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Comics Storytelling: al via la prima residenza artistica sul fumetto in Val d’Agri

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 16:09

La rigenerazione dei borghi montani attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, delle identità locali e della comunità, filtrata attraverso lo sguardo di artisti fumettisti. Questo è l’obiettivo della prima residenza artistica sul fumetto nel borgo di Viggiano. La “Comics Storytelling” è un progetto del Programma Residenze di Matera 2019, realizzato dall’associazione culturale “Supertramp” in collaborazione con il Gruppo di Animazione Territoriale (GAT) di “CuoreBasilicata”. La kermesse culturale che prenderà il via il 15 e terminerà il 27 luglio, si svolgerà sia nella splendida cornice della Villa del Marchese San Felice che in altri spazi ricreativi e formativi del centro viggianese. Per due settimane il borgo di Viggiano diventerà un “nodo” culturale e creativo, ospitando fumettisti famosi come Giulio Giordano, pittore, illustratore e fondatore di “Redhouse Lab”, la prima scuola di fumetto in Basilicata e disegnatore dei “I Due Re” (editore Bonelli), il fumettista napoletano Alessandro Nespolino della scuola Bonelli, disegnatore di Tex e “Il Commissario Ricciardi”, Fabio Folla, l’illustratore, grafico e storyteller, nonché insegnante di Storia dell’Arte e Disegno, sperimentatore del web e libero pensatore per immagini e Saverio Calabrese, l’illustratore freelance per l’editoria, nonché docente di fumetto, della scuola “Comicschool – Formamentis” di Potenza. Infatti, in occasione della Residenza Artistica è stata lanciata una MasterClass gratuita, dedicata a tutti gli appassionati, aspiranti fumettisti, semplici amanti del comics, illustratori in carriera e a chiunque voglia scoprire i segreti delracconto per immagini, con gli esperti del settore. Otto giornate in aula, strutturate in moduli teorici ed esercitazioni pratiche, finalizzate alla realizzazione di una breve storia a fumetti, principalmente in forma di storyboard. Piccole storie che narrano il territorio della Val d’Agri, una “graphic novel” che guida alla scoperta dei luoghi più significativi di un territorio. E ancora, tra le finalità della Residenza, l’attivazione di uno scambio tra la comunità locale che offre accoglienza e gli artisti ospitati per la progettazione e la realizzazione delle opere, in un percorso di conoscenza e sperimentazione dei linguaggi creativi interpretati in chiave fumettistica. Non solo, creare uno spazio di incontro e sinergia tra nuove e vecchie generazioni attraverso una riscoperta dei valori e della cultura locale espressa tramite un mezzo artistico in grado di rileggere il passato in chiave moderna. Nell’arco dei quindici giorni, inoltre, la Residenza ospiterà diversi appuntamenti ed eventi collaterali, tutti collegati al mondo dell’arte creativa: perfomance, laboratori per i più piccoli, cosplayers, musica, spettacoli, giochi tradizionali. Un luogo di produzione di eventi unici che non mancherà di sorprendere per la qualità delle proposte in programma.

Astronomia, grande attesa per l’eclissi di Luna del 16 Luglio

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 16:00

Anche la volta celeste si prepara a celebrare il 50° anniversario della Missione Apollo 11: la sera del 16 luglio, a 50 anni esatti dal lancio della missione, un’eclissi parziale di Luna sarà ben visibile anche dall’Italia. L’evento sarà anticipato dalle ‘notti dei pianeti giganti’, che il 12 e 13 luglio porteranno tutti gli appassionati con il naso all’insù per osservare Giove e Saturno.

A ricordarlo, insieme agli altri appuntamenti celesti di luglio, sono gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai). Nelle prossime settimane si moltiplicheranno le occasioni per ammirare il cielo: con il solstizio d’estate ormai alle spalle, le notti inizieranno lentamente ad allungarsi. “Dal 1 al 31 luglio la durata del giorno diventerà più breve di circa 44 minuti“, spiegano gli astrofili. La Terra, ‘rapita’ dai preparativi per i festeggiamenti lunari, prenderà letteralmente le distanze dal Sole: tra il 4 e il 5 luglio raggiungerà l’afelio, il punto di massima distanza dalla stella, pari a oltre 152 milioni di chilometri.

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Migranti in calo ma “sbarchi fantasma” in aumento, ecco il vero problema

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 14:44

Fonti ufficiali del Ministero degli Interni riportano i seguenti dati a proposito dei migranti sbarcati in Italia: 85.207 sbarchi nel 2017, 16.935 nel 2018, e 3.073 nel 2019. A scanso di equivoci, al di là delle strumentalizzazioni politiche e della distanza, legittima, tra la realtà dei fatti e la percezione dei cittadini, il calo degli sbarchi in Italia è incontestabile. In particolare a Lampedusa, si è passati dagli 11000 del 2017 ai 3900 del 2018 ma oggi, a inizio estate, nel 2019 sono già 1084, segno evidente che “i porti chiusi” pubblicizzati dall’attuale governo non sono affatto chiusi.

