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Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 17:00

Circa 190 miliardi di investimenti con 682 miliardi di aumento della produzione, 242 mld di valore aggiunto e circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. Questi sono i benefici che l’economia italiana potrebbe ottenere, puntando su obiettivi di sostenibilità tra cui uno sviluppo delle rinnovabili e una riduzione dei consumi energetici in linea con la sfide climatiche globali.

Il calcolo arriva da un nuovo rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibileRilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy”, presentato a Roma in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019 (allegato in basso).

Uno studio nel quale, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, si sono calcolati gli impatti economici dell’azione su 5 sfide: oltre alla citata crisi climatica, da affrontare con rinnovabili ed efficienza energetica, il necessario cambiamento verso l’economia circolare, il miglioramento delle città con un programma di rigenerazione urbana e infine un percorso per una mobilità sostenibile.

Ecco una sintesi degli obiettivi, delle misure per raggiungerli e dei loro impatti economici e occupazionali:

Primo obiettivo: una più efficace riduzione dei consumi di energia in edifici, scuole e uffici ristrutturando 35 milioni di metri quadrati di cui un terzo a bassissimi consumi energetici.

Oltre il 40% dei consumi energetici finali in Italia, spiega il rapporto, è riconducibile al settore residenziale e terziario: si tratta del comparto più energivoro del Paese. Per compiere questa vasta operazione di risparmio energetico sia su edilizia pubblica che privata sono necessari investimenti pari a 19,3 mld in sei anni (8 mld per i pubblici e 11,3 mld per i privati).

I primi – si suggerisce – potrebbero essere finanziati spostando l’intera dotazione del conto termico su questi interventi. Per quanto riguarda il settore privato, abitazioni e uffici, si potrà continuare ad utilizzare il meccanismo dell’ecobonus che potrebbe arrivare a finanziare il 75% degli interventi.

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Il cambiamento climatico si combatte anche a tavola

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 15:00

No agli imballaggi, privilegiare i prodotti sfusi e di stagione, quando possibile acquistare “alla spina“, bere acqua di rubinetto anziché di bottiglia, scegliere saponi ecologici per l’igiene personale e della casa: sono alcuni dei suggerimenti che arrivano dall’app contro lo spreco alimentare Too Good To Go, che ha raccolto dieci consigli per combattere il cambiamento climatico tra le mura domestiche. Perché la spesa e l’alimentazione hanno un ruolo importante nel ridurre l’inquinamento: basti pensare che gli sprechi di cibo costituiscono l’8% delle emissioni di anidride carbonica.

Un problema attuale più che mai, se si considera che la temperatura media europea di giugno 2019 è stata la più alta mai registrata a livello globale, con uno 0,1ºC  in più rispetto al valore più elevato annunciato nel 2016.

Ecco cosa possiamo fare nel nostro piccolo, tutti i giorni:

1. Acquistare prodotti di stagione. Seguire il ciclo naturale e stagionale degli alimenti permette di evitare l’inquinamento dovuto al trasporto dei prodotti dall’estero, nonché l’eventuale uso di fertilizzanti e prodotti chimici.

2. Comprare a km zero. Preferire i prodotti a chilometro zero o a miglio zero (se si parla di quelli ittici) è una buona pratica nei confronti dell’ambiente, oltre che un incentivo a supporto dell’economia locale e delle proprie tasche: i trasporti via terra, aria o mare hanno infatti un elevato impatto sull’inquinamento e influiscono anche in termini economici.

3. Ridurre gli imballaggi e privilegiare prodotti alla spina. La maggior parte dei prodotti in commercio, anche verdure e frutta, è avvolta in confezioni di plastica, polistirolo o carta, spesso del tutto inutili. Prediligere prodotti alla spina (o sfusi) è uno dei primi passi da compiere in termini di salvaguardia ambientale, poiché consente anche di moderare le quantità e di acquistare solo ciò di cui si ha realmente bisogno.

4. Preferire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia. In Italia ogni anno vengono utilizzate tra i 7,2 e gli 8,4 miliardi di bottiglie di plastica (dossier Legambiente). È fondamentale quindi limitare il consumo di acqua in bottiglia utilizzando quella di rubinetto, potabile in quasi tutte le città italiane. Si può valutare anche l’utilizzo di un depuratore che, collegato direttamente alla rete idrica, purifichi l’acqua prima che arrivi nel bicchiere. Dove possibile, andrebbe valutata l’ipotesi di usare bottiglie di vetro e riempirle alla fonte ogni volta che serve. Per quando si è fuori casa, infine, portare con sé una borraccia al posto delle bottigliette di plastica.

5. Occhio allo spreco. Prima di considerare un prodotto non più buono, verificarne la freschezza. Un esempio sono le uova. Per scoprire se possono ancora essere mangiate basta seguire il vecchio metodo del bicchiere d’acqua, in cui l’uovo va immerso: se va a fondo poggiandosi su un lato è ancora fresco, mentre se rimane dritto va consumato il prima possibile. Se invece galleggia non può più essere consumato.

6. Scarti e avanzi possono essere utilizzati per preparare ricette originali. Le bucce di patate, ben lavate, possono essere fritte, mentre le foglie di ravanelli, normalmente scartate, possono essere utilizzate per creare un pesto. Non buttare mai il pane secco, che può essere grattugiato. Altre belle idee si trovano in questo video.

7. Raccogliere in modo differenziato gli scarti organici. Gli scarti organici vanno differenziati correttamente per poterli avviare alla trasformazione in compost, fertilizzante naturale che restituisce sostanza organica alla terra, adatto anche per l’orto e le piante di casa, e in biometano.

8. Fare la spesa con le shopper riutilizzabili. Non dimenticare di fare i propri acquisti con– le buste per la spesa riutilizzabili, possibilmente di stoffa.

9. Per l’igiene personale e delle stoviglie utilizzare prodotti ecologici. Esistono in commercio molti saponi e detersivi ecologici, di facile reperibilità: per fare la nostra parte nei confronti dell’ambiente basta solo fare la scelta giusta.

10. Salvare cibo fresco invenduto. Per contribuire alla lotta contro lo spreco, l’app Too Good To Go ha creato le Magic Box, grazie alla quale bar e ristoranti possono mettere in vendita il cibo invenduto a fine giornata a prezzi ridotti. I consumatori non devono far altro che geolocalizzarsi, cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro.

