La vittoria di Rita Borsellino

Dalla Sicilia arriva una ottima notizia: Rita Borsellino ha vinto le primarie sostenuta da un movimento che ha saputo superare le diatribe tra i partiti dell’Unione, con una partecipazione popolare numerosa e appassionata.
La vecchia politica è stata sconfitta, ora è responsabilità di tutti sostenere questo segno di discontinuità che è un fortissimo messaggio di rinnovamento e di speranza .
Non è stata una lotta facile e la vittoria è andata finalmente a una donna che è l’emblema straordinario della resistenza decisa e senza compromessi contro la mafia e tutte le forze che le fanno danza intorno.
Viva Rita e la nuova forza democratica che con lei nasce!


E finora l'unico candidato presente sei Tu

Caro Dario,

mi permetto di darti del Tu. Sei un patrimonio dell'umanità quindi sei un po' anche mio.

Sono una delle associazioni coinvolte nel progetto ComunaliMilano 2006 (Vivibicocca).

Mi dichiaro perplesso dalla gestione dei forum. Così come sono a mio
avviso servono a poco. Soprattutto non si realizza l'idea centrale
che giustifica l'iniziativa: un libero confronto di idee tra candidati,
supportato da un forum moderato, che serva a far conoscere le differenze
tra candidati, promuovere la partecipazione, orientare il consenso, dare
corpo ai progetti. Il tutto sotto il cappello di un sito istituzionale e
non di parte. I moderatori devono promuovere l'accesso alle informazioni,
stimolare i candidati, operare delle sintesi. Meraviglioso. In realtà di
tutto ciò non c'è traccia. E finora l'unico candidato presente sei Tu.

La forza della Tua storia e le speranze che lì si animano sono
incomparabili rispetto agli altri candidati. Si tratta di farle conoscere,
percepire, renderle vive.

Forse sei una delle ultime chance che abbiamo prima che i vari comitati di
affari chiudano definitivamente il discorso. Personalmente sarei anche
stufo di rassegnarmi alla solita broda. Ce la puoi fare. Ed è meraviglioso
pensare che tutto questo daffare sia un dono a tutti noi, anche se poi la
realtà potrà essere molto più complessa. Se vi serve una
mano sullo sviluppo sostenibile ci sono.


Sulla serata organizzata dalle donne alla camera del lavoro

“Cari candidati sindaci non cercate solo lo spot” articolo di Cinzia Sasso apparso su La Repubblica del 2 dicembre 2005 – Risposta di Franca Rame.

Cara Cinzia,
forse, anzi senz’altro, hai ragione, Dario Fo, Bruno Ferrante, Milly Moratti e Davide Corritore avrebbero avuto molto da imparare dalla serata organizzata dalle donne alla Camera del lavoro.
Ma c’è stata una ragione per la quale una donna come me, e non sto certo a esibire i miei certificati o le mie ferite, ha detto a suo marito, che ha deciso di candidarsi a sindaco di Milano, di non andare alla riunione delle donne.
Non ho voluto che sul destino di noi donne, si potesse dubitare di una speculazione di tipo elettorale da parte sua, ed è per questa ragione che ho chiesto a Dario, che pure voleva partecipare, di astenersi. In qualsiasi altro momento, Dario sarebbe stato bene accetto. Ma in questo, no.
D’altro canto tu stessa scrivi che non sai se le donne avrebbero apprezzato la sfilata dei candidati.
Io sono certa che non l’avrebbero apprezzata e per questo propongo che siano le donne, noi, a invitare i candidati sindaci a misurarsi con le nostre domande, con le nostre proposte e con i nostri bisogni.
Quando vogliono.
Io stessa, sono mancata, avevo progettato di intervenire portando la mia drammatica esperienza al riguardo, come faccio da anni dal palcoscenico. Purtroppo ho seri problemi di salute, dal 2004 sono scomparsa sia dalla scena teatrale che politica. La mia giornata, nonostante la mia volontà, ha a disposizione poche ore e quando arriva sera, tutti i miei progetti, vanno a finire tristemente a letto, con la pressione a terra e il cuore che sbatte di qua e di là.
Prima che iniziasse la serata ho telefonato a Nicoletta Rizzi, responsabile del sindacato attori, pregandola di scusare la mia assenza… ma forse non ne ha avuto l’opportunità.

Con affetto
Franca Rame


Donca donca trì cunchett fan una cunca

(Modo di dire milanese rivolto a chi sollecita una spiegazione)

Come si fa realmente ad affrontare il tema inquinamento e risparmio energetico nonché economico? Il progetto della famiglia FO è già applicabile, lo stanno realizzando con successo a Padova.

Schema riassuntivo degli interventi
Il Comune di Padova taglia i costi energetici
A padova già messi in cantiere 4 dei 5 punti del progetto


I politici non dicono più quello che vorrei sentirmi dire

(Mail di una sostenitrice)