L’audizione in commissione antimafia portata dal procuratore della Repubblica di Agrigento dott. Patronaggio mette sul banco fatti molto distanti dalla narrazione della propaganda di Salvini. Se è vero che gli sbarchi registrati nella provincia di Agrigento, in particolare a Lampedusa, sono crollati, il procuratore mostra preoccupazione per i cosiddetti sbarchi fantasma: imbarcazioni di piccole dimensioni, che giungono soprattutto dalla Tunisia, non dalla Libia, con a bordo poche decine di persone, delle quali si sa poco o nulla. Sugli “sbarchi fantasma” a inizio anno il Sole 24 Ore scriveva che ogni anno arrivano in Italia fra le 3.500 e le 5.000 persone, ma in realtà quanti siano nessuno lo sa esattamente, i dati in possesso non sono certi.

Persone che sbarcano senza che si sappia chi sono, cosa portano con sé e dove sono dirette, perché i riflettori sono tutti puntati sulle Ong, responsabili di trarre in salvo e accompagnare soltanto il 10% dei migranti che giungono in Italia. Il 90% di loro rimane in mano ai trafficanti, a quelli veri, che come giustamente fa notare il giornalista Antonello Caporale durante la trasmissione di L’aria che tira su La7, non vengono arrestati. E aggiunge:

“I confini dell’Italia sono i confini europei. Un governo e una missione europea e militare debba sorvegliare e servire a provare una linea di investimento politico, economico e organizzativo con gli hotspot che si devono fare nel Sud Sudan e in Nigeria. È come se non esistessero. Adesso che la prossima emergenza sarà quella dei migranti climatici, che facciamo?”.

A riprova del clima schizofrenico dell’ultimo periodo, mentre la politica criminalizza e combatte le ong i trafficanti di esseri umani e le mafie prosperano indisturbati. Diverse procure, a partire da quella di Catania, negli ultimi 5 anni hanno avviato numerose inchieste sulle ong, non rilevando però, in nessuna inchiesta, nessun rapporto tra le stesse e i trafficanti di esseri umani. Non c’è stato nessun reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Tutte le inchieste sono state archiviate. Intanto continuano le attività mafiose sulle coste italiane, dove, sempre per bocca del dott. Patronaggio, si consolida l’impegno delle mafie italiane a collaborare con i trafficanti per quanto riguarda il business di traffico di armi e di droga legato alla tratta umana dei migranti. Anche se gli scafisti, più che con gli introiti delle traversate sul Mediterraneo, devono il loro fatturato ai soldi che l’Italia manda in Libia nonostante lì siano venuti meno anche gli interlocutori di carta pesta che c’erano durante le attività di Minniti, e agli slogan “aiutiamoli a casa loro” non seguono i fatti.

“Migranti, gli sbarchi fantasma valgono come 31 Sea Watch, ma nessuno ne parla”. A titolare così non è Il Manifesto ma Il Sole 24 ore, che in un bell’articolo apparso il 26 giugno a firma di Valentina Furnaletto. Durante i giorni del caso della nave Sea Watch 3 sono sbarcate sulle coste italiane circa 1.000 migranti nel silenzio generale, un numero 30 volte le 42 persone che aveva a bordo la nave ong capitanata da Carola Rackete.

I dati riferiti dal dott. Patronaggio contraddicono tre punti cardine della propaganda di Matteo Salvini: i porti si chiudono solo nelle occasioni che si prestano a teatralizzare gesti simbolici rivolti agli elettori e all’Unione europea; a fronte di una emergenza migranti che non c’è più, aumentano gli sbarchi fantasma; le ong sono in mare a salvare vite e non a commettere reati.

“Nella provincia di Agrigento nel 2017 abbiamo avuto 231 sbarchi con l’arrivo di 11.159 immigrati, nel 2018 il dato è calato con 218 sbarchi e 3.900 immigrati, nel primo semestre del 2019 abbiamo soltanto 49 sbarchi e 1.084 immigrati”, ha detto. Di questi sbarchi “quelli riferiti ai salvataggi delle ong sono una porzione assolutamente minore e per quanto riguarda quest’anno sono statisticamente insignificanti”.

Chiarissima anche la posizione sull’aspetto legale della vicenda della Sea Watch e in particolare sull’illecito amministrativo introdotto dal decreto sicurezza, definito da Patronaggio come una “criticità”:

“Appare chiaro che l’illecito amministrativo è stato introdotto per fronteggiare le attività di soccorso dell ong […] Parliamoci chiaro, prima della introduzione della norma, l’attività di salvataggio delle ong e il recupero di immigrati erano del tutto leciti e in perfetta linea con il diritto del mare e con le convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia”. Ma questo già lo sapevamo.

Addio all’isola Zalzala Koh

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 13:00

Originata nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, la piccola isola Zalzala Koh formatasi in una baia poco profonda innanzi al Pakistan orientale è stata spazzata via dal moto ondoso e dai cambi di marea. Era piccola e legata ai vulcani di fango che si generano a causa della tettonica delle placche.

La piccola isola Zalzala Koh, sorta nelle acque del Pakistan nel 2013 in seguito a un potentissimo terremoto di magnitudo 7.7, in pochi anni è stata letteralmente spazzata via dal Mar Arabico. A mettere in evidenza nascita, evoluzione e “morte” della piccola terra emersa, il cui nome significa “terremoto” in lingua Urdu, sono state le immagini satellitari catturate regolarmente dai satelliti Landsat.