Foto di LEEROY Agency da Pixabay

Perché negli Stati Uniti si festeggia il 4 luglio

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 12:15

Il 4 luglio è festa nazionale negli Stati Uniti. Si ricorda infatti l’indipendenza dal Regno Unito delle tredici colonie che hanno poi formato gli Stati Uniti.

Ogni 4 luglio negli Stati Uniti è festa nazionale perché si celebra il giorno dell’Indipendenza.

Il 4 luglio 1776, infatti, le Tredici Colonie, ovvero New Hampshire, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud e Georgia, si distaccarono dall’Impero britannico di cui facevano parte attraverso la ratifica della dichiarazione d’Indipendenza.

Questo episodio è considerato l’atto di nascita degli Stati Uniti d’America. La dichiarazione fu scritta da Thomas Jefferson (poi divenuto nel 1801 presidente degli Stati Uniti) e nel suo testo vi sono diversi riferimenti a diversi principi dell’illuminismo, tra cui quello di uguaglianza, e si fa riferimento al diritto del popolo di ribellarsi all’autorità costituita, in questo caso il re d’Inghilterra Giorgio III.

La dichiarazione fu votata dai rappresentanti delle colonie il 2 luglio 1776, ma il 4 luglio è il giorno in cui venne ratificata ufficialmente.

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Corte USA ostacola Trump su aborto e muro con il Messico

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 10:55

Una Corte d’appello di San Francisco ha confermato il congelamento dei fondi del Pentagono dirottati verso la costruzione della barriera antimigranti – Annullata anche una sentenza che permetteva di imporre ulteriori restrizioni alle strutture per abortire

Nuovo schiaffo dei giudici a Donald Trump sul muro col Messico: una corte d’appello di San Francisco ha infatti confermato la decisione di congelare i fondi del Pentagono destinati alla lotta antidroga e dirottati con un ordine esecutivo del presidente USA verso la costruzione della barriera antimigranti.

«Quanto all’interesse pubblico, concludiamo che è meglio servito rispettando l’assegnazione costituzionale del potere di spesa al Congresso», hanno scritto due dei tre giudici.

Stop forzato anche alle restrizioni sugli aborti. La corte d’appello di San Francisco ha annullato anche una precedente sentenza che consentiva all’amministrazione Trump di imporre ulteriori restrizioni alle strutture cui si rivolgono le donne con basso reddito per abortire. Continua a leggere (Fonte: “La corte usa ostacola Trump su aborti e muro” CDT.CH)

Dalla stampa nazionale:

  • USA, SCHIAFFO A TRUMP: STOP AI FONDI DEL PENTAGONO PER LA COSTRUZIONE DEL MURO SUL CONFINE CON IL MESSICO. Una Corte d’appello di San Francisco conferma il congelamento degli stanziamenti.

(…) Trump aveva dichiarato un’emergenza nazionale per dirottare verso il muro i fondi del Pentagono che gli erano stati negati dal Congresso, facendo scattare una serie di ricorsi. Alla fine di marzo il Pentagono aveva notificato al Congresso la decisione di autorizzare lo stanziamento di un miliardo di dollari per iniziare il nuovo muro. La cifra, ottenuta stornando le risorse da altri fondi, rappresentava solo una prima tranche di risorse che sarebbero arrivate per il muro dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, con l’amministrazione che ha in programma di recuperare ancora 1,5 miliardi di dollari. Continua a leggere (Fonte: REPUBBLICA.IT)

PERCHÉ QUESTE LEGGI CONTRO L’ABORTO NEGLI STATI UNITI. Solo quest’anno ne sono state approvate in quattro stati, pur sapendo che sono incostituzionali: lo scopo è arrivare alla Corte Suprema.

Solo quest’anno in quattro stati degli Stati Uniti sono stati approvate leggi che vietano l’aborto oltre le sei settimane dal concepimento, un termine che di fatto limita moltissimo la possibilità di interrompere una gravidanza. Il 15 maggio l’Alabama ha approvato un disegno di legge che vieta l’aborto in tutto lo stato, anche nei casi di stupro e incesto, un divieto quasi totale in qualsiasi fase della gravidanza. Il giorno dopo il Senato del Missouri ha approvato una legge che vieta l’aborto dopo le otto settimane. Dopo qualche giorno ancora, il Senato della Louisiana ha approvato l’introduzione di un emendamento alla Costituzione statale che abolisce il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza.

Negli Stati Uniti l’aborto resta legale a livello federale, come stabilito dalla sentenza della Corte Suprema conosciuta come Roe v. Wade del 1973, ma non c’è una legge unica che ne regoli le modalità in tutto il paese: ogni stato ha le proprie norme che stabiliscono quali sono i criteri e i limiti entro i quali poter interrompere una gravidanza. Il fatto che l’aborto sia diventato legale grazie a una sentenza e non a una legge, unito alla presenza di movimenti antiabortisti molto più forti di quanto siamo abituati a vedere in Europa, rende l’aborto una questione molto dibattuta: e negli ultimi mesi c’è stato un definitivo salto di qualità contro la libertà di scelta delle donne che ha un obiettivo finale preciso: capovolgere la sentenza Roe v. Wade e vietare completamente l’aborto.

Intanto, qualche dato – Visti i recenti sforzi dei legislatori per limitare la procedura, si potrebbe pensare che gli aborti negli Stati Uniti siano in aumento. In realtà sono ai minimi storici: tra il 2006 e il 2015 il tasso di aborti negli Stati Uniti è diminuito del 26 per cento, raggiungendo il livello più basso mai registrato (i dati sono dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti). La principale ragione del calo, dicono gli esperti, non è una legislazione più severa in materia: è un migliore accesso alla contraccezione. Continua a leggere(Fonte: ILPOST.IT)

  • ELEZIONI PRESIDENZIALI USA 2020: TUTTI I CANDIDATI ALLE PRIMARIE.  Il 3 Novembre 2020 si terranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti per scegliere il successore dell’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, che potrebbe comunque essere rieletto per un secondo mandato.

Trump sarà il protagonista indiscusso nel bene e nel male, perché queste elezioni sono un verdetto sulla sua prima presidenza.

Negli Usa ci sono due grandi partiti: i Repubblicani e i Democratici, che in vista delle elezioni dovranno scegliere il proprio candidato per le presidenziali attraverso primarie interne.

