani mattina e pomeriggio, alle 18 abbiamo proseguito il nostro tour al multiplex Odeon nel centro della città dove in una delle 12 sale la multiprogrammazione offriva il film da noi agognato. 

Molti i genitori con figli in sala per un buon numero di spettatori. Per me e mia figlia un cineturismo intenso e mai vissuto. La mattina in visita ai luoghi beatlesiani che appaiono anche nel film. 

Ho trovato gli attori bravi, intrecci e soluzioni indovinate grazie a una buona sceneggiatura, la rielaborazione musicale di valore per grande spettacolo in un film inglese godibile e spassoso che, grazie al marchio Beatles, ancora oggi molto attuale dovrebbe conquistare un pubblico globale trasversale alle generazioni. 

Sergio Fabi, dopo aver visto il film in anteprima alla kermesse per esercenti a Riccione, ha scritto su “Cinemotore” che non si tratta di un film musicale ma di  “una commedia con tanta musica e molto sentimento con tante trovate molto divertenti e tra i camei anche un Ed Sheeran perfetto”. Non sono convinto del primo giudizio ma sicuramente condivido tutto il resto. 

Reduce del viaggio non ho resistito alla curiosità di leggere le riflessioni di Rosa nel suo diario dove ho trovato scritto: “Yesterday è un viaggio nella musica attraverso l’amore. Pur se l’ho visto in inglese, la storia si segue bene anche come racconto per immagini. Molto bravo l’attore protagonista Himesh Patel, credibile nelle interpretazione delle canzoni dei Beatles. Il film fa comprendere anche quanto è fantastica ma anche complicata la vita di una rockstar”.

Magari a fine settembre, tornati dalle  vacanze, prendete in considerazione di vedere “Yesterday” con i vostri figli per poter risentire i Beatles insieme. 

I sacchetti biodegradabili sono un flop totale?

Ven, 07/19/2019 - 07:00

Dopo lo scandalo dei sacchetti biodegrabili fuorilegge, arrivano seri dubbi anche su quelli certificati. Uno studio dell’Università di Plymouth, in Inghilterra, apparso su Environmental Science & Technology di ACS, mostra che le borse biodegradabili non si degradano più velocemente del normale polietilene (la plastica tradizionale).

Sono circa 100 miliardi le buste di plastica che entrano nel mercato dell’Unione Europea ogni anno, secondo dati della stessa Commissione. Molti di questi finiscono trasportati dal vento in laghi o oceani, contribuendo a danneggiare animali ed ecosistemi. Per questo, come sappiamo, sono state introdotte, e rese obbligatorie, le plastiche compostabili e oxo-biodegradabili: queste ultime contengono additivi pro-ossidanti per accelerare il processo di degradazione, mentre è compostabile la plastica che – grazie alla biodegradabilità dei materiali organici – si degrada in compost.
Ma prima di introdurle nessun test ha valutato la loro reale efficacia nel lungo periodo.

Ci hanno pensato adesso i ricercatori britannici, che hanno messo sacchetti di plastica etichettati come biodegradabili, oxo-biodegradabili o compostabili, così come i tradizionali sacchi in polietilene, all’aperto, seppelliti nel terreno o immersi nell’acqua di mare. A parte l’ambiente marino, che ha degradato il sacchetto compostabile in 3 mesi, frammenti o campioni interi di ciascun tipo di borsa sono riemersi intatti o quasi dopo 27 mesi. Dopo 3 anni nel suolo, le borse convenzionali, proprio come quelle biodegradabili e oxo-biodegradabili, potevano ancora trasportare circa 5 chili di spesa. I ricercatori hanno concluso che nessuno di questi sacchi si è deteriorato in modo affidabile in tutti gli ambienti entro 3 anni e che i sacchetti biodegradabili non si sono deteriorati costantemente più velocemente del polietilene convenzionale.