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in foto: Credit: NASA Earth Observatory

Mettiamo al centro le donne di periferia

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 12:15

Milano. Sono le 10.25 di un giovedì mattina. Il citofono di Spazio Donna WeWorld suona e, dopo poco, entrano A. e D., due donne marocchine con il capo coperto. Una di loro ha in braccio una bambina di pochi mesi, avvolta in una tutina rossa. A. e D. sono amiche, vivono nel quartiere del Giambellino (periferia sud-ovest di Milano) ormai da qualche anno.

https://youtu.be/9vkkZ2mznS4

Grazie al passaparola, hanno saputo che in piazza Tirana 32, sopra la stazione dei treni di San Cristoforo, WeWorld ha aperto uno spazio su misura per le donne e per i loro bambini e sono venute per la loro prima lezione di italiano, che inizierà alle 10.30. Qualche minuto dopo arrivano S. e B., due giovani sorelle provenienti dall’Ecuador, in città da pochi mesi insieme alla famiglia. Le donne si guardano l’un l’altra, abbozzano un sorriso ed entrano in una stanza, dove Sara Patriarchi, l’insegnante, è pronta a spiegare le coniugazioni dei verbi essere e avere.

«Spazio Donna è operativo da qualche mese» spiega Sabrina Vincenti, la coordinatrice dei progetti di tutela dei diritti delle donne che WeWorld promuove nel nostro Paese. «La nostra è un’organizzazione non governativa che garantisce i diritti di donne e bambini in Italia e nel mondo, e ha pensato e realizzato questo luogo con un obiettivo ben preciso: contrastare la violenza contro le donne e favorire la prevenzione e la sensibilizzazione verso questo triste fenomeno», aggiunge.

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Vitalizi, bocciato il ricorso sui tagli. Oltre 2 mila ricorsi dagli ex parlamentari

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 12:12

La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi. Le controversie relative alle “condizioni di attribuzione e alla misura dell’indennità parlamentare” e degli assegni vitalizi per gli ex parlamentari “non possono che essere decise dagli organi dell’autodichia, la cui previsione risponde alla medesima finalità di garantire la particolare autonomia del Parlamento” scrivono le sezioni unite civili della Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione presentato dal professor Paolo Armaroli, il quale – dopo avere impugnato davanti al Consiglio di Giurisdizione della Camera la delibera del luglio scorso dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, per effetto della quale il suo vitalizio da ex parlamentare era stato decurtato del 44,41% – chiedeva che fosse dichiarata la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario o, in subordine, di quello amministrativo. 


L’ordinanza depositata oggi, mette un punto fermo alla questione decidendo in sostanza per la legittimità dei tagli: la Suprema Corte ha bocciato il ricorso sottolineando che è “da escludere che in questa sede vi sia spazio per l’esame di una qualsiasi censura riguardante la misura e l’attribuzione degli assegni vitalizi degli ex parlamentariContinua a leggere (Fonte: “La Cassazione boccia il ricorso contro i tagli ai vitalizi dei parlamentari” REPUBBLICA.IT)

Dalla stampa nazionale:

  • TAGLIO VITALIZI, DAL PRIMO GENNAIO APPLICATA LA RIFORMA VOLUTA DA ROBERTO FICO. Voluto dal Presidente della Camera Roberto Fico, è partito il taglio ai vitalizi dei parlamentari

Dal primo gennaio è ufficialmente applicata la “riforma” di Roberto Fico che prevede per gli ex parlamentari l’istituzione di due tetti, uno minimo fissato a 980 euro, uno massimo di importo pari a 1.470 euro. Il taglio dei vitalizi riguarderà ben 1.338 ex parlamentari, che subiranno il ricalcolo dell’assegno mediante il sistema contributivo, subendo un taglio all’importo mensile tra il 40 e 60 per cento.

Il Presidente della Camera dei Deputati, con un post su Facebook, ha così commentato questo momento: “Da ieri è ufficialmente applicata ai cedolini degli ex parlamentari la delibera che supera i vitalizi! Il provvedimento è entrato in vigore subito dopo la sua approvazione ma diventa efficace proprio dall’inizio dell’anno. Grazie a questo atto la Camera dei deputati risparmierà 44 milioni di euro all’anno. Un risparmio di circa 130 milioni di euro per il prossimo triennio, che comunque non è l’unico.”(Fonte: QUIFINANZA.IT)

  • VITALIZI, A CHI VENGONO TAGLIATI E QUANTO. I vitalizi a 1.338 ex deputati e 1.300 ex senatori subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80%. Gli ultra ottantenni sono 240

Il vicepremier Luigi Di Maio saluta con gioia la decisione della Cassazione, che oggi ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il taglio ai vitalizi dei parlamentari, sottolineando un risparmio di 280 milioni.

Ma quanti sono i vitalizi erogati agli ex parlamentari? In tutto circa 2.700, per un importo totale di circa 200 milioni di euro. Sommando la cifra relativa alla Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all’anno, e cioè circa 280 milioni a legislatura. 
La ‘sforbiciata’ voluta dai 5 stelle – con il via libera della Camera nel luglio del 2018 e del Senato lo scorso ottobre –  ha superato dunque lo scoglio della Cassazione. 