Le primarie dei Democratici e dei Repubblicani vengono gestite in maniera autonoma in ognuno dei 50 stati Usa, ma il meccanismo ha sempre lo stesso risultato ovvero portare all’elezione di un numero di delegati per ogni stato, in numero proporzionale alla popolazione e all’influenza politica. Ciascun delegato sostiene un candidato durante le convention dei rispettivi partiti, scegliendo così il candidato alla Casa Bianca.

Le convention si tengono nel periodo tra le primarie e le elezioni, generalmente nell’estate precedente alle elezioni. Il candidato più votato di ciascun partito si sfiderà con i candidati degli altri partiti. Continua a leggere (Fonte: TPI.IT di Veronica Di Benedetto Montaccini)

Grande barriera corallina, gli scienziati la ‘coltivano’ in laboratorio

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 10:07

Grande Barriera Corallina a rischio? La soluzione alla minaccia che pesa su questo prezioso ecosistema, e rappresentata dal fenomeno dello sbiancamento dovuto ai cambiamenti climatici, potrebbe essere quella di coltivare coralli di nuova generazione in laboratorio. Ha iniziato a farlo un team di scienziati dell’Australian Institute of Marine Science, un’agenzia di ricerca governativa, con i primi test del progetto “Assisted Gene Flow”.

I coralli prodotti in un laboratorio sono stati ottenuti mescolando due specie diverse: quella proveniente dalle acque calde del nord e quella della regione centrale più fredda. L’obiettivo è di creare dei coralli in grado di resistere alle ondate di calore marine, e questo primo test – fanno sapere gli scienziati – sembra promettere bene.

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Foto di AliceKeyStudio da Pixabay

Più controllo, meno consumo!

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 08:29

Grazie al progetto “ + controllo, – consumo ”, realizzato da Eni Gas e luce, da febbraio a maggio 150 studenti di Roma, tra i 7 e i 10 anni, hanno potuto scoprire come risparmiare energia elettrica e ridurre gli sprechi utilizzando la robotica, il pensiero computazionale e quello che tecnicamente si chiama “coding” (programmazione).
Molti gli incontri e i laboratori. Coinvolti nel progetto anche gli insegnanti e i genitori, i primi in un vero e proprio percorso formativo, i secondi in incontri informativi.

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Addio anelli di plastica rischiosi per i pesci: Corona ha inventato le lattine che si avvitano

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 08:00

Un design ecologico tutto nuovo per le lattine di Corona, in grado di eliminare la necessità degli anelli di plastica.

Ogni lattina ha una filettatura in alto e in basso in modo che la parte superiore possa essere avvitata alla parte inferiore di un’altra lattina. Con il sistema studiato per la famosa birra “sale e limone”, si possono impilare fino a 10 lattine, consentendo l’eliminazione di uno dei rischi maggiori per la fauna marina.

Corona insieme a Leo Burnett per il fit pack ecologico

Il “fit pack“, questo il nome della novità introdotta dal brand di birra, nasce dalla collaborazione tra Corona e l’agenzia di Chicago di Leo Burnett. Il progetto ha anche vinto il Leone di Bronzo al recente Cannes Lions Festival.

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5 +1 labirinti italiani in cui viaggiare nel tempo

People For Planet - Gio, 07/04/2019 - 07:30

Ma nel mondo, secolo dopo secolo, sono stati realizzati altri labirinti, di cui alcuni ancora visitabili sotto forma di giardini dalla conformazione misteriosa e dalla pianta complicata, luoghi in cui si può giocare a perdere l’orientamento per immergersi nella natura e in atmosfere da fiaba. L’Italia ne ospita parecchi, eccone 5+1 per i viaggiatori che vogliono trascorrere qualche ora a contatto con la natura, sentendosi catapultati in epoche perdute.

1 – Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma)

È il più grande labirinto del suo genere esistente, composto da un totale di circa 200 mila piante di bambù alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a 20 specie diverse. Il progetto è di Franco Maria Ricci, che nel 2015 lo apre al pubblico. Gli edifici all’interno sono sede della Fondazione omonima, progettati secondo i canoni della tradizione italiana ed europea. A idearli è stato Pier Carlo Bontempi, architetto di Parma, che con Franco Maria Ricci condivideva l’amore per le forme classiche, per una tradizione italiana ed europea fatta di opere concluse, definitive, ma anche di visioni e fantasie rimaste sospese e come in attesa. Nel concepire il disegno del dedalo, Ricci si è ispirato ai mosaici delle ville e delle terme romane; per le opere murarie sono stati scelti come punto di riferimento, d’accordo con Bontempi, i grandi architetti del periodo della Rivoluzione Francese. Tutti gli edifici sono realizzati in mattoni a mano, materiale da costruzione tipico del territorio padano, in modo da creare armonia tra le strutture architettoniche e il paesaggio circostante.
Info utili: www.labirintodifrancomariaricci.it

2 – Il labirinto di Kränzelhof, Merano

La particolarità di questo labirinto è il fatto di trovarsi all’interno di una tenuta: Kränzel è infatti una cantina dove da secoli si producono vini e che oggi ospita anche 7 giardini, di cui uno è proprio un labirinto vinicolo. Nell’autunno del 2000 furono spiantati i primi frutteti, in primavera fu costruita la struttura del labirinto progettata da Gernot Candolini e spiantate le vigne. Alla creazione di questo “cuore” seguirono altri interventi su altre strutture della tenuta: il teatro, le terrazze, lo stagno ed altri elementi che formano l’intero organismo del parco. Il labirinto è composto da oltre 10 specie di vitigni e ogni anno ospita opere d’arte diverse.
Info utili: http://www.kraenzelhof.it

Fonte foto: Erlebnis Kränzelhof su Facebook

3- Parco della Preistoria, Cremona

Il Parco della preistoria si trova sulla sponda sinistra del fiume Adda, immerso in un’area naturale di oltre 100 ettari costituita da un bosco secolare. Lungo il suo itinerario ombreggiato, intercalato da acque e laghetti, sono state inserite circa 50 ricostruzioni a grandezza naturale appartenenti a 31 specie preistoriche. Il Parco offre anche un itinerario botanico con piante segnalate; si può ammirare anche ciò che resta dell’antica foresta di latifoglie che ricopriva queste zone.
L’ecosistema comprende anche una grande varietà di fauna, dagli animali che vivono liberi nel bosco come scoiattoli, lepri, ricci, talpe, ghiri, tassi, innumerevoli insetti e anfibi a quelli in semi-libertà come cervidi, asini, cavalli, pecore e pappagalli.
Nella seconda parte del percorso è inserito un labirinto costituito da siepi di circa 1,80 metri di altezza, che si estende per quasi 1000 mq. Il labirinto di siepi nasce in Europa nel tardo Rinascimento, evolvendosi dai giardini all’italiana; i primi labirinti di siepi furono realizzati intorno al Cinquecento e la maggior parte di essi furono creati tra il XVI e il XVIII secolo.
Info utili: www.parcodellapreistoria.it