Un recente studio italiano, tra l’altro, aveva mostrato che anche quando i sacchetti bio si decompongono, rilasciano nel terreno sostanze tossiche per le piante, causando anomalie e ritardi nella crescita, intaccando soprattutto le radici. Lo studio condotto dall’Università di Pisa, e pubblicato su ‘Ecological Indicators’, ha esaminato l’impatto sulla germinazione delle piante delle tradizionali shopper non-biodegradabili realizzate con polietilene ad alta densità (Hdpe) e di quelle di nuova generazione, biodegradabili e compostabili, realizzate con una miscela di polimeri a base di amido. Esaminando gli effetti fitotossici della soluzione acquosa che si forma in seguito all’esposizione delle buste alla pioggia, è emerso che entrambe le tipologie rilasciano in acqua sostanze chimiche fitotossiche che interferiscono nella germinazione dei semi.

Instagram rimuove il numero di Mi Piace: è ufficiale

Gio, 07/18/2019 - 21:00

La decisione era nell’aria da tempo anche se la società di proprietà di Facebook aveva preso tempo. Instagram ha rimosso ufficialmente il numero di Mi Piace dai post nella versione mobile (rimangono, per il momento nella versione desktop). L’aggiornamento è lato server e quindi sarà applicato a tutti gli utenti nel corso delle prossime settimane a iniziare da queste ore (è quindi possibile per alcuni utenti riuscire ancora a vedere il numero di Mi Piace anche tramite l’app).

Si tratta di una decisione “pesante” per alcune tipologie di utenti che potranno mostrare direttamente il successo di un post. La società, nella versione di prova, aveva scritto “vogliamo che i tuoi follower si concentrino su ciò che condividi, non sul numero di like che il tuo post ottiene. Durante questo test, solo la persona che ha condiviso il post vedrà il numero totale di Mi piace”.

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Stop alle vendita degli oggetti monouso, anche il Vaticano diventa plastic free

Gio, 07/18/2019 - 17:00

Oltretevere hanno raggiunto un alto grado di riciclo: il 55 per cento dei rifiuti viene infatti differenziato, con l’obiettivo di arrivare al 70-75 per cento in tre anni

È il più piccolo stato sovrano del mondo sia per popolazione (circa 600 abitanti) sia per estensione territoriale (0,44 km²). E ha deciso, forte soprattutto della spinta che viene dall’enciclica “verde” Laudato Sì, di diventare entro fine anno completamente plastic free. La Città del Vaticano ha infatti disposto lo stop alla vendita della plastica monouso. Insieme, dopo aver raggiunto un alto grado di riciclo – il 55 per cento dei rifiuti viene differenziato – si pone l’obiettivo di arrivare al 70-75 per cento nel giro di tre anni.

Una piccola isola verde nel cuore di Roma, il Vaticano. Se giri per le sue strade non trovi per terra un pezzo di carta, nulla. Ci sono alcuni cassonetti della spazzatura, ma sempre puliti e nascosti nelle nicchie laterali. In sostanza, ci sono ma non li vedi.

Racconta il responsabile del Servizio giardini e nettezza urbana, Rafael Ignacio Tornini: “Nel 2016 è stata creata un’isola ecologica che ormai chiamiamo eco-centro, nel 2018 è stata rafforzata con lavori di ristrutturazione”. 

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“Potete pure tornare nei Paesi fallimentari da cui siete venute”. La camera condanna Trump

Gio, 07/18/2019 - 16:00

La Camera americana a maggioranza democratica approva la risoluzione che condanna i commenti razzisti del presidente Donald Trump contro le deputate progressiste appartenenti a minoranze. Il via libera è arrivato al termine di una seduta convulsa, durante la quale la speaker Nancy Pelosi è stata ripresa dai colleghi per aver violato le regole vigenti, che vietano di definire il presidente razzista o dire dichiarare razzisti i suoi commenti. La risoluzione è stata approvata con 240 voti a favore e 187 contrari. Ai democratici compatti che hanno votato a favore si sono uniti quattro repubblicani e un indipendente. (Fonte: La Camera americana condanna commenti razzisti di TrumpANSA.IT) 

Dalla stampa nazionale:

USA, LA CAMERA CONDANNA I COMMENTI RAZZISTI DEL PRESIDENTE TRUMP. “Potete pure tornare nei Paesi fallimentari da cui siete venute“. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si rivolgeva a quattro neopedutate democratiche.