Restano in piedi, tuttavia, gli oltre 2 mila ricorsi presentati alle Camere dagli ex parlamentari, alcuni dei quali sono stati già accolti: si tratta però di casi ‘particolari’, sospensive del taglio sulla base dello stato di salute dell’ex parlamentare o del coniuge. Sono 1.405 i vitalizi erogati da Montecitorio, tuttavia il taglio approvato dall’Ufficio di presidenza lo scorso luglio riguarda una platea di 1.338 ex deputati. Secondo le stime fatte dal presidente Roberto Fico, ammonta a circa 40 milioni l’anno il risparmio per le casse della Camera, una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni per l’intera legislatura. Il taglio ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio del 2019.
Sono però consentite riduzioni del taglio dell’assegno percepito in specifici casi di particolare difficoltà sociale ed economica. Gli assegni finora erogati saranno ricalcolati secondo il metodo contributivo e, quindi, subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80% dell’importo oggi percepito. Continua a leggere (Fonte: QUOTIDIANO.NET)

  • VITALIZI, QUEL PRIVILEGIO DEL 1954 NATO IN UNA SEDUTA SEGRETA E CRITICATO SOLO DAL 24 ORE

I vitalizi ai parlamentari sono frutto di una seduta segreta del 21 dicembre 1954, presenti i parlamentari di tutti gli schieramenti. Nella seduta segreta venne istituito un fondo di previdenza per gli onorevoli vitalizi dei deputati da 425 milioni. Solo un deputato, Giuseppe Veronesi, criticò la procedura segreta e si dimise: «La povera gente – scrisse in una lettera – ha bisogno di buone leggi e buoni esempi». Ma alla Camera non ci fu nessun dissenso sulla misura. I parlamentari si limitarono a respingere le dimissioni del parlamentare.

L’editoriale del 24 Ore unica nota critica 
Eppure il costo dell’operazione era di 98 milioni di lire l’anno. Gli onorevoli versavano al fondo pensioni 9mila lire al mese, mentre la Camera versava 12.500 lire al mese per ciascuno. Al deputato a 55 anni con due legislature o 60 anni con una legislatura spettava un vitalizio di 50mila lire al mese. Ogni anno di mandato in più il vitalizio aumentava di 5mila lire, fino a un massimo di 150mila lire al mese. Ai deputati non rieletti con meno di 5 anni di attività, spettava una buonuscita di 600mila lire. Solo un editoriale del quotidiano economico 24 Ore, antesignano del Sole 24 Ore, criticò la misura ed evidenziò la spesa in deficit.

Il raddoppio del periodo minimo di mandato 
Dopo la scoperta di vitalizi pagati per pochi giorni di legislatura si dovrà arrivare al 2007 per vedere raddoppiare il periodo minimo di mandato per l’assegno: 4 anni, 6 mesi e 1 giorno. Continua a leggere (Fonte: ILSOLE24ORE.COM di Nicoletta Cottone)

Una tecnica chirurgica restituisce l’uso delle mani a pazienti tetraplegici

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 09:47

Tredici giovani adulti rimasti paralizzati in seguito a un incidente hanno riacquistato la mobilità delle mani e dell’avambraccio grazie a una pionieristica tecnica chirurgica che è riuscita ad aggirare la lesione nervosa. Il procedimento di trasferimento di nervi è stato provato su un ristretto numero di pazienti tetraplegici, cioè con tutti e quattro gli arti paralizzati, per una lesione del midollo spinale nella regione cervicale. 

AUTOSTRADA INTERROTTA. I segnali sensoriali e motori sono trasmessi dal cervello ai muscoli attraverso il midollo spinale: un trauma spinale interrompe questo flusso di informazioni, compromettendo varie funzioni a seconda di dove è localizzato e della sua gravità. Se la lesione si verifica nella regione cervicale, all’altezza del collo, viene danneggiata anche la funzione degli arti superiori, perché molti dei nervi che controllano il movimento delle braccia si innestano nel midollo spinale al di sotto del collo.

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Foto di Niek Verlaan da Pixabay

I moderni disturbi alimentari (Infografica)

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 09:43

Oggi i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono anche altri. Avete mai sentito parlare di ortoressia o bigoressia?

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Come si forma la sabbia?

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 08:00
Una delle domande che frequentemente, specie nel periodo estivo, diventa preponderante è quella relativa alla formazione della sabbia. Come si forma la sabbia?

Alcuni di voi hanno passato molte settimane in vacanza, magari al mare. E qualcuno, forse, pigramente sdraiato al sole si è chiesto “ma da dove viene la sabbia che forma le spiagge?”. E perché si è ammucchiata tutta lì? Le spiagge si formano nei millenni, per l’accumulo di sedimenti portati in prevalenza dai fiumi. I corsi d’acqua dolce portano nei mari sabbie e detriti che vengono poi distribuiti dalle correnti e dalle onde lungo i litorali.

SPIAGGIA IN ADRIATICO: tipiche spiagge “costruite” dall’apporto sabbioso dei fiumi sono quelle adriatiche, molto estese e con sabbia sottileL’aspetto di un lido dipende comunque dalla forma della costa. Se questa è alta e rocciosa l’arenile sarà formato dalle rocce, poi sgretolate dalle onde in grani più o meno fini provenienti dall’erosione e dai crolli della scogliera stessa. Calette e insenature di questo tipo, con ciottoli arrotondati, si trovano in Liguria.

