Compagnia Teatrale Fo Rame - C.T.F.R.

In questa sezione trovate tutti gli spettacoli e gli eventi culturali organizzati o promossi dalla Compagnia Teatrale Fo Rame. Gli eventi a cui partecipano i nostri attori e le date dei prossimi spettacoli teatrali. Ma anche gli spettacoli e gli eventi delle compagnie teatrali che da sempre collaborano con noi! Clicca qui per maggiori informazioni sulla C.T.F.R.

A Dicembre si terrà a Nuoro il Convegno ORALITA' NARRATIVA, CULTURA POPOLARE E ARTE: GRAZIA DELEDDA E DARIO FO

Il 10 e l'11 dicembre a Nuoro presso l'Auditorium Giovanni Lilliu si terrà il Convegno ORALITA' NARRATIVA, CULTURA POPOLARE E ARTE: GRAZIA DELEDDA E DARIO FO a cura della Professoressa Cristina Lavinio. L'evento si svolge all'interno della manifestazione "Il Nobel incontra i Nobel: Grazia Deledda incontra Dario Fo" promossa dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Parteciperanno alle giornate di studio numerosi Professori ed Esperti tra cui Mario Pirovano e Maria Teresa Pizza della Compagnia Teatrale Fo Rame, e Rosanna Brusegan amica di lunga data di Dario e Franca.

Per info www.graziadeledda.dariofo.it - #DeleddaFo

NUORO: Mario Pirovano porta in scena Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame in occasione dei 50 anni dalla prima

Sabato 10 novembre alle ore 21,00 al Teatro Eliseo Nuoro (TEN), la Compagnia Teatrale Fo Rame, nell’ambito della rassegna “Il Nobel incontra i Nobel – Grazia Deledda incontra Dario Fo” promossa dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico, porta in scena lo spettacolo Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame in occasione dei cinquant’anni dalla prima, che ricorrono a metà del 2019.
Mario Pirovano, attore della Compagnia Teatrale Fo Rame dal 1983, reciterà i monologhi originari di Mistero Buffo arricchendo la performance con alcuni dei pezzi che hanno reso lo spettacolo famoso in tutto il mondo. 

“Sono felice di tornare in Sardegna” racconta Pirovano. “L’ultima volta nell’Isola fu a Macomer, dove fummo chiamati a portare in scena Mistero Buffo da una Cooperativa di operai, a riprova del fatto che il punto centrale dell'opera è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare, e dell’esigenza di una ribellione”. Mistero Buffo, recitato in una lingua reinventata, una miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica detta grammelot, è uno spettacolo irriverente e portato all'eccesso, che si richiama alle rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie.
“Venne eseguito per la prima volta il 30 maggio del 1969” spiega Pirovano “all’Università Statale di Milano, in piena occupazione studentesca. Erano gli anni della rivolta, lo spirito quello del Sessantotto: fu lì che Dario trovò l’occasione giusta per rappresentare un lavoro frutto di anni di ricerche, di appunti, di approfondimenti. Evocava altro, di rivolte contadine e di giullari, ma parlava al presente, ai giovani e al loro futuro: e destava con una scossa tellurica le nostre coscienze”.

Pirovano scopre Dario Fo e Franca Rame quasi per caso. “Vivevo a Londra” dice “e non mi occupavo di teatro. Quando li sentii per la prima volta andai in camerino, volli conoscerli. Nella lingua, nei gesti, nei personaggi e nelle storie popolari del Mistero Buffo a cui avevo assistito, ritrovavo le atmosfere e le situazioni della mia infanzia contadina. Da allora non li lasciai più. Vissi pure con loro, per dieci anni”.

“Il punto centrale dell'opera che portiamo in scena a Nuoro “ continua Pirovano “è costituito dalla presa di coscienza dell'esistenza di una cultura popolare che è stata sempre, secondo Fo, posta in piano subalterno rispetto alla cultura ufficiale. E’ questo uno dei numerosi punti di contatto tra Fo e Grazia Deledda. Entrambi gli autori invitano a questa scoperta, che diventa di stretta attualità nella misura in cui oggi l’uomo non è più consapevole, delle proprie radici, della propria identità e dei propri diritti.
Diceva Dario: In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Un messaggio più che mai attuale”.