Ora, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che condanna i “commenti razzisti” del presidente, perché “hanno legittimato e aumentato la paura e l’odio dei nuovi americani e della gente di colore“.

Lo scorso lunedì, Trump aveva detto ai giornalisti: “Queste socialiste odiano gli Stati Uniti. Se ne possono pure tornare dai Paesi fallimentari da cui sono venute“. Poi, ieri, aveva aggiunto su Twitter: “Le deputate democratiche hanno vomitato alcune delle cose più vili, piene di odio e disgustose mai dette da un politico nella Camera o al Senato eppure hanno ancora libero accesso e un grande abbraccio dal partito democratico. Io non sono un razzista. Non c’è un singolo osso del mio corpo che sia razzista“.

Puntuale è arrivata anche la riposta delle quattro deputate prese in causa. Come riporta il Corriere della Sera, Alexandria Ocasio-Cortez ha ribattuto: “Questo Paese appartiene a tutti. Non ce ne andremo: non si lasciano le cose che si amano“. Ilhan Omar, invece, ha accusato Trump di razzismo e Rashida Tlaib di andare contro la Costituzione, specificando che “non ci faremo distrarre”. Infine, Ayanna Pressley ha precisato: “Non siamo solo quattro: stanno con noi tutte le persone che vogliono costruire un mondo più giusto“. Continua a leggere (Fonte: ILGIORNALE.IT di Francesca Bernasconi)

  • ELEZIONI USA 2020, POPOLARITÀ TRUMP IN ALZA NEI SONDAGGI. La strada per la rielezione di Donald Trump è stretta ma reale. Aiutato dal boom economico, il presidente ha visto salire il suo indice di approvazione al livello più alto della sua presidenza: dal 39% di aprile al 44% di luglio, secondo un sondaggio di Washington Post-Abc News realizzato alla fine del mese scorso, durante il G20 giapponese.

Tra gli elettori registrati, la percentuale passa dal 42% al 47%. A disapprovare il suo operato è ancora la maggioranza: il 53%, ma tra gli elettori registrati la percentuale scende al 50%. A spingerlo è soprattutto l’ottimo stato di salute dell’economia, l’unico terreno su cui supera il 50% (51%). Su altri temi rilevanti ha solo la minoranza: dall’immigrazione (40%) alla sanità (38%), dalla politica estera (40%) alle questioni che preoccupano le donne, aborto compreso (32%). Non a caso gli uomini preferiscono nettamente il magnate, mentre le donne sostengono i principali candidati democratici. Più di sei americani su 10 ritengono inoltre che abbia agito in modo non presidenziale da quando si è insediato.

In un ipotetico duello elettorale, Trump è in vantaggio su tutti i maggiori rivali democratici, tranne Joe Biden, che lo distacca di 10 punti: 53% contro il 43%. Ma non è un divario incolmabile e il tycoon dà il meglio negli scontri diretti. Continua a leggere (Fonte: LAREGIONE.CH)

  • LE MIGRAZIONI DI IERI E DI OGGI, IL RAZZISMO DI TRUMP E L’IPOCRISIA SOVRANISTA CHE CI FA TORNARE SCIMMIE. (…) Bene: nei giorni scorsi il presidente americano Trump ha invitato alcune deputate statunitensi, cittadine americane, ma non proprio bianche e bionde come lui, a tornare nel loro paese d’origine. Perché se vogliono difendere i diritti degli immigrati, lo facciano a casa loro. Le quattro deputate si chiamano Alexandria Ocasio Cortez, Rashida Tlaib, Ayanna Presley e Ilhian Omar.

La cosa è buffa però, perché anche Trump, seppur bianco e biondo, è di origine straniera. E negli Stati Uniti gli americani-americani sono solo gli indiani, sterminati a milioni e adesso ridotti a poca cosa. Tutti gli altri sono immigrati di prima, seconda, terza, quarta o quinta generazione. Negli Usa ormai si parla più spagnolo che inglese. Oppure una via di mezzo che chiamano spainglish…  Lo stesso Donald Trump è di origini tedesche. Suo nonno, arrivato in America su un”barcone”, come migliaia e migliaia di italiani, si chiamava Drumpf, che in effetti è poco americano come cognome, e scappò negli Usa per evitare di arruolarsi, quindi per disertare la leva. Era dunque un ricercato come il garibaldino chiusino Rizieri o il “terrorista mazziniano” Charles Di Rudio citati anche loro nello spettacolo di cui sopra… Un  immigrato irregolare, insomma. Ma l’America è un grande Paese. Offre a tutti una possibilità. Tanto che l’immigrato di terza generazione Donald Trump non solo ha fatto milioni a palate, ma è diventato presidente degli Stati Uniti. Così come Kennedy e Obama anche loro di origine non proprio statunitense.

E Trump vuole alzare, allungare e potenziare il muro al confine con il Messico. Vuole dare la caccia agli immigrati. E vuole rispedire nel proprio paese d’origine Alexandria Ocasio Cortez e le altre sue 3 colleghe nere o diversamente bianche, perché colpevoli di difendere i diritti degli immigrati, di voler permettere ad altre famiglie di avere le stesse opportunità di cui ha goduto la famiglia di Donald Trump. E Donald Trump stesso.

Le deputate in questione sono tutte nate negli Stati Uniti. Come Trump. E sono tutte di origini straniere. Come Trump. Ma per Trump e i suoi elettori  le 4 deputate hanno ancora un “paese d’origine” in cui dovrebbero tornare. Trump no. Lui è americano. E come usa dire: Gli americani prima di tutto! Continua a leggere (Fonte: PRIMAPAGINACHIUSI.IT di Bruno Patierno)

Carola Rackete è stata scagionata: “La situazione è chiara. Il porto più vicino era Lampedusa”

Gio, 07/18/2019 - 15:59
Fonte: LAREPUBBLICA

Dalla stampa nazionale:

CAROLA RACKETE INTERROGATA DAI GIUDICI: “SALVINI? NULLA DA DIRE”

“Sono stata molto contenta di avere avuto l’opportunità di spiegare tutti i dettagli del salvataggio del 12 giugno. Spero che la nuova Commissione europea faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni”. Lo ha detto l’ex capitana della “Sea Watch3“, all’uscita dal palazzo di giustizia di Agrigento dove è stata interrogata dai pm. All’uscita le è stato chiesto un commento su Salvini: “Non ho nulla da dire”, ha risposto.

“Spero che la Commissione europea dopo l’elezione del nuovo Parlamento faccia il meglio possibile per evitare queste situazioni e che tutti i Paesi accettino le persone salvate dalle flotte di navi civili”, ha aggiunto la giovane tedesca che è stata ascoltata per quasi quattro ore dai magistrati di Agrigento. Rackete è stata sentita nell’ambito del primo fascicolo di inchiesta aperto a suo carico: quello in cui viene ipotizzato il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la disobbedienza a nave da guerra.

Rackete, all’uscita dal Palazzo di giustizia di Agrigento, è stata accolta una applausi e slogan, come “Brava Carola, brava”, da attivisti che per tutta la mattinata hanno atteso, lungo via Mazzini, l’uscita della giovane tedesca. Continua a leggere (Fonte: TGCOM24)

  • MIGRANTI IN CALO MA “SBARCHI FANTASMA” IN AUMENTO, ECCO IL VERO PROBLEMA

Fonti ufficiali del Ministero degli Interni riportano i seguenti dati a proposito dei migranti sbarcati in Italia: 85.207 sbarchi nel 2017, 16.935 nel 2018, e 3.073 nel 2019. A scanso di equivoci, al di là delle strumentalizzazioni politiche e della distanza, legittima, tra la realtà dei fatti e la percezione dei cittadini, il calo degli sbarchi in Italia è incontestabile. In particolare a Lampedusa, si è passati dagli 11000 del 2017 ai 3900 del 2018 ma oggi, a inizio estate, nel 2019 sono già 1084, segno evidente che “i porti chiusi” pubblicizzati dall’attuale governo non sono affatto chiusi.

L’audizione in commissione antimafia portata dal procuratore della Repubblica di Agrigento dott. Patronaggio mette sul banco fatti molto distanti dalla narrazione della propaganda di Salvini. Se è vero che gli sbarchi registrati nella provincia di Agrigento, in particolare a Lampedusa, sono crollati, il procuratore mostra preoccupazione per i cosiddetti sbarchi fantasma: imbarcazioni di piccole dimensioni, che giungono soprattutto dalla Tunisia, non dalla Libia, con a bordo poche decine di persone, delle quali si sa poco o nulla. Sugli “sbarchi fantasma” a inizio anno il Sole 24 Ore scriveva che ogni anno arrivano in Italia fra le 3.500 e le 5.000 persone, ma in realtà quanti siano nessuno lo sa esattamente, i dati in possesso non sono certi.

Persone che sbarcano senza che si sappia chi sono, cosa portano con sé e dove sono dirette, perché i riflettori sono tutti puntati sulle Ong, responsabili di trarre in salvo e accompagnare soltanto il 10% dei migranti che giungono in Italia. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Stela Xhunga)

Perché non ci parliamo più? La paralisi del linguaggio (e delle emozioni) ai tempi di WhatsApp

Gio, 07/18/2019 - 12:15

Oggi comunichiamo solo tramite sms, WhatsApp e note vocali. E non parliamo più. I dialoghi, anche quelli più profondi e importanti, avvengono incredibilmente perlopiù in forma scritta. Tramite codici che corrispondono a parole. Col risultato, però, che il linguaggio si è appiattito, il nostro vocabolario impoverito e il modo di esprimere i nostri sentimenti gravemente limitato. E che noi umani ci capiamo sempre meno

Nel giorno della morte di Andrea Camilleri, ho letto una frase che mi ha colpito. Questa: “Gli innamorati non perdono tempo a scrivere ‘ti voglio bene’, mandano una sigla, tvb. E se si vuole far partecipi gli amici di un dolore o di una gioia, basta inviare loro il disegnino che mostra un faccino triste o sorridente. L’omologazione assoluta. Spero che i poeti, gli scrittori, gli artisti, gli scienziati continuino a scrivere lunghe lettere agli amici, ai colleghi, alle loro donne. Altrimenti i nostri posteri non capiranno nulla dei nostri sentimenti, di com’eravamo” (da Segnali di fumo).

Mi ha fatto venire in mente una cosa. E cioè che oggi dai 13-18enni, nati tra il 2006 e il 2001, ai 35-40enni nati tra il 1984 e il 1980 c’è un’intera generazione che comunica in larghissima parte non più con le parole ma tramite una serie di codici che digita su una tastiera e che corrispondono a parole. Non più parlate, ma scritte. Quasi esclusivamente scritte.

Non più parole scritte per intero, non più concetti argomentati, ma la loro sterilizzazione. Col risultato che il linguaggio di tutti si è appiattito in modo considerevole, il nostro vocabolario fortemente impoverito e il modo di esprimere i nostri sentimenti gravemente limitato. Di lì una serie di abbreviazioni, stravolgimenti e forzature. Tutte in nome della brevità e della sintesi estrema, che spesso sfocia in privazione del significato stesso di ciò che scriviamo o, peggio, nel totale stravolgimento di ciò che intendiamo.

E quindi giù di incomprensioni che da lì scaturiscono, visto e considerato che chi legge non interpreta quella stessa serie di codici così come noi magari li interpretiamo. È la crisi della comunicazione allo stato brado.

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