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Limone: si può mangiare la buccia?

People For Planet - Mar, 07/09/2019 - 07:00

Quando andiamo al supermercato troviamo diversi tipi di limoni, di qualità e prezzi diversi.

Il limone è un agrume che si trova disponibile quasi tutto l’anno, non solo perché viene conservato, ma anche perché le piante sono tra le poche in grado di fare più fioriture, fornendoci nuovi raccolti che, a seconda della tipologia di pianta, maturano in inverno, in autunno ma anche in primavera.

Leggere bene l’etichetta

Al supermercato, quando si acquistano i limoni, così come tutta la frutta e la verdura, è bene però leggere sempre con attenzione l’etichetta e le diciture dei cartelli sugli espositori. Si possono scoprire notizie interessanti e utili, come ad esempio la provenienza, che ci può aiutare a fare una spesa il più possibile a “km zero”, dato che in Italia questo tipo di agrume non manca. Secondo dati Istat, in Italia ogni anno si producono più di 400 mila tonnellate di limoni, molti dei quali hanno ottenuto negli anni certificazioni di qualità, come ad esempio il marchio IGP.

La buccia del limone

Spesso la buccia del limone viene usata in cucina, grattugiata, in infusione con the o tisane, candita o usata per preparare cocktail o il famoso limoncino. Anche se spesso non ci si fa caso, non sempre la buccia del limone si può mangiare o usare per questi scopi. In etichetta infatti si trova anche la dicitura “edibile” o “non edibile” ed è importante cercare questa informazione perché è anche utile per la salute.

Alcune volte non è così semplice scoprire questo dato, soprattutto quando si comprano i limoni sfusi, sia al supermercato che al mercato: in questo caso solitamente l’indicazione è sull’etichetta che riporta il prezzo. Si tratta di indicazioni scritte solitamente in piccolo, però è bene farci caso e, nel caso in cui non si trovi, è bene richiederla al negoziante.

Buccia “non edibile”: cosa significa?

Quando sull’etichetta è riportata la dicitura “buccia non edibile”, significa che la buccia non si può mangiare o usare in cucina, nemmeno se ben lavata. Il limone, in questo caso, dopo la raccolta, è stato sottoposto ad un trattamento, in genere con un prodotto antimuffa o che migliora l’estetica della buccia e che ha un certo grado di potenziale tossicità. In genere è indicato anche il tipo di prodotto usato, con una sigla preceduta dalla lettera E, come si fa con gli additivi alimentari.

Si tratta di trattamenti autorizzati, che per la loro quantità ridotta e per il fatto che sono realizzati sui limoni già raccolti, dovrebbero mantenere una pericolosità limitata alla sola buccia e non penetrare nel frutto. Per questo quindi non si deve mangiare, usare in cucina o anche in infusione (ad esempio nel the o per fare liquori). Se si vuole usare la buccia, è meglio prediligere i limoni che hanno l’indicazione “buccia edibile” o “buccia commestibile”.

Buccia “edibile”

La dicitura “buccia edibile” indica che la buccia si può mangiare, perché questo tipo di trattamento post raccolta non è stato realizzato o è stato fatto con prodotti che sono stati classificati come non tossici. Anche questi prodotti sono indicati con una sigla preceduta dalla lettera E.

Anche se riporta la dicitura “buccia edibile”, può darsi che il limone abbia subìto, durante la permanenza in campo, qualche altro tipo di trattamento durante l’anno, così come previsto dai disciplinari dei vari tipi di coltivazione di riferimento.

I trattamenti possono essere anche molto pochi o di minor impatto per l’ambiente, come nel caso del biologico. Questo è un altro elemento che possiamo conoscere dall’etichetta. La legge prevede che il termine “biologico” possa essere usato solo dopo aver ottenuto una certificazione da un ente accreditato che controlla il rispetto del disciplinare, e tutto questo deve essere indicato in etichetta, con tanto di numero per poter risalire al lotto di produzione.

L’etichetta, sempre lei… meglio leggerla bene

Come i limoni, anche molti altri agrumi hanno questa indicazione sulla buccia perché subiscono questi trattamenti, così come molti altri tipi di frutta subiscono lavorazioni simili. Il consiglio è di leggere sempre bene l’etichetta per capire il modo in cui sono prodotti e poter scegliere in maniera consapevole. In questo video abbiamo raccolto qualche consiglio dell’agronomo Francesco Beldì su come fare la spesa e come scegliere frutta e verdura.

Foto di Hans Braxmeier da Pixabay

Unesco: le colline del prosecco patrimonio umanità

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 21:00

«Le colline del prosecco» di Conegliano e Valdobbiadene «da oggi sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese». Lo ha annunciato su Twitter il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi tramite una nota della Farnesina.

«Le splendide Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55° sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Con la decisone dell’apposito Comitato di selezione Unesco, si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante», conferma il ministro Moavero.

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“Scamp the Tramp” vince la gara dei cani più brutti del mondo

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 16:00

Una gara che vuole portare l’attenzione sulla necessità di salvare e adottare cani abbandonati o trovati in strada: è questo lo spirito del World’s Ugliest Dog Contest, che si è svolto a Petaluma, in California.

Il vincitore dell’edizione 2019, che ha sconfitto altri 18 concorrenti, è “Scamp the Tramp“.