“Siamo felici di aver messo due anticonformisti come Grazia Deledda e Dario Fo a confronto”, - dice Giuseppe Matteo Pirisi, il presidente dell’Isre, l’istituto che ha organizzato l’evento e che a Nuoro gestisce la Casa-Museo che diede i natali alla Deledda. “Era il 1997” prosegue Pirisi “quando l'attribuzione del Premio Nobel a Fo provocò un terremoto. Il premio a un uomo che incarnava l'ostilità a ogni forma di potere dava fastidio. Lo stesso terremoto che avvenne nel 1926, quando Grazia Deledda vinse il prestigioso riconoscimento. Perché entrambe le decisioni imponevano una presa di coscienza del peso mondiale assunto da due artisti, troppo spesso messi ai margini dalla cultura ufficiale, eppure due giganti”.

PREVENDITA E BIGLIETTI
BoxOffice.Sardegna https://www.boxol.it/it/event/teatro-eliseo-nuoro/262674
NON SOLO MUSICA - Via La Marmora 143, Nuoro

Per maggiori informazioni www.graziadeledda.dariofo.it

Mario Pirovano porta in scena Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame, 50 anni di un capolavoro teatrale. Una Produzione C.T.F.R.

Compagnia Teatrale Fo Rame
presenta
 

MISTERO BUFFO

50 anni di un capolavoro teatrale 

Lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame
che ha cambiato la storia del teatro italiano
interpretato da Mario Pirovano

 

 

1969-2019 | Nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, occupata da oltre 2000 studenti, entrò il 30 maggio 1969 Dario Fo per presentare in anteprima assoluta il suo Mistero Buffo.
Fu l’inizio di un percorso che attrasse subito centinaia di migliaia di persone, la maggior parte delle quali non frequentavano il teatro nei circuiti classici e convenzionali.
Riproposto dal 1969 ad oggi in oltre 5000 allestimenti, in Italia e all'estero, nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche, nei teatri, e anche nelle chiese!
Arricchito di volta in volta da nuove e diverse giullarate, Mistero Buffo è uno straordinario impasto comico-drammatico le cui radici affondano nel teatro popolare, quello delle sacre rappresentazioni medievali (chiamate misteri), dei giullari e della commedia dell'arte. Per anni Dario Fo, insieme a Franca Rame, ha raccolto documenti di teatro popolare di varie regioni italiane e li ha ricostruiti in questo spettacolo dal sapore ironico e profetico che diverte, stimola, affascina, ed ha la capacità di coinvolgere anche le più giovani generazioni. Le giullarate, infatti, affrontano tematiche sempre attuali: il potere, l’ingiustizia, la fame, la ribellione, la ricerca di una vita degna da condividere gioiosamente.
La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione.
Si tratta di un monologo senza scenario, senza musica, senza costumi, che sollecita l’immaginazione e la partecipazione degli spettatori al punto da rendere quasi visibile, sulla scena, una molteplicità di personaggi, di oggetti e di luoghi.
Il carattere di questa recitazione ci riporta di colpo alle origini della tradizione orale, della narrazione pura che trova la sua forza nella ricchezza del racconto e nella mimica dell’attore.
E’ questo carattere che ha influenzato le generazioni teatrali successive a Fo, e in particolare il suo diretto allievo Mario Pirovano, che oggi si impegna a portare nei teatri di tutto il mondo i testi di Dario Fo e Franca Rame.

Numerosi sono i monologhi che Dario Fo e Franca Rame hanno portato in scena nelle varie edizioni di Mistero Buffo.
Oggi, per festeggiare i primi 50 anni di questo spettacolo che ha segnato la storia del teatro, vogliamo riproporre quei pezzi che lo hanno reso famoso in tutto il mondo,
tra cui alcune delle giullarate che vennero portate in scena durante le primissime rappresentazioni.