4 – Castello di Donnafugata, Ragusa

Il castello di Donnafugata si trova a circa 15 chilometri dalla città. Si tratta di una dimora nobiliare del tardo Ottocento, che all’epoca sovrastava i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches. L’edificio copre un’area di circa 2500 metri quadrati. Un’ampia facciata in stile neogotico, coronata da due torri laterali, accoglie i visitatori.
Il labirinto era uno dei vari divertimenti pensati per gli ospiti del barone. È composto da pareti in muratura realizzate con pietra locale e malta, mentre all’ingresso fu posto un soldato di pietra a sorvegliarlo. Il labirinto è di forma trapezoidale come il labirinto inglese di Hampton Court, vicino Londra, che probabilmente il barone stesso aveva visto durante uno dei suoi viaggi. Sui muri si stendevano siepi di rose rampicanti che impedivano la vista e impedivano lo scavalcamento delle corsie.
Info utili: www.comune.ragusa.gov.it/turismo/castello/

5 – Labirinto del Castello di San Pelagio a Padova e labirinto di Villa Pisani a Stra (Ve)

Il Castello di San Pelagio ha origini medievali (XIV sec.), come testimonia la torre costruita dai Da Carrara, Signori di Padova, nella prima metà del Trecento, che aveva una funzione di prima difesa dai numerosi attacchi da parte degli Scaligeri, Signori di Verona. Nella metà del Settecento la proprietà passa ai Conti Zaborra, che ampliano l’edificio e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile. Proprio da qui il 9 agosto 1918 il poeta Gabriele d’Annunzio partì per il “folle” volo su Vienna e il lancio di migliaia di volantini inneggianti alla resa sopra la capitale austro-ungarica. Nelle stanze del poeta tutto è rimasto come allora.
Dal 1970 la villa è stata ripensata per assumere le sembianze attuali, vale a dire un Museo del Volo, inaugurato nel 1980 per ripercorre l’intera storia del volo umano facendo perno sull’impresa dannunziana. Il percorso comprende sale dedicate a Leonardo, ai Montgolfier, ai Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrong. All’esterno degli edifici è possibile passeggiare tra rose e labirinti. Tra le piante più antiche è possibile vedere una Lagestroemia Indica del 1700. È nel 2000 che viene creato un labirinto verde di 1200 mq per raccontare il mito del volo di Icaro, senza tuttavia dimenticare la funzione dei labirinti delle ville venete. Nel 2007 è poi nato il labirinto del “Forse che Si Forse che No” per sottolineare il concetto dannunziano di doppio.
Info utili: www.castellosanpelagio.it

Sempre in Veneto si trova un altro labirinto legato a D’Annunzio, quello di Villa Pisani a Stra (Ve), realizzato nel XVIII secolo come luogo di divertimento e corteggiamento. Pare infatti che in corrispondenza della torretta centrale una dama mascherata aspettasse il suo cavaliere e si rivelasse soltanto quando costui terminava il complicato percorso. Così lo descrive D’Annunzio ne “Il fuoco”: “Non si scorgeva di là dal cancello se non il principio di un tramite e una sorta di selva intricata e dura, un’apparenza misteriosa e folta. Dal centro dell’intrico s’alzava una torre, e in cima alla torre la statua di un guerriero pareva stesse alle vedette”.
Info utili: www.villapisani.beniculturali.it

In cover: Disegno di Armando Tondo

L’uccello nutre il suo piccolo con un mozzicone di sigaretta: lo scatto diventa un simbolo

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 21:00

L’immagine è stata immortalata da Karen Mason,volontaria della National Audubon Society. È stata scattata sulla spiaggia di Saint Pete Beach, in Florida

L’uccello stringe nel becco un mozzicone di sigaretta e lo offre al suo piccolo, per nutrirlo. Lo scatto, immortalato sulla spiaggia di Saint Pete Beach, in Florida, il 20 giugno scorso, si è diffuso in rete, divenendo simbolo dell’inquinamento e della scarsa cura dell’uomo per la natura che lo circonda. 

HUFFINGTONPOST.IT

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Maturità 2019: “Montale futurista”, “Gioconda dipinta da Giotto”

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 17:00

Gli esami di Maturità sono in corso di svolgimento con gli studenti impegnati a sostenere il nuovo colloquio.

Skuola.net, come riferisce il Corriere.it, ha svolto un sondaggio per verificare la preparazione di 4000 maturandi. Dal sondaggio sono venuti fuori diversi “strafalcioni“, che riportiamo di seguito:

  • Pavese assassinato al posto di Pasolini;
  • Montale futurista;
  • Calvino considerato autore di Così è, (se vi pare);
  • Unità d’Italia nel 1891;
  • Giovanni Falcone e Paolo Borsellino considerati pentiti di mafia o politici collusi con la mafia;

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Scagionata la cannabis: non è una “droga di passaggio”

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 14:58

Si sente spesso dire che chi fa uso di droghe leggere abbia poi la strada spianata nel provare successivamente droghe più pesanti. Gli psichiatri spiegano che, se è vero che le persone che fanno uso di sostanze pesanti hanno quasi sempre cominciato dall’assunzione di sostanze leggere, non è però scontato il discorso reciproco, ovvero che chi faccia uso di droghe “light” passi poi ad assumerne di più pesanti.

Cannabis sotto accusa

La questione è stata posta più volte in particolare nei riguardi della cannabis, il cui consumo viene spesso indicato come una specie di “precedente” che facilita lo sviluppo dell’assunzione e della dipendenza da droghe più pesanti. Come spiega Matteo Pacini, psichiatra, psicoterapeuta ed esperto di dipendenze, più che di “droghe ponte” ovvero “di passaggio” sarebbe più corretto parlare di “temperamenti ponte”: in poche parole le persone passano da droghe più leggere a sostanze più pesanti per via delle loro attitudini, e non per aver provato una certa sostanza che crea una sorta di connessione, e quindi appunto di ponte, con un’altra.