La sua padrona, Yvonne Morones ha vinto la partecipazione con Scamp in una puntata del programma televisivo Today, 1.500 dollari in contanti e altri 1.500 da donare a un rifugio per animali, e – per finire – un gigantesco trofeo.

Scamp viene da Compton, nella contea di Los Angeles, ed è stato adottato da Morones nel 2014 dopo che lei lo aveva visto su Pet Finder.

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Debito Pubblico: vicino a noi, vicinissimo…

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 15:00

Una di queste riguarda il debito pubblico.

Quanto incide il debito pubblico sul rapporto con la nostra banca?

Il debito pubblico continua ad aumentare. Secondo gli ultimi dati BankItalia ad aprile il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 2.373,3 miliardi. Un onere che grava per circa 40 mila euro su ogni italiano. Sin dalla nascita.

Sono numeri naturali, se aumenta la spesa pubblica e di contraltare non aumentano le entrate (tasse), i numeri citati sono destinati a salire.
Se normalmente entrano 8 e ne spendo 10 ho un debito di 2 annuale, se la spesa da 10 passa a 12 e le mie entrate sono sempre 8, il debito aumenta a 4.

Ma tutto ciò che significa? Quali sono gli effetti del debito dello Stato sui risparmiatori? Cosa significa che ogni famiglia ha un debito, in media, di 93 mila euro?

I temi economici sono complessi da spiegare, perché è difficile appassionarsi ad essi e perché i termini usati per trattarli sono sempre troppo tecnici. Inoltre ogni concetto è collegato a un altro, cosi ogni nozione diventa propedeutica. Troppa roba da capire.

Mettiamoci nei panni di una casalinga che viene a contatto con la notizia di cui sopra, penserà che l’Italia giustamente va a rotoli ma, effettivamente, si chiederà “cosa mi cambia?” “cosa può succedere?”

Il debito pubblico è il dramma dell’Italia, forse di tutta l’Europa. Al giorno d’oggi questo può essere finanziato solo dalle banche perché i risparmiatori non se lo comprano più.

Finanziando il debito pubblico le banche forniscono una stampella allo Stato, un aiutino. Il Governo finanzia il proprio debito (non gratuitamente), le banche si guadagnano la simpatia del governo.

Senza uscire dal tema, possiamo affermare che questi favori delle banche spiegano anche qualche svista degli organi di controllo sui numeri di bilancio di quest’ultime o su alcune procedure. Ma comunque le banche, tutte le banche, se potessero, eviterebbero di comprare debito pubblico. Come ha deciso di fare, saggiamente, Unicredit guidata da monsieur Mustier che non ha nessun vincolo emotivo con il nostro paese e che, se potesse, consegnerebbe domattina la banca in mano ai francesi

Ma ritorniamo a noi. Quali sono le conseguenze sui nostri risparmi e sui nostri investimenti da questo rapporto banche-Stato?

Essendo gli istituti di credito “costretti” ad acquistare il debito italiano, possono prendere decisioni drastiche: chiudere i rubinetti del credito, aumentare i tassi d’interesse sui finanziamenti, rincarare i prezzi dei loro i servizi perché quello che perdono da un lato (i titoli pubblici non rendono nulla) lo devono recuperare da un’altra parte.

Ecco cosa cambia ai risparmiatori se il debito pubblico sale tanto da mettere alle strette una banca: perdono di tasca propria. Il debito comincia a riguardarci sul serio.

Per evitare brutte sorprese vi consiglio di scegliere la banca evitando quelle troppo esposte con lo Stato, che hanno comprato più debito.

Vi fornisco orientativamente una tabella, frutto di un’analisi del 2018 dell’IESEG, sull’esposizione delle principali banche italiane ed europee al nostro debito.

Evitate le prime e ricordate che il mondo della finanza che ci sembra cosi lontano è vicino a tutte le cose che facciamo.

Foto di Tumisu da Pixabay

Test sulle creme solari: due prodotti non garantiscono la protezione dichiarata

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 13:00

Delle 16 creme che abbiamo portato in laboratorio, Rilastil e Isdin non garantiscono la protezione che dichiarano in etichetta. Si tratta di due prodotti che possono esporre a rischio scottature, soprattutto perché destinati ai bambini. Ecco i risultati completi del test.

Con il sole non si scherza, soprattutto quando parliamo della pelle dei più piccoli. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo dei tumori cutanei in età adulta c’è proprio l’intensa esposizione al sole in età infantile, con scottature ed eritemi. Per questo motivo è importante applicare sulla pelle dei bambini una crema ad alta (Spf 50) o altissima protezione (Spf 50+) quando giocano sotto il sole e limitare l’esposizione diretta dalle 11 alle 16, nelle ore in cui i raggi Uv sono più forti. Per scegliere la crema migliore, meglio non affidarsi al caso. Nell’ultimo test abbiamo portato in laboratorio 16 creme solari acquistate tra farmacie, supermercati e discount per capire quali sono le più affidabili. Non tutte, però, hanno superato le prove.

Due prodotti non proteggono quanto dovrebbero 

I risultati dell’ultimo test sulle creme solari con fattore Spf 50+ sono stati in linea di massima rassicuranti: quasi tutti rispettano il grado di protezione riportato in etichetta. Fanno eccezione due prodotti, che sono stati bocciati e che abbiamo provveduto a segnalare al Ministero della Salute e di cui abbiamo richiesto il ritiro dal mercato, parliamo di Rilastil Baby transparent spray wet skin e di Isdin Transparent spray wet skin.

