Comunicato stampa

Comunicato Stampa su Voto disgiunto Elezioni 2013

Vorrei precisare che non è corretta la frase riportata a pagina 7 di Repubblica del 22 febbraio:
“…il voto disgiunto sa di inciucio sbilenco”.
Mi hanno avvicinato con un microfono mentre ero circondato dalla folla in Piazza Duomo. Camminavo e parlavo con più persone contemporaneamente.
Ripeto: voterò il Movimento 5 Stelle alla Camera ed al Senato, senza nessun dubbio. Per la Lombardia voterò in modo disgiunto: tracciando una croce sul simbolo del Movimento 5 Stelle e indicando invece la mia preferenza per il candidato governatore Umberto Ambrosoli.

Dario Fo 
22 FEBBRAIO 2013


PICASSO DESNUDO - DARIO FO E FRANCA RAME AL TEATRO DAL VERME - 17 E 19 SETTEMBRE.

 

PICASSO A MILANO. DARIO FO E FRANCA RAME IN SCENA AL TEATRO DAL VERME CON LA LEZIONE-SPETTACOLO “PICASSO DESNUDO”

 

 

L’attesissima mostra di Picasso, che aprirà al pubblico giovedì 20 settembre, sarà anticipata da alcuni eventi straordinari, promossi dall’Assessorato alla Cultura per “preparare” la città all’avvento del grande artista.

Lunedì 17 e mercoledì 19 settembre, alle ore 21.00, il premio Nobel Dario Fo e Franca Rame porteranno sul palcoscenico del Teatro Dal Verme una lezione-spettacolo inedita, dedicata all’indiscusso genio della pittura del Novecento e scritta proprio in occasione della mostra milanese, grazie ad un importante sforzo documentativo nelle biblioteche di varie città italiane. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

 

Dario Fo e Franca Rame porteranno in scena la vita e le opere di Pablo Picasso attraverso un racconto che ne ripercorrerà tutti i periodi: dal rapporto di Picasso con la Commedia dell’Arte, al grande interesse che il pittore catalano nutriva verso l’arte italiana e, in particolare, verso i grandi maestri del Rinascimento, comprese le loro scelte politiche e anche i loro amori. Fo stupirà gli spettatori con una serie di tavole di falsi d’autore tratti dai maggiori capolavori di Picasso e da lui rivisitati con la sua “bottega”.

 

La pittura è un’arte che Dario Fo conosce bene: conclusasi quest’anno la fortunata mostra che ha avuto luogo proprio nello stesso Palazzo Reale che tra poco ospiterà i capolavori picassiani, negli scorsi mesi ha inaugurato due importanti mostre presso Casa Cavazzini di Udine e a San Marino, quest’ultima divisa in tre location (Palazzo SUMS, Teatro Titano e Spazio San Francesco).

 

In concomitanza con lo spettacolo verrà pubblicato un volume – edito da Franco Cosimo Panini - che raccoglie il testo dei dialoghi e delle fabulazioni recitate sul palcoscenico, assieme alle duecento immagini che verranno proiettate durante la lezione.

 

TEATRO DAL VERME – VIA S. GIOVANNI SUL MURO 2 -  TEL 02/87905 www.ipomeriggi.it - INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI


Grazie!!!

Grazie a tutti per gli auguri e la presenza, Franca sta meglio e stasera tornerà a casa, gli esami hanno dato esito negativo e si è trattato solo di un malore, ma vista l'età e la poca salute si è preferito fare tutti gli accertamenti che,ripetiamo, hanno avuto esito negativo: nessun ictus, dunque, come allarmisticamente, forse un po' troppo, hanno scritto i giornali in questi giorni.
Franca, Dario, Jacopo sono commossi da tanta partecipazione, sapere che c'è così tanta gente che ci vuole bene fa senz'altro bene alla salute di tutti! Grazie!!!!


Jacopo Fo presenta il suo nuovo spettacolo "Impossibile ma vero!"

impossibile ma vero Jacopo Fo

 

Non è in crisi solo l'economia. E' il nostro sistema ad essere in crisi. E non per colpa di un complotto di malvagi ma a causa di una serie di falsi e censure che stanno alla base del nostro modo di vedere il mondo.
 

Ogni giorno succedono cose impossibili. Ma i media non ne parlano.
 

Questo spettacolo teatrale rischia di cambiarti il punto di vista sul mondo... Rischia anche di migliorare in modo esagerato la tua salute fisica e mentale.

www.jacopofo.com


Dario Fo: "La Villa Reale è anche mia"

Dario Fo, sollecitato dal Comitato "La Villa Reale è anche mia" interviene sulla questione del complesso monzese e critica la scelta di Regione e Comune di metterla nelle mani di un privato

"Ho assistito alla messa in scena della consegna della chiave della Villa Reale per i ministeri del nord a Pontida e mi è sembrato di assistere a una commedia grottesca, a un vero e proprio sfottò. Risulta evidente che, di fatto, non c’è alcun interesse a salvaguardare la Villa, la sua memoria storica – anche quella tragica del regicidio – e la sua valenza architettonica e culturale. L’unica cosa certa è che la parte centrale della Villa sta andando a finire nel calderone del business: è stata lottizzata, svenduta e consegnata alla speculazione di un privato che ci potrà fare di tutto. È abbastanza facile prevedere che cosa succederà alla Reggia da qui ai prossimi ventidue anni (tanti quanti sono previsti dalla concessione).

La parte centrale, staccata da tutto il resto, si riempirà di qualsiasi cosa possa rendere economicamente al concessionario: dal ristorante, alle presentazioni di marchi, alle convention aziendali, ai negozi e ai laboratori artigianali. Nessuno ci assicura che potrà ospitare manifestazioni davvero degne delle aspettative di tutti: mostre d’arte, il museo della Villa stessa, manifestazioni di grande respiro, come festival culturali. La Villa sarà sì aperta tutto l’anno, ma con la logica del centro commerciale, per i clienti, non per gli utenti di quello che dovrebbe essere rispettato come uno dei beni culturali nobili d’Italia e che, invece verrà snaturato e asservito al business.

Temo lo sfruttamento intensivo che si farà del monumento, l’esperienza ci insegna che gli stucchi, le maioliche, i pavimenti Maggiolini risentiranno della fruizione, basta ricordare la nefasta esperienza della Mostra dell’Arredamento nella Villa.

Il problema serio è che di cultura non c’è nulla: non si fanno musei, non si aprono accademie, anzi, si butta fuori l’Istituto Statale d’Arte, una scuola che ha le sue radici nella biennale d’Arte di Monza – poi trasferita a Milano come Triennale – che ha avuto tra i docenti maestri dell’arte e della cultura, da Marino Marini a Giuseppe Pontiggia, e che continua a dare un contributo importante alla formazione artistica e alle scienze applicate. Purtroppo non c’è da stupirsi: a Brera sta succedendo la stessa cosa, ristoranti e negozi piuttosto che cultura e formazione.

Anche questa ipotesi di metterci dentro i ministeri “padani” è qualcosa d grottesco, una specie di polvere argentata da gettare negli occhi dei creduloni per cercare di recuperare il consenso che si è perso.

Però i cittadini non devono dimenticare che la Villa è roba loro e l’Amministrazione dovrebbe raccogliere fondi per renderla, restaurata e attiva culturalmente, al pubblico, alla collettività."

Dario Fo
22 giugno 2011

 

fonte: vorrei.org