I temperamenti-ponte

Da una parte, spiega Pacini, «è vero che chi usa cannabis di solito prova altre droghe più facilmente e a un’età minore. Così come è vero che chi prova la cannabis prima dei vent’anni tende a passare ad altre droghe molto più spesso rispetto a chi la prova in età meno giovane». Questi dati, spiega però l’esperto, non sono significativi «perché le cose potrebbero semplicemente stare in questo modo: chi usa sostanze, a partire ovviamente da quelle legali e più reperibili, in età precoce, ha una tendenza indiscriminata a provare tutte le droghe, e quindi proverà più probabilmente e prima anche quelle illegali e pesanti». Quindi, precisa lo psichiatra, non esistono “droghe-ponte” ma “temperamenti-ponte”, in cui il “ponte” verso l’uso di sostanze pesanti dipenderebbe non dalla precedente assunzione di una determinata sostanza, ma dall’indole della persona che si sente attratta da tutto ciò che può stimolare o alterare e che quindi risulta più propensa di altre a provare nuove sostanze.

Cannabis scagionata

Insomma, il passaggio da droghe più leggere a droghe più pesanti non esiste. «Quando si parla del passaggio dall’assunzione di sostanze più leggere a sostanze più pesanti, il concetto di ‘droga ponte’ risulta fallace di per sé: come si fa a sostenere che il consumo di cannabis induca il cervello a volere una droga più forte, ad esempio l’eroina, se di quest’ultima il cervello non ha esperienza perché non l’ha mai provata?» spiega Pacini. «La cannabis, quindi, può essere scagionata dall’accusa di fungere da ‘droga di passaggio’: l’ipotesi che il consumo di questa sostanza possa essere un ‘ponte’ verso sostanze più pesanti non è mai stata dimostrata. La cannabis è infatti una droga molto diffusa e consumata sia da chi è poi diventato tossicodipendente, passando all’uso di sostanze più pesanti, sia da chi non lo è diventato».

Stimolanti e tranquillanti, eroina e alcol

Se la cannabis può essere scagionata dall’accusa di fungere da “droga ponte” favorendo in chi la consuma il passaggio alle droghe pesanti, altri “meccanismi-ponte” nell’ambito delle sostanze stupefacenti esistono, e sono stati scientificamente provati. «È il caso, ad esempio, del passaggio dalle droghe stimolanti a quelle tranquillanti e del passaggio dall’eroina all’alcol», spiega Pacini. «Nel primo caso le persone che fanno uso di amfetamine, cocaina e psichedelici tendono nel tempo a passare all’uso misto per compensare gli effetti ansiogeni e depressivi di queste sostanze, e successivamente a passare all’assunzione di sostanze prevalentemente sedative come alcol, eroina e tranquillanti. Nel secondo caso, chi in passato ha fatto uso di eroina, anche dopo essersi disintossicato tende con una certa frequenza a trovare rifugio nell’alcol alla ricerca di un effetto di compensazione».

 La cannabis non è una droga leggera, ma “intermedia”

A differenza di quello che comunemente si crede la cannabis non è una droga leggera, ma “intermedia”. Se una droga è una sostanza chimica che quando viene assunta modifica alcune funzioni mentali, «si possono distinguere sostanze leggere e pesanti in base al fatto che l’alterazione prodotta a livello mentale (sensazione di sballo, euforia) sia più o meno violenta e sconvolgente rispetto al normale funzionamento del cervello», spiega l’esperto. Alcune sostanze vengono considerate leggere (come sigarette e caffè), altre pesanti (come eroina e cocaina), altre ancora “intermedie”: è il caso della cannabis e dell’alcol, i cui effetti acuti e cronici a livello mentale variano a seconda della quantità assunta e della sensibilità individuale. Come spiega Pacini, «il concetto di ‘pesantezza’ di una sostanza dipende da due fattori: dall’effetto che sortisce (a livello acuto e cronico), e dalla capacità di indurre dipendenza. Uno stupefacente risulta pesante sia come effetto, sia come dipendenza. Per quanto riguarda la cannabis, la classificazione come ‘sostanza intermedia’ è riferita al fatto che dal punto di vista della dipendenza sostanzialmente non ne dà, anche se poi può dare altri problemi, anche gravi”.

Immagine cover: Disegno di Armando Tondo

Follow me, il documentario che svela il lato oscuro di Instagram

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 12:30

I social network – e oggi in particolare Instagram – hanno invaso le pieghe della nostra vita quotidiana, privata e professionale e noi li abbiamo accolti con grande entusiasmo, tanto che gli smartphone che ci permettono di utilizzarli ovunque sono diventati vere e proprie estensioni del nostro corpo.

Smartphone, computer, tablet sono diventati i nostri fidati compagni di vita, facilitandoci giornate sempre più frenetiche e stressanti e permettendoci di essere costantemente in contatto con le persone della nostra vita.

Tutto ciò, dal punto di vista sociologico e antropologico, è davvero molto stimolante. Ma l’idea ancor più interessante è stata quella di Nicolaas Veul, documentarista dell’emittente radio televisiva pubblica olandese Vpro, che ha realizzato un docu-film intitolato #FollowMe, completamente incentrato su Instagram e i suoi fenomeni ed effetti collaterali.

Instagram come non lo conosciamo

Instagram, il social preferito tra Millennials e Post-Millennials, sta superando il principe incontrastato dei social, Facebook, con i suoi 895 milioni di utenti attivi per i quali è prevista un’ulteriore rapida crescita.

Instagram è la nuova frontiera dei social? Questo non lo sappiamo, ma siamo sicuri che sia un luogo-non luogo, ricco di spunti di riflessione e di fenomeni da studiare.

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Rifiuti Roma, Raggi: è complotto. Foto dalla capitale più sporca d’Europa

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 11:27
Fonte: La7 Attualità

Perché i cassonetti di Roma straboccano sempre di rifiuti? E che fine fanno gli sforzi dei cittadini nel fare la raccolta differenziata? L’inchiesta di Alessandra Buccini e Giulia Cerino

Dalla stampa nazionale:

  • VIRGINIA RAGGI ACCUSA ZINGARETTI E GRIDA AL COMPLOTTO: “EMERGENZA RIFIUTI COSTRUITA A TAVOLINO” Secondo la sindaca Raggi l’emergenza rifiuti a Roma “potrebbe essere stata costruita a tavolino”. Risponde il Partito democratico: “Inutile che la maggioranza insista a diffondere questo incubo del complotto, del sabotaggio degli impianti, delle forze del male che si accaniscono contro la città. La Giunta Raggi si assuma le sue responsabilità”.