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foto: Foto di Anita S. da Pixabay 

Anguria: tutte i benefici e le proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 12:15

Non solo rinfrescante e dissetante, l’anguria è anche ricca di vitamine, potassio, fosforo, magnesio e tante altre proprietà nutritive benefiche per la salute e il benessere dell’organismo. E inoltre è uno dei rimedi più efficaci per resistere alla morsa del caldo.

L’estate è arrivata e con essa anche il caldo con temperature altissime. Se vi sentite stanchi e spossati, un soluzione c’è, oltretutto priva di qualsiasi controindicazione e che vi permette di vincere questo tipo di sensazioni, tipiche dei mesi estivi in un modo semplicissimo. Stiamo parlando dell’anguria: mangiandola possibilmente fresca o perfino fredda, vi permetterà in pochi minuti di recuperare i sali minerali che avete perso con l’inevitabile sudorazione. Uno dei tanti benefici che arrivano da questo frutto voluminoso quanto prezioso, composto per il 95 per cento di acqua, combinata con il licopene, antiossidante tipico del pomodoro, in grado di conferire alla polpa dell’anguria la colorazione rossa. Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta la circolazione e la solidità delle ossa.

La polpa dell’anguria contiene inoltre vitamine A e C, potassio, fosforo e magnesio. La presenza di vitamina C e potassio in particolare avrebbe un’azione depurativa e detossificante che rende l’anguria un frutto ideale per contrastare in maniera naturale la ritenzione dei liquidi, il gonfiore alle gambe e l’ipertensione.

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Salvini firma la direttiva sulle scorte

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 11:26

In un anno 49 dispositivi in meno, 203 agenti assegnati ad altri servizi e tagli alle auto blindate. Come promesso, Matteo Salvini ha firmato una nuova direttiva sulle scorte“Siamo impegnati per garantire la massima tutela per chi è davvero a rischio – ha spiegato il ministro dell’Interno – ma siamo determinati a recuperare centinaia di donne e uomini delle Forze dell’Ordine per assicurare la sicurezza a tutti gli altri cittadini”.

Il provvedimento, firmato oggi da Salvini, punta a razionalizzare le misure di protezione che già esistono e al tempo stesso fornire criteri più stringenti per un’analisi rigorosa delle situazioni che richiedono le tutele personali. L’obiettivo, come spiegano fonti del Viminale, è “rendere più efficiente il servizio sia per personale impiegato che per risorse utilizzate”. A decidere sulle scorte saranno gli uffici competenti al termine dei riscontri informativi. “Si tratta di atti amministrativi e non politici”, ci tengono a far sapere dal ministero dell’Interno. Al primo giugno dell’anno scorso le misure per le tutele personali ammontavano a 618 e venivano impiegati 2.218 donne e uomini delle forze di polizia. Non solo circa 230 agenti venivano usati per le cosiddette “vigilanze fisse ad abitazioni e luoghi di lavoro”. E ancora: venivano fornite 434 auto blindate e 266 vetture non specializzate. Continua a leggere (Fonte: “Tutelare solo chi è davvero a rischio”. Salvini firma la direttiva sulle scorte ILGIORNALE.IT di Sergio Rame)

Dalla stampa nazionale:

SCORTE, SALVINI FIRMA LA DIRETTIVA PER RAZIONALIZZARE LE MISURE DI PROTEZIONE: IN UN ANNO MENO 49 DISPOSITIVI E 200 AGENTI.

(…) La riduzione delle scorte, già avviata nei mesi scorsi, aveva creato diverse polemiche. A febbraio scorso era stata annunciata la revoca della protezione a Sandro Ruotolo, il giornalista sotto scorta dal 2015 per le minacce del boss dei Casalesi Michele Zagaria, che, intercettato, aveva affermato di volerlo “squartare vivo”. La revoca era poi stata sospesa dopo le critiche e la mobilitazione che si era avviata a seguito l’annuncio. Nei mesi prima era stata revocata ogni forma di protezione all’ex pm della Trattativa Stato-mafia, Antonio Ingroia, e al capitano Ultimo, Sergio De Caprio, il carabiniere che catturò Totò Riina, che l’ha riottenuta solo grazie un ricorso al Tar.

Salvini, inoltre, in passato aveva più volte messo in dubbio l’utilità della scorta di Roberto Saviano. Nel 2018 aveva annunciato la revoca della scorta a al giornalista sotto scorta da 13 anni: in diretta su Agorà il ministro dell’Interno aveva affermato che “saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione”.