LA NASCITA DEL GIULLARE
Il testo, ispirato a due racconti medievali, è la descrizione di una trasformazione: dalla condizione umana di sottomesso a quella di protagonista. Il contadino diventa giullare trovando la forza di raccontare sofferenze e ingiustizie non con autocommiserazione ma con l’arma potente della satira e dell’ironia. Ad incitarlo in questo ribaltamento è stato lo stesso Gesù Cristo, che vuole tutti liberi, consapevoli della propria forza e dell’importanza dell’agire collettivo per diventare padroni del proprio destino.
LA FAME DELLO ZANNI
Il protagonista di questo racconto è lo Zanni, un contadino del Cinquecento senza lavoro, che vive nelle valli di Bergamo e Brescia: una delle maschere più famose della Commedia dell’Arte. Con contorsioni e sproloqui da funambolo, lo Zanni ci descrive l’incubo suscitato dalla mancanza di cibo. La sua è una fame atavica, provocata da guerre e sconvolgimenti economici, ma ci appare ancora spaventosamente attuale.
IL PRIMO MIRACOLO DI GESU’ BAMBINO
E’ il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi che descrive come il piccolo Gesù, per farsi accettare dagli altri bambini, realizza un miracolo stupefacente: fa volare gli uccellini di argilla che essi hanno fatto con le loro mani. Quando il figlio dell’uomo più ricco della città interviene a distruggere questi giochi, il piccolo Gesù reagisce in modo infantile ma tremendo a questa prepotenza.
IL MIRACOLO DI LAZZARO
E’ questa la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo. La drammaticità del momento s’intreccia alla comicità delle diverse situazioni e dei molteplici personaggi, dal guardiano del camposanto al venditore di sardine, dal distributore di sedie allo scommettitore... La voce dell’attore dà vita a tutti questi spettatori curiosi, venuti per assistere all’eccezionale evento.
LE NOZZE DI CANA
Due sono i personaggi che conducono questa rappresentazione: l’ubriaco e l’angelo. L’angelo vorrebbe presentare secondo i canoni tradizionali il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino; l’ubriaco vuole a sua volta raccontare l’evento come lo ha vissuto di persona, e riesce ad imporre il suo punto di vista. Il racconto è l’esaltazione dell’umana gioia di vivere e della condivisione che lo stesso Gesù generosamente sollecita.
GRAMMELOT DELL’AVVOCATO INGLESE
L'avvocato si trova a difendere un giovane, non nuovo ad atti di violenza carnale, che è stato accusato di stupro. Egli dimostrerà, attraverso gesti allusivi e un linguaggio di parole-non parole, la totale innocenza del suo cliente, presentandolo come timido e dedito soltanto agli studi; sosterrà che è stata la ragazza a provocare il giovane con la propria seduttiva bellezza e che comunque lei è stata del tutto consenziente!
BONIFACIO VIII
Questo monologo racconta del Papa che Dante ha condannato all’inferno ancora prima che morisse. Bonifacio, abbigliato con paramenti sacri di grande magnificenza, parte in processione insieme a frati e cardinali, ma incontra un’altra processione, quella di povera gente guidata da Cristo in persona. La giullarata ci presenta il pontefice prima nel rito quotidiano della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù: classico anacronismo medievale, teso a sottolineare l’immensa differenza fra i due.

MARIO PIROVANO
UN ATTORE CON DELLE REFERENZE D’AUTORE

Mario Pirovano è un autodidatta di grandi qualità espressive.
Per anni è stato ad ascoltare le mie esibizioni, ha seguito le lezioni e le dimostrazioni che davo ai giovani attori.
Alla fine ha assimilato come un’ idrovora tutti i trucchi e la “sapienza” del mestiere al punto da poter arrivare ad esibirsi da solo con grande successo.
Personalmente ho assistito ad una sua esibizione nell’ Università di Firenze, facoltà di lettere.
L’ ho trovato eccezionale. Soprattutto non mi faceva il verso, non mi imitava.
Dimostrava una propria carica del tutto personale, una grinta di fabulatore di grande talento.

(Dario Fo, Firenze, giugno 1991)

Mario Pirovano nasce nel 1950 e trascorre la sua infanzia e adolescenza in campagna a Pregnana Milanese.
Nella prima metà degli anni settanta si trasferisce a Londra, dove continua a svolgere i più diversi lavori finché nel 1983 incontra Dario Fo e Franca Rame.

“Vivevo a Londra da quasi dieci anni. Una sera sono andato al teatro ‘Riverside Studios’ per assistere a Mistero Buffo: fu una folgorazione. Nella lingua, nei gesti, nei personaggi e nelle storie popolari di quell’opera io ritrovavo le atmosfere e le situazioni della mia infanzia contadina. Nella denuncia dell’ingiustizia, nella voglia di riscatto e nell’ironia mi sono riconosciuto subito completamente, consapevole del valore sociale oltre che artistico del testo. Sono tornato ogni sera a teatro per rivedere lo spettacolo e conoscere, finalmente, Dario Fo e Franca Rame”.