Lunedì sera ero presente al Teatro Smeraldo. Non sono riuscita a ringraziare Dario Fo e voglio farlo ora.
Voglio ringraziarlo perché non c'era retorica politica e tono da comizio nelle parole che provenivano dal palco. Voglio ringraziarlo perché ho finalmente sentito parlare da un'ottica diversa, da un punto di vista altro dal profitto e dallo sviluppo economico che sembrano essere gli unici obiettivi nella nostra società.
È da tempo che i politici non dicono più quello che vorrei sentirmi dire e non mi stupisce che siano i comici a fare politica veramente. Del resto il matto, il giullare era l'unico che poteva permettersi il lusso di dire la verità, quella verità contraria agli interesse del potere, che è sotto agli occhi di tutti ma che viene considerata troppo idealista, folle, irrealizzabile e liquidata con un sorriso di compassione.
Io vorrei cominciare ad essere trattata nuovamente come una cittadina che ha il diritto di respirare aria decente, che ha il diritto di vedere i soldi pubblici investiti in cultura, in edilizia popolare, in spazi di aggregazione che siano una valida alternativa ai bar e ai locali che spuntano come funghi.
Vorrei essere trattata come una cittadina e non solo come una consumatrice. Vorrei poter alzare gli occhi sul mondo senza avere sempre cartelloni pubblicitari nel mio spazio visivo, vorrei poter prendere la metropolitana senza che il mio spazio e la mia dignità di viaggiatrice pagante venisse violentata da megaschermi che non mi lasciano via d'uscita, che a volume intollerabile mi vomitano addosso pubblicità non richiesta.
Vorrei avere più diritti delle auto, le uniche che di diritti sembrano averne in questa città che progetta solo parcheggi a scapito del verde pubblico. Vorrei vivere in una città che mi ringrazia con un sorriso perché non ho l'auto e giro sempre in bicicletta. Invece quando arrivo a destinazione (scampando miracolosamente alle auto) devo nascondere la bici come una colpa perché ovunque campeggiano cartelli che diffidano dal legarle ai cancelli.
Vorrei tornare ad essere un essere umano che, come è naturale che sia, si ferma ad aiutare una persona anziana che arranca per strada piena di borse, un vecchio pensionato che fruga nei cestini, una donna che vaga nel traffico con lo sguardo stralunato, la DECINA di persone che ho visto lunedì notte dormire per strada voltato l'angolo del Teatro Smeraldo. Vorrei tornare ad essere un essere umano che si preoccupa se vede un uomo immobile rannicchiato sotto una panchina. Ma non si può perdere mezza giornata ogni giorno, non si può deviare sempre. Il lavoro attende e allora ci si indurisce, ci si abitua, si volta la testa e non si è più esseri umani. Io voglio un Comune che si prenda cura di queste persone, che attivi servizi, che mi faccia sentir parte di una società umana.
Potrei proseguire perché tanta è la frustrazione accumulata in questi anni...
Ma oggi scrivo per ringraziare Dario Fo per la sua discesa in campo e per chiedere a lui e al suo staff di aiutarci ad aiutarlo a vincere le primarie.
Chiedo che sul sito vengano pubblicati dati, numeri, cifre e soluzioni pratiche in modo che il nostro passa parola con amici e conoscenti e associazioni con cui siamo in contatto possa essere convincente.
Raccogliete i nominativi e i contatti delle persone che sono pronte ad impegnarsi in prima persona e "formateci". Troviamo insieme le modalità per informare e sensibilizzare gli elettori del centrosinistra.
Grazie ancora e a presto

Maria Valsecchi


Intervento di Davide Corritore e risposta di Dario Fo

Corritore a Fo: Milano ha bisogno di idee per futuro
"Caro Dario Milano per sorridere ha bisogno di idee per il futuro.
Nel tuo spettacolo di ieri emergevano chiaramente le cose che non vanno a Milano, ma mancava la parte progettuale, l'idea sorridente della Milano che vogliamo costruire assieme. Se puntiamo tutto solo sulla identità politica la sinistra è destinata a perdere, mentre il nostro compito è quello di portare idee e progetti per il futuro."
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Caro Davide,
è vero, l’altra sera allo Smeraldo, non ho presentato un programma, con tutti suoi punti in bell’ordine. Non l’ho fatto non perché non ho idea di cosa fare, anzi di idee ne ho anche troppe, ma perché quello che voglio fare è prima di tutto partire da una conoscenza vera e profonda dello stato in cui versa la mia città. Per questo da oltre venti giorni incontro comitati di quartiere, associazioni, parlo con cittadini, tassisti, tranvieri, con tutti coloro che hanno una cosa da dire, un punto di vista da proporre. E poi, parallelamente a questo, sto lavorando con persone di grande competenza tecnica e scientifica – alcune di esse le hai viste sul palco - per cercare le soluzioni ai grandi problemi di Milano.
Tu sai perché mi sono candidato. Voglio dedicare gli ultimi anni di una vita piena, di grande lavoro, di grandi impegni anche politici e sociali e, senza modestia, di grandi successi, alla mia città: una città che vedo impoverita, senza anima, soffocata dalla speculazione e dallo smog, che non offre speranza ai giovani, che ha perso la capacità di essere punto di riferimento culturale e politico, nella quale bambini e anziani non hanno posto come se fossero un peso.
Questa città ha bisogno di un profondo, radicale cambiamento che però non può caderle addosso dall’alto - non credo alle ricette preconfezionate da una mente superiore - ma deve essere costruito dal basso, insieme, con un vero lavoro di analisi, di indagine, di inchiesta prima e poi di costruzione di proposte che siano il frutto di un lavoro comune, pensate ed elaborate con una partecipazione corale.
Un pezzo di questa partecipazione sta anche, ovviamente, nel lavoro che sta concludendo il Cantiere dell’Unione e che io voglio vedere prima possibile, per trovare le linee guida entro le quali svolgere l’approfondimento di un progetto che ci porti insieme a vincere le elezioni e ad aprire la fase di un vero e proprio “rinascimento”, uso apposta questo termine, della nostra città.
Questo è quello che voglio fare e che sto facendo con l’aiuto di tutti coloro che hanno qualcosa da dire su Milano e che mi insegnano qualcosa. E anche a te sono grato per le osservazioni che mi hai fatto e per quelle che mi vorrai fare.
Un caro saluto

Dario Fo.