(…) La regione con più tutele è il Lazio con 209 misure di protezione nel 2018 e 173 nel 2019, subito dopo c’è la Sicilia con 142 nel 2018 e 124 nel 2019. Le categorie maggiormente tutelate sono magistrati, imprenditori e diplomatici, oltre a politici, giornalisti e alti dirigenti dello Stato. In particolare, al primo giugno 2018 risultavano protetti 274 magistrati, 82 politici, 45 imprenditori e 28 diplomatici.Dopo un anno il numero dei magistrati tutelati non ha subito variazioni, i politici sono scesi a 58, gli imprenditori a 32 e i diplomatici a 27. Continua a leggere (Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

SAVIANO A SALVINI : “SEI IL MINISTRO DELLA MALAVITA”

(Fonte: ALTRESTORIEVI)

Fonte immagine: Fanpage

Api e impollinatori calati del 75% in 27 anni

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 09:35

Nella puntata di “Speciale Tg1”, in onda ieri alle 23.30 su Rai1 (ma chi l’ha persa la può vedere qui su Raiplay), il giornalista Alessandro Gaeta propone un’inchiesta sulle api. Cosa sta succedendo alle api e agli insetti impollinatori? Perché si parla sempre più spesso di declino? Perché c’è chi afferma che se le api si estinguessero l’uomo avrebbe difficoltà a vivere sul pianeta terra? Secondo un’affermazione attribuita ad Albert Einstein, per esempio, la vita finirebbe dopo quattro anni senza di loro. E com’è la vita all’interno di quelle scatolette di legno chiamate arnie e come si articola la società in un apiario? Gaeta prova a rispondere a queste e ad altre domande e curiosità. Un reportage dedicato allo stato di salute, non solo delle api mellifere a strisce gialle e nere, ma anche delle altre famiglie di insetti impollinatori, che in termini di peso sono diminuiti del 75% in 27 anni, secondo una recente ricerca scientifica condotta da un gruppo di entomologi tedeschi (e diventata virale su internet: nel 2017 è stato il sesto articolo scientifico più consultato al mondo). Un dato allarmante che coinvolge la produttività dell’agricoltura, fortemente dipendente dal servizio d’impollinazione di api e altri insetti volanti, che spostandosi di fiore in fiore moltiplicano in maniera esponenziale le rese dei terreni coltivati. Tra le cause di questo declino c’è l’agricoltura convenzionale con il suo continuo ricorso a pesticidi, erbicidi e fungicidi, i cambiamenti climatici e le malattie importate attraverso la globalizzazione.

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Foto di Oldiefan da Pixabay

Biopack, il contenitore per le uova che si pianta e fa nascere legumi

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 08:00

Il packaging sta diventando sempre più sostenibile: dagli involucri biodegradabili a quelli composti di materiali riciclati, sempre più aziende stanno virando verso tecniche di confezionamento amiche dell’ambiente, spinte anche dalle nuove norme che mettono al bando i contenitori monouso. Tuttavia anche il packaging sostenibile diventa uno scarto quando esaurisce la propria funzione, andando a sommarsi alla montagna di rifiuti che produciamo quotidianamente.

Il Biopack messo a punto dal designer greco George Bosnas nasce proprio per colmare questa lacuna nel processo di confezionamento: grazie a uno speciale materiale composto di polpa di carta, farina, amido e semi biologici di leguminose, Bosnas ha creato un contenitore per le uova che, dopo l’utilizzo, può essere piantato direttamente nel terreno per far nascere piccole piantine di legumi.

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Così gli scarti del caffè diventano sgabelli e tavolini

People For Planet - Lun, 07/08/2019 - 07:15

È stato presentato in concorso al Salone Satellite Award durante l’ultimo Salone Internazionale del mobile, si chiama Re.Bean ed è un progetto che viene da lontano: dall’Australia. Qui, il Melbourne Movement di Ian Wong ha ideato lo sgabello che si è recentemente aggiudicato il premio speciale di 5mila euro, previsto dal concorso e assegnato da Banca Intesa Sanpaolo. Nel video, tutta la fase di produzione di Re.Bean.

I rifiuti del caffè sono una materia prima infinita, tanto se ne usa nel mondo, ed è anche, di conseguenza, uno dei principali rifiuti organici in tutto il mondo. Coniugando questo aspetto a un design molto bello e a una semplice fase di produzione il prodotto finale sarà circolare a tutto tondo: nasce da un recupero di materia “prima seconda” molto diffusa, verrà usato a lungo perché è bello, ha un processo produttivo poco impattante.

Sempre dal caffè, ovvero dagli scarti di caffè legati tra loro con resina d’acqua, si ottengono anche ripiani dei tavolini da bar. Autogrill ha da poco presentato un nuovo piano industriale che include lo sviluppo di un brevetto, ottenuto in collaborazione con il Politecnico di Milano, che riutilizza gli scarti dei caffè proprio per realizzare questi oggetti di arredo.  Questo tipo di scarto a loro ovviamente non manca,   e così evitano anche i costi per smaltirlo.

Il materiale brevettato si chiama Wascoffee, è riciclabile al 100% e imita, nell’estetica, la pietra ricostruita. Il nuovo materiale è stato utilizzato per realizzare i tavolini in 8 ristoranti Bistrot e Puro Gusto in Europa, ma l’obiettivo è di andare a usarlo a livello globale. Ogni tavolo, che misura 60 centimetri di lato, viene realizzato con circa 3 chili di fondi di caffè, l’equivalente di ciò che si recupera da circa 400 caffè serviti.

Fonti: https://www.greenplanner.it/2019/05/15/re-bean-design-scarti-caffe/
https://www.repubblica.it/economia/finanza/2019/06/04/news/autogrill_cresce_e_investe_sulla_sostenibilita_-227958862/

Foto di Elias Shariff Falla Mardini da Pixabay