Nello stesso anno entra stabilmente nella loro compagnia dove svolge le mansioni di traduttore, comparsa, aiuto elettricista, aiuto macchinista, responsabile della diffusione del materiale editoriale, direttore di scena, assistente alla regia, seguendo i due attori anche nelle tournée internazionali. Viene così a trovarsi in una posizione privilegiata, come un artista che apprende direttamente il mestiere in una bottega del Rinascimento: dalla scrittura dei testi alla prima lettura con gli attori, alle prove sul palcoscenico, ai continui cambiamenti dell’opera nel suo divenire. Nel 1991 Pirovano arriva a esibirsi lui stesso da solo sulla scena proprio con il Mistero Buffo, di cui ormai conosce ogni segreto.

Per leggere alcune recensioni sul Mistero Buffo interpretato da Mario Pirovano: http://mariopirovano.it/new_site/teatro/recensioni/mistero-buffo
 

 

Gestisci un teatro, organizzi un festival culturale, sei un professore? 
Vuoi invitare Mario Pirovano a mettere in scena Mistero Buffo
nella sua versione originale nel tuo teatro, nella piazza della tua città, nella tua scuola o università? 
Scrivici a info@francarame.it 

COMPAGNIA TEATRALE FO RAME - C.T.F.R. 

 

Giornata dedicata a Dario Fo al "Festival Antirazzista in memoria di Abba" a Milano

Reddito per tutti, Razzismo per nessuno!
Ricordando Dario Fo e il Porrajmos
Festival Antirazzista in memoria di Abba

Un’intera giornata del Festival antirazzista per Abba, l’11 settembre, è dedicata a Dario Fo e al Porrajmos con due appuntamenti.
h. 18.30
Presentazione dei libri “Razza di zingaro” Casa Editrice Chiarelettere di Dario Fo e “Buttati giù zingaro” edito da Associazione UPRE ROMA con l’autore Paolo Cagna Ninchi.
Ricorderemo il tremendo anniversario dell’estensione ai rom e sinti delle leggi razziali con cui iniziarono le deportazioni e gli internamenti degli zingari nell’Italia fascista.
Era l’11 settembre 1940, cominciava così il Porrajmos e l’eccidio di almeno 500mila donne, uomini e bambini.
h. 21.30
Mario Pirovano porterà in scena il monologo “Il miracolo di Gesù bambino” tratto da "Mistero Buffo" di Dario Fo

La Palazzina Liberty a Dario e Franca

Il Comune di Milano ha deciso di intitolare a Dario Fo e Franca Rame la Palazzina Liberty di Parco Vittorio Formentano (ex Parco di Largo Marinai d'Italia).

La Palazzina faceva originariamente parte del Verziere, l'antico mercato. Ormai abbandonata, nel 1974 venne occupata dal Collettivo teatrale la Comune di Dario Fo e Franca Rame che restaurarono l’edificio e ne fecero la loro sede fino al 1980. Spiega l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: «Per anni hanno lavorato per dare una funzione pubblica a questo spazio ed è sembrato naturale intitolarlo a loro».

Il cambio di nome avverrà venerdì 13 ottobre, durante la cerimonia di intitolazione verranno proiettati spezzoni della produzione di Dario Fo e Franca Rame che provengono dagli archivi di famiglia e dalle Teche Rai.

HO VISTO UN FO - Omaggio a Dario Fo al Piccolo Teatro a Milano il 9 ottobre 2017 ore 18.30

Una serata speciale con letture, aneddoti, testimonianze in ricordo di un grande artista nella splendida cornice del Piccolo Teatro di Milano.

Jacopo Fo, figlio di Dario Fo, e Giuseppina Manin, giornalista del Corriere della Sera, ricorderanno l'artista a un anno dalla sua morte, in occasione della pubblicazione del libro di Giuseppina Manin, "Ho visto un Fo". Nel libro, Giuseppina Manin ripercorre la lunga e meravigliosa storia di Dario Fo attraverso ricordi, testimonianze, aneddoti, rari documenti, sogni e visioni.
A un anno dalla morte e a venti dal premio Nobel, Dario Fo torna a vivere in queste pagine con la forza provocatoria e l’allegra impudenza del suo essere giullare, drammaturgo, uomo di cultura e di grande umanità.

Saranno sul palco per un saluto Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, e Luigi Brioschi, presidente della casa editrice Guanda, che ha pubblicato numerosi libri di Dario Fo.
Mario Pirovano e Sara Bellodi leggeranno brani del libro e testi di Dario Fo.