Sull’emergenza rifiuti a Roma si sta combattendo una battaglia sempre più politica. Da una parte l’amministrazione guidata da Virginia Raggi che accusa apertamente la Regione Lazio e il suo governatore, Nicola Zingaretti, dall’altra il Partito democratico che risponde per le rime alla sindaca della Capitale. La prima cittadina sostiene che la crisi dei rifiuti potrebbe essere stata “creata a tavolino”. In altre parole: un complotto per far fallire l’amministrazione. Questo perché, spiega, gli impianti che dovrebbero accogliere i rifiuti ne accolgono una parte minore rispetto a quanto previsto nei contratti. Secondo i dati in possesso del Campidoglio, diverse strutture avrebbero la possibilità di accettare l’immondizia della Capitale, ma non lo fanno senza alcuna giustificazione. Per questo Raggi ha inviato una lettera a Zingaretti e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per chiedere di obbligare, con un’ordinanza regionale, “gli impianti di smaltimento dei rifiuti presenti nel Lazio a ricevere la spazzatura di Roma fino al massimo della loro capienza”. Continua a leggere (Fonte: ROMA.FANPAGE.IT Di Enrico Tata)

  • CATALOGO FOTOGRAFICO DEI RIFIUTI ROMANI. Da settimane le strade delle città sono di nuovo piene di rifiuti, e sembra che stavolta risolvere il problema sarà più difficile che in passato

Nelle ultime settimane si è tornati a parlare per l’ennesima volta di “crisi dei rifiuti a Roma”, un tema che riemerge ciclicamente a causa della cronica cattiva gestione dei rifiuti che da diversi anni coinvolge la città. Questa volta, però, non si sta riuscendo a trovare nemmeno la soluzione temporanea che in passato aveva migliorato le cose, e quindi i cassonetti continuano a essere stracolmi di spazzatura ai bordi delle strade: lo mostrano le fotografie che trovate qui sotto ma anche le tantissime che i cittadini romani pubblicano quotidianamente sui social network per mostrare le condizioni della città.

Paolo Longoni, nuovo amministratore delegato di AMA, la società che si occupa dei rifiuti a Roma, ha detto che al momento si stima che ogni giorno rimangano nelle strade circa 300 tonnellate di rifiuti delle 2.700 che in media vengono prodotte dai cittadini romani. Continua a leggere (Fonte: ILPOST.IT di Giacomo Ampollini)

CASO RIFIUTI A ROMA, ECCO CHE COS’È L’AMA E QUALI SONO I SUOI PROBLEMI. La società pubblica che gestisce la raccolta dei rifiuti nella Capitale è da due mesi senza Cda, revocato dalla sindaca Virginia Raggi. Tra impianti a fuoco e buchi di bilancio la situazione critica di un’azienda che ha più dipendenti di Alitalia

L’Ama, società pubblica che gestisce la raccolta dei rifiuti a Roma è l’azienda di questo settore più grande d’Europa. Considerando anche la controllata Multiservizi ha più dipendenti dell’Alitalia e ha in pancia una concessione da 8 miliardi con il comune di Roma.

Da due mesi è senza consiglio di amministrazione che è stato revocato dalla sindaca Virginia Raggi perché si era rifiutato di cambiare il bilancio del 2017 secondo le direttive del Campidoglio chiudendolo in perdita anziché in leggero utile.

Ma da due mesi Roma è a che senza assessore all’ambiente: Pinuccia Montanari si è dimessa in polemica con la sindaca sostenendo le ragioni del cda. La ragione è che l’azienda sostiene di vantare nei confronti del Comune un credito per i servizi commerciali che il Comune si rifiuta di riconoscere.

Così il bilancio 2017 da oltre un anno non viene approvato con le difficoltà dell’Ama che sono sempre più vistose: anche perché nel frattempo sono andati a fuoco, per cause evidentemente dolose, due impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Il risultato è che la città è sommersa dai rifiuti e l’azienda dai reclami: ne arriva uno ogni minuto e mezzo, mentre la raccolta differenziata è sostanzialmente ferma. La vicenda del bilancio è piena di episodi singolari, a partire dal fatto che il collegio sindacale ha prima approvato il bilancio in utile e poi ha cambiato il proprio giudizio sposando le tesi del Comune. Continua a leggere (Fonte: REPUBBLICA.IT Di Sergio Rizzo)

La Cannabis contro i batteri farmacoresistenti

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 09:48

Da una recente ricerca americana è emerso che il cannabidiolo (CBD), uno dei metaboliti della cannabis, è in grado di manifestare una potente azione antibiotica, tale da riuscire ad uccidere persino i batteri farmacoresistenti.

Studiando gli usi topici del cannabidiolo sintetico per una serie di condizioni della pelle, Mark Blaskovich – dell’Institute of Molecular Bioscience’s Centre for Superbug Solutions della University of Queensland – è giunto alla conclusione che il cannabidiolo ha un’efficacia straordinaria contro una vasta gamma di batteri Gram-positivi, compresi quelli che sono ormai diventati resistenti agli antibiotici. Aspetto ulteriormente positivo è il fatto che i test effettuati hanno dimostrato che gli effetti curativi di questo metabolita della cannabis non diminuiscono in caso di trattamento prolungato: a differenza della vancomicina e della daptomicina, entrambi antibiotici, il cannabidiolo non perde efficacia ed è in grado di distruggere il biofilm, ossia quell’ aggregato di microorganismi responsabili di infezioni e difficili da trattare.

Già da tempo il mondo scientifico è a conoscenza del potenziale terapeutico del cannabidiolo, il cui impiego è stato approvato per il trattamento dell’epilessia ed è stato studiato per una serie di altre condizioni mediche,  tra le quali: ansia, dolore e infiammazione.

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Foto di 7raysmarketing da Pixabay

Come ricordano gli animali

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 08:00

Frans de Waal è un primatologo olandese, uno studioso dei primati non umani tra i più stimati e conosciuti al mondo, anche grazie alla sua lunga attività da divulgatore. Nel suo ultimo libro, Mama’s Last Hug (non ancora tradotto in italiano), de Waal racconta ricerche e studi che hanno analizzato la capacità degli animali di ricordare, rielaborando le loro esperienze passate per prepararsi al futuro. Questi processi, con diversi gradi di complessità, sono svolti da animali appartenenti a numerose specie tra cui scimpanzé, uccelli e perfino topi e ratti.

