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le Mostre di Pittura di Dario Fo

Dario Fo: "Fate musica e dipingete per le strade"

dario fo a san marino

Rimini, 12 luglio 2012 - «L'arte non ha alcun significato, se non entra nelle coscienze e nei bisogni della gente». E invece i quadri di Dario Fo, nelle coscienze, ci entrano eccome. La pittura del Premio Nobel, che si potrà ammirare da domani a palazzo Sums a San Marino, nella grande mostra organizzata per lui sul Titano, è se possibile ancora più surreale, onirica e paradigmatica dei suoi spettacoli teatrali. Non è un caso che Dario Fo sia 'nato' pittore (si è diplomato all'Accademia di Brera). E lui stesso ammette che «ancora oggi, quando ho una crisi e non riesco a scrivere i miei spettacoli, li dipingo. Con la pittura tutto diventa più chiaro».

Le oltre 200 opere esposte da domani a San Marino (si parte con la sede a Palazzo Sums, e poi si aggiungeranno altre due spazi espositivi, il Museo San Francesco e il Teatro Titano) sono un affresco satirico e vitale sulla società di oggi, sull'Italia di Oggi. Fo non tralascia nulla: dal governo tecnico di Monti all'ex premier Berlusconi, dall'Italia 'governata' dagli avvocati alle morti bianche sul lavoro, fino agli sbarchi degli immigrati a Lampedusa. Uno dei grandi quadri è intitolato 'il lotto di politici in vendita: un grande mercato dove ci si scambia onorevoli, trasformati allora in bestie'.

La satira è l'elemento dominante, ma i colori delle tele di Dario Fo sono nitidi, pieni di vita. E il Premio Nobel oggi ha voluto illustrare i suoi quadri (molti già ammirati nella mostra a Palazzo Reale a Milano) uno a uno. «Perché l'arte va fatta così. Non basta esporre un quadro. L'arte va raccontata». Il grande attore, apparso in buona forma fisica nonostante l'età e qualche problema di saluta, invita il pubblico sammarinese a essere «non solo spettatore. L'arte deve coinvolgere. Bisogna mettere in atto una rivoluzione espressiva». Da qui l'appello di Fo: «Fate musica, dipingete per le strade, cantate, ballate». Insoma, fate come il grande Dario Fo. Un capolavoro vivente.

Manuel Spadazzi

fonte: ilrestodelcarlino.it