LA SERATA E' GRATUITA FINO A ESAURIMENTO POSTI (circa 400). Per informazioni e prenotazioni: comunicazione@piccoloteatromilano.it

 

I prossimi appuntamenti a Teatro con Marina De Juli - MILANO

MILANO: OMAGGIO A DARIO FO e FRANCA RAME nel ventesimo anno dal Premio Nobel per la Letteratura

Marina De Juli in JOHANNA PADANA a la descovèrta de le Americhe di Dario Fo
adattamento al femminile di Marina De Juli
Sabato 30 settembre ore 17 presso Sesto S. Giovanni – Spazio Arte
Giovedi 5 e Venerdi 6 ottobre ore 21 presso ALTA LUCE TEATRO - Alzaia Naviglio Grande
 

Marina De Juli in TUTTA CASA , LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo 
Sabato 21 e domenica 22 ottobre presso il TEATRO DELLA MEMORIA – MILANO

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile. La serata sarà un ‘occasione per ridere e insieme per riflettere sull’universo di sentimenti ed emozioni della donna d’oggi, stressata dalla vita quotidiana e dai ritmi che è costretta a mantenere, divisa tra casa e lavoro. Con uno sguardo ironico sul sesso ma con lo sguardo sempre rivolto all'impegno sociale. Marina De Juli affronta testi non proprio facili come quelli dei suoi maestri, Dario Fo e Franca Rame: da sola sulla scena, con una scenografia minima riesce sempre a strappare applausi e risate a scena aperta.
 

HANNO SCRITTO:

Teatroteatro.it:
Lo spettacolo è interpretato da una magistrale Marina De Juli, ironica, divertente, che rende onore a Franca Rame, essendo se stessa. Attraverso la sua recitazione scolpisce figure di donne nella loro normalità. Normalità sviscerata, smembrata, con un’interpretazione appassionata. Un’attrice capace di passare con, sembrerebbe, nonchalance da un piano tragico a quello comico il momento dopo, di far riflettere, di conquistare con un gesto, magari studiato per la scena, come quello di spostarsi i capelli al momento giusto. Quasi fosse un atto meditativo, noi donne lo facciamo spesso. Tormentiamo i nostri capelli durante i nostri silenzi. E le parole frenetiche della De Juli arrivano direttamente ai silenzi delle donne. Facendo riflettere con sapiente ironia. Perché si può ridere di gusto, pur meditando sulle proprie macerie. Buttando in faccia la verità a chi non vuole vederla, perché il riso è un’arma contro i bigotti. E Marina De Juli usa quest’arma sulla scena con consapevolezza, essendo al contempo profonda, comica, meditativa. In un’unica parola: brava. Senza riserve. E lo spettacolo da vedere. E rivedere.

L’AltoAdige: Marina De Juli non fa rimpiangere Dario Fo e Franca Rame.…
La De Juli, in tre brani, ha riproposto la maniera di Franca Rame, che è aggressiva, irruente, simile a un torrente di vitalità mettendoci di suo un temperamento focoso, generosissimo e un senso spiccato dell’umorismo. Ne “La Parpaja popola” invece, ha ripreso la tecnica di Fo che accoppia felicemente alla parola una mimica clamorosa, una gestualità prorompente… Quella della De Juli non è stata solo una felice prestazione teatrale ma anche un saggio da saltimbanco vecchia maniera…Uno spettacolo divertentissimo commentato dalle continue risate del pubblico.

La Prealpina: E Marina incanta Arona – L’applauditissima De Juli: Dario e Franca maestri di vita
Appassionata e appassionante, quando calca il palcoscenico. Riesce a tirar fuori dal suo esile corpo un’energia contagiosa che le consente d’affrontare testi non proprio facili come quelli dei suoi maestri, Dario Fo e Franca Rame: da sola sulla scena, con una scenografia minima… ma con quel quid che in sala continuava a strappare applausi e risate a scena aperta.

La cronaca di Piacenza: Comica e grottesca, la donna ...
Uno spettacolo comico-grottesco e allo stesso tempo geniale, sulla condizione della donna. Una finestra aperta sul suo modo di essere malinconica e disperata, maniaca e depressa, complessata e vamp. Una donna come tante donne. Una donna che è mille donne, in cui è facile riconoscersi e di cui è facile sentirsi sorelle.