Un topo che si trova davanti a un bivio, per esempio, impiega di solito qualche secondo prima di decidere come proseguire. Secondo gli studi più recenti, prima di arrivare a una decisione un topo deve proiettare se stesso nel futuro. Le analisi dell’attività nel loro ippocampo, la parte del cervello con un importante ruolo nel gestire la memoria, hanno evidenziato come i topi mettano a confronto i ricordi dei percorsi già compiuti, per immaginare i loro percorsi futuri. Questo implica che un topo sia in grado di distinguere tra un’esperienza già vissuta e un’azione che invece non ha ancora svolto, una condizione che richiede una sorta di “io primordiale”.

Secondo alcuni, le conclusioni su questa consapevolezza di sé potrebbero essere azzardate, perché derivano dal modo in cui funzioniamo noi. Per decidere che strada prendere a un bivio, facciamo in parte ricorso alla consapevolezza di noi stessi, condizione che viene quindi usata come una prova per dire che lo stesso debba avvenire in altri animali che mostrano comportamenti simili. È una derivazione interessante, ma come spiega de Waal può essere rischiosa: “Fa affidamento sull’assunto che ci possa essere solo un modo di risolvere un problema”.

Tra gli esperimenti più interessanti sulla memoria e i ricordi negli animali c’è quello di David e Ann Premack, due psicologi che negli anni Novanta eseguirono diversi test con Sarah, una scimpanzé. In sua presenza, uno sperimentatore inseriva una banana in una scatola e una mela in un’altra scatola. Dopo qualche minuto, lo sperimentatore si mostrava a Sarah mentre mangiava una banana o una mela, poi lasciava la stanza lasciando alla scimpanzé la possibilità di controllare le scatole.

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Rino Gattuso, altruista e gentiluomo

People For Planet - Mer, 07/03/2019 - 06:04

Molte tra le più importanti squadre di serie A hanno da poco cambiato allenatore. Tra quelli che non vedremo più nel campionato che partirà a fine agosto c’è Rino Gattuso. Ed è un peccato, perché ci vorrebbe più gente come Gattuso, nel calcio e altrove. 

L’ ex “mister” rossonero, infatti, ha lasciato il Milan con un gesto da gentiluomo e da altruista: due qualità oggi non molto diffuse. 

Ha rinunciato a 11 milioni lordi, a patto che 5 milioni lordi venissero usati per pagare subito i suoi collaboratori. In un’epoca in cui dirigenti d’azienda e amministratori delegati si prendono bonus o buonuscite faraoniche per avere fatto carne di porco dei loro dipendenti, un piccolo segno in controtendenza fa piacere.

Altra qualità poco diffusa: Gattuso si è sempre preso tutte le colpe quando qualcosa è andato male, difendendo sempre la sua squadra, senza cercare facili giustificazioni (che pure c’erano : giocatori chiave infortunati per quasi tutta la stagione, lunghi periodi con mezza squadra in infermeria, ecc.). Pochissimi allenatori lo fanno, ma anche pochissimi politici quando perdono le elezioni o dirigenti d’azienda quando la loro società va in crisi.

È andato via lasciandosi alle spalle un risultato più che significativo – 68 punti, con la sua squadra rimasta in lotta per entrare in Champions fino agli ultimi minuti del campionato scorso: nel Milan ridimensionato degli ultimi sei anni nessuno aveva fatto tanto – ma senza sollevare polemiche con nessuno. Un gesto raro, da signore.  

Sì, ci vorrebbe più gente come Rino Gattuso. E non solo nello sport.

Immagine di cover: Gazzetta.tv

Mettete una ciotola d’acqua sul balcone, può salvare migliaia di uccelli dal caldo

People For Planet - Mar, 07/02/2019 - 21:15

L’ondata di caldo record che sta investendo la nostra penisola in questi giorni minaccia gli animali selvatici, soprattutto quelli più giovani. Per aiutare uccelli e ricci a sopravvivere al caldo torrido, possiamo mettere a disposizione dell’acqua fresca fuori dalle nostre case.

La fauna selvatica fatica a trovare acqua

Le alte temperature di questi giorni hanno numerose conseguenze per la salute umana e dell’ambiente e rappresentano anche un pericolo per la fauna selvatica, che potrebbe avere difficoltà a trovare acqua per dissetarsi o rinfrescarsi.
Gli animali sanno difendersi da soli in natura, ma ondate di caldo come quella che sta investendo il nostro Paese in questi giorni, potrebbero causare siccità e compromettere la vita dei giovani esemplari.
ricci ad esempio in questo periodo vengono allattati dalle madri e la carenza di acqua può diminuire la produzione di latte, causando la morte dei giovani animali.

Per offrire ristoro a giovani volatili, ricci e altri piccoli animali, possiamo sistemare una ciotola o un piatto con dell’acqua fresca su balconi, terrazzi o giardini. Per evitare che le zanzare depongano uova nell’acqua, si consiglia di sostituire l’acqua almeno una volta al giorno.

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La musica contro i cambiamenti climatici che arriva dai Caraibi

People For Planet - Mar, 07/02/2019 - 17:00

L’organizzazione non governativa caraibica Panos Caribbean ha lanciato il progetto Voices for climate change education, per diffondere messaggi ambientalisti attraverso la musica.

Spiagge, mare e musica: quando si parla dell’arcipelago caraibico non si può non pensare alla profonda tradizione musicale delle sue isole. Ci sono alcuni luoghi dove si dice che gli abitanti abbiano il ritmo nel sangue e i Caraibi sono sicuramente uno di quei luoghi.  

Panos Caribbean e il progetto Voices for climate change education

La musica è così tanto insita nei popoli caraibici che la Panos Caribbean, un’organizzazione non governativa con sede a Port-au-Prince, ad Haiti e un ufficio a Kingston, in Giamaica, ha deciso di utilizzarla come veicolo di messaggi ambientalisti. (…)

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Abusi di Reggio Emilia: servono nuove leggi sui minori, subito

People For Planet - Mar, 07/02/2019 - 15:00

Val D’Enza, Reggio Emilia, diciassette persone – tra cui il Sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, il direttore generale di una Ausl, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, politici e liberi professionisti – sono state sottoposte a misura cautelare.

Quello ipotizzato dall’accusa è uno scenario agghiacciante. Un nutrito quanto eterogeneo gruppo di persone avrebbe manipolato i bambini per allontanarli dalle rispettive famiglie di origine e spartire, a scopo di lucro, il loro affido tra parenti e amici. Un gruppo criminale ben organizzato: chi falsificava documenti, chi manometteva i disegni dei bambini, chi plagiava la loro psiche inculcando falsi ricordi, ad esempio maltrattamenti mai avvenuti, chi non faceva recapitare le lettere e i regali dei genitori naturali per rompere ogni legame affettivo con le famiglie di origine. Un atto lesivo gravissimo nei confronti dei minori ma anche dell’Ordine degli psicologi, che all’interno del processo si costituisce come parte lesa.  

Rispetto alle prime indiscrezioni, ci sono i primi aggiornamenti e smentite: non è stato inflitto nessun elettroshock sui bambini per modificare o cancellare i loro ricordi e il Sindaco, ora agli arresti domiciliari perché indagato per abuso d’ufficio e di falso ideologico, avrebbe sì “omesso di effettuare una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro” ma non sarebbe coinvolto nell’organizzazione criminale, come invece fatto trapelare all’inizio. Ai domiciliari è anche la responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza.

Tutte le responsabilità devono essere ancora accertate in sede giurisdizionale, eppure il processo al Pd è già in atto. I dirigenti del Pd partecipavano alle inaugurazioni dei centri e delle Onlus, i bambini venivano affidati a coppie omosessuali, tutto è in mano alle lobby Lgbt, i centri di affido vengono gestiti alla stregua dei centri accoglienza – cioè male e con intenti criminali, queste le accuse che da giorni circolano, con l’aggravante che Reggio Emilia, storicamente di sinistra, è sempre stata considerata un modello mondiale di tutela dei minori. Peccato che di inchieste del genere ce ne sono sempre state, in tutta Italia, sotto qualunque amministrazione politica: l’inchiesta “Veleno” condotta da Le Iene, oppure l’inchiesta pubblicata nel 2013 da Panorama, nella quale un operatore denunciava la presenza di centinaia di giudici minorili onorari, quasi tutti psicologi, che erano al tempo stesso associati o addirittura fondatori di case d’affido, il cui racket garantiva fino a tremila euro al mese a bambino. Una delle famiglie protagoniste della vicenda di Reggio Emilia, la famiglia Camparini, si batte invano da 10 anni per poter anche solo riavvicinare la figlia data in affidamento. Inchieste e casi passati per lo più sottobanco senza scuotere l’opinione pubblica né scomodare la politica. E però la politica c’entra, eccome.

Al di là della strumentalizzazione ai fini di una campagna elettorale che sembra non avere più termine – stavolta contro il Pd, domani contro il M5s, dopodomani contro la Lega, poi da capo, riavvolgere il nastro – l’inchiesta Angeli e Demoni ha implicazioni politiche enormi, perché ripone al centro del tavolo un problema di ordine legislativo legato alle figure degli assistenti sociali non più rimandabile. Per l’affidamento al servizio sociale non è prevista un’età minima né sono indicate le condotte che possono darvi origine. Detto in altre parole, i servizi sociali godono di un potere discrezionale quasi totalitario grazie a una legislazione che affonda le sue radici nella legge 25 luglio 1956 n. 888 che si è limitata ad apporre blande modifiche al r.d.l. 1404 della legge minorile, risalente addirittura al 1934. All’affidamento dei minori alle famiglie, che dovrebbe essere l’ultima ratio, si ricorre con troppa agilità, facendo passare il provvedimento come “temporaneo”, a danno di tutte le parti in causa: la famiglia di origine, il minore, e la famiglia adottiva.

Omoparentali, adottive, multietniche, tradizionali, omosessuali: esistono le famiglie. Sono tante, diverse, ognuna con i suoi problemi. È il momento che lo Stato inizi a farsi carico di ciascuno di loro. E magari cominci a monitorare i casi di bambini allontanati dai genitori, visto che nemmeno esiste un censimento ufficiale dei numeri. Stando alle fonti più attendibili, sarebbero 26mila i minori allontanati dai genitori. O forse più.

Barbecue: 10 consigli per una grigliata di carne salutare e sicura

People For Planet - Mar, 07/02/2019 - 12:53

La bella stagione è arrivata e sebbene molti non siano ancora pronti per la prova costume (per questo ci sono diverse diete rapide come quella delle albicocche) e la voglia di mangiare all’aperto, cullati dalla brezza marina o dei monti, colpisce tutti. Il pasto ideale sotto il sole è senza ombra di dubbio una bella grigliata tradizionale ma bisogna fare attenzione. Il barbecue infatti se la cottura non avviene in modo omogeneo e seguendo alcuni accorgimenti può aumentare il rischio di tumori in quanto si formano sostanze cancerogene.

L’allarme è stato lanciato dall’American Institute for Cancer Research, che ha comunque stilato una lista di consigli per una grigliata di carne e pesce o un barbecue salutari, sicuri ma comunque gustosi. “Diverse ricerche hanno mostrato che una dieta ricca di carne rossa e lavorata aumenta il rischio di tumori del colon – ha dichiarato Alice Bender, Senior Director of Nutrition Programs dell’istituto – e grigliare carne, sia bianca che rossa, ad alte temperature forma sostanze fortemente cancerogene”.

Barbecue e tumori: 10 consigli per una grigliata di carne sicura e salutare – Salute e benessere
  1. Grigliare diversi tipi di alimenti, non solo carni rosse. Meglio alternare con una grigliata di pesce, carni bianche e verdura.
  2. La marinatura riduce i rischi di tumori.
  3. Alternare carne e verdure su uno stesso spiedo aiuta a ridurre l’area esposta alla fiamma e rende tutto più salutare.
  4. Erbe e spezie sono utili a lenire il rapporto barbecue tumori grazie alla presenza di antiossidanti.
  5. Limitare l’esposizione al fumo.
  6. Pulire bene la griglia per eliminare eventuali residui bruciati che hanno elevate concentrazioni di sostanze cancerogene.
  7. Ridurre al minimo i tempi di cottura.
  8. Scegliere carbone di legni duri che bruciano a temperature più basse.
  9. Scegliere carni più magre possibili o a cui è stato eliminato l’eccesso di grasso.
  10. Girare spesso la carne aiuta a ridurre il rischio di tumori

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Foto di RitaE